CATANIA – Sindacati ancora sul piede di guerra. In attesa di novità da parte di Regione e Comune per quanto riguarda la delicata questione finanziaria dell’Amt, è il trattamento riservato ai lavoratori a scatenare le ire dei rappresentanti di Fast – Confsal e della Cisal che denunciano comportamenti che definiscono “inaccettabili” da parte dei vertici della società in applicazione del Contratto nazionale di lavoro.
Per questo chiedono la sospensione dell’ordine di servizio 38 con il quale l’azienda comunica “che dal mese di Marzo 2016 verrà applicato quanto dettato dagli art. 27 e 28 del CCNL 28/11/2015, in materia di Orario di lavoro e Straordinario”, che di fatto riduce le buste paga. “E’ un’interpretazione del contratto – afferma Moschella della Cisal – i dipendenti sono costretti a lavorare più ore, effettuare straordinari che, però, in parte non vengono retribuiti. Insomma, a fronte di 20 ore di straordinario e poi 2 giorni di malattia, dallo straordinario vengono decurtate 13 ore”.
Un atteggiamento che a fine mese comporta consistenti perdite in busta paga per i lavoratori che, hanno sì ottenuto il 50 per cento dello stipendio non pagato ad aprile e il 100 per cento di quello di maggio, ma comunque non vedono riconosciute per intero le ore lavorate in più. “Lo straordinario è esigenza dell’azienda per cui va pagato interamente – aggiunge Giuseppe Cottone della Confsa. Se non lo vogliono pagare, che facciano le assunzioni”.
Per questo sono pronti a scendere in piazza, anche perché lo scorso 9 maggio, con nota firmata dal direttore generale dell’Amt, si comunicava la sospensione degli effetti dell’ordine di servizio 38. “La parola data va rispettata – concludono le due organizzazioni – anche perché non è accettabile che a pagare per la crisi dell’azienda sia chi, con grandi sacrifici, continua a portare avanti il servizio pubblico”.

