L'anno nero sulle strade di Palermo| Diciannove morti, 5 solo a ottobre - Live Sicilia

L’anno nero sulle strade di Palermo| Diciannove morti, 5 solo a ottobre

Foto d'archivio

Numeri preoccupanti. Nel giro di dieci giorni hanno perso la vita tre motociclisti e due pedoni.

ALLARME SICUREZZA
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PALERMO – Cinque vite spezzate nel giro di pochi giorni. L’allarme sicurezza continua a crescere sulle strade del capoluogo siciliano, dove quello appena trascorso è stato un mese nero. Gli incidenti mortali da gennaio ad oggi salgono infatti a diciannove, con una preoccupante escalation proprio nelle ultime settimane. Ultimo, in ordine di tempo, lo schianto che è costato la vita ad una donna di 88 anni in passaggio Gino Marinuzzi: una Mercedes guidata da un 47enne l’ha travolta domenica pomeriggio, lei è deceduta tre giorni dopo al Civico.

Un pensionato di 81 anni, Giuseppe Tosini, è invece stato investito lunedì sera in via Croce Rossa da una Fiat Panda. E’ successo all’altezza di via del Carabiniere, il tratto di strada che l’anziano stava attraversando per far ritorno a casa dopo essere andato al panificio. Per lui non c’è stato scampo: l’impatto si è rivelato violentissimo, tanto da ridurre in frantumi il parabrezza della macchina guidato da un uomo di mezza età, adesso indagato per omicidio stradale.

Come l’Infortunistica stradale ha accertato, l’automobilista non aveva né bevuto, né assunto droghe. Ha dichiarato di non aver visto l’anziano che attraversava la strada, di non essere riuscito a frenare in tempo. E quello che si è verificato è stato il quinto schianto fatale nella zona residenziale della città. Soltanto una settimana prima, infatti, a perdere la vita è stato un giovane palermitano. Antonio Vitale aveva soltanto 29 anni e ancora tanti sogni da realizzare. Si sono spezzati in via Duca degli Abruzzi, quando la sua motocicletta Yamaha ed una Ford si sono scontrate. Trasportato in condizioni gravissime a Villa Sofia, le speranze si sono spente poco dopo.

Una tragedia avvenuta a distanza di sole quarantotto ore da quella in via Sampolo, dove un altro giovane motociclista è rimasto ucciso. Era la notte del 21 ottobre quando Bartolomeo Mancuso, originario di Ustica, ha perso il controllo del suo mezzo ed è finito contro una macchina parcheggiata. Un altro schianto terribile, una nuova croce sull’asfalto. E, tre giorni prima, un uomo di 74 anni, ha perso la sua battaglia contro la morte su un lettino di ospedale. Francesco Agola, pensionato palermitano, era ricoverato da dieci giorni in Rianimazione, dopo essere stato travolto da un’auto in via Cappuccini mentre era a bordo del suo scooter. Aveva riportato ferite gravissime.

L’anno scorso gli incidenti a Palermo erano stati in tutto 2656, un dato che questi ultimi mesi sembrano rincorrere, visto che complessivamente si sfiorano già i 2600. Non sono più confortanti i numeri che riguardano i feriti, 2500 in tutto il 2016, ma destinati ad aumentare anche quest’anno. Basti pensare che negli stessi dieci giorni in cui si sono verificati i cinque incidenti mortali, altri cinque hanno reso necessario il trasporto in ospedale per altrettanti pedoni. Già, perché ad avere la peggio sulle strade del capoluogo siciliano, sono spesso coloro che le percorrono a piedi. Tra le zone più pericolose, quella di piazza Virgilio, dove due persone sono rimaste ferite dopo essere state investite.

Si tratta di una dodicenne, travolta da un’auto mentre stava andando a scuola e di un 45enne, investito mentre attraversava sulle strisce. Il 13 ottobre è invece stato travolto da una macchina un 47enne in viale Strasburgo: è stato ricoverato in ospedale con prognosi riservata. Un anziano è invece stato soccorso dai sanitari del 118 in via Atlante, a metà mese. Anche in questo caso l’impatto con un’auto, avvenuto mentre attraversava la strada, si è rivelato violentissimo. Soltanto tre giorni fa, un altro pedone è finito in ospedale dopo l’impatto avvenuto in via Goethe. Alla base della maggior parte degli incidenti in città, l’alta velocità e la distrazione, che nel 43 per cento dei casi, a Palermo, deriva dall’utilizzo dei cellulari mentre si è al volante.


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