PALERMO – Una visita simbolica al cippo dedicato alle anime dei corpi decollati con l’obiettivo di “tracciare il ricordo tra le ingiustizie di ieri e di oggi”. A due giorni dalla decisione del tribunale del riesame di revocare l’obbligo di firma per 17 attivisti, i ragazzi dei centri sociali Anomalia ed Ex Karcere tornano ad accendere i riflettori sulla vicenda che li ha visti nell’occhio del ciclone per via delle indagini della procura di Palermo per associazione a delinquere. Ipotesi di reato che non ha retto davanti al Riesame e da qui la decisione di far visita al monumento dedicato alle vittime delle persecuzioni borboniche e degli errori giudiziari.
La lotta dei centri sociali era iniziata tre settimane, fa quando i 17 attivisti erano stati costretti all’obbligo di firma. L’ultimo atto si era registrato il 20 marzo, quando dal teatro Massimo aveva preso il via un corteo di solidarietà nei confronti dei 17. “Le vicende giudiziarie non sono giunte ancora al termine – sono state le parole di Giorgio Martinico, uno dei leader della protesta – ma le aspettative sono alte e siamo orgogliosi di come i cittadini abbiano risposto positivamente al nostro richiamo”.

