Banda dei bancomat, gli arrestati. Il ruolo dell'uomo ucciso al Cep

Banda dei bancomat, gli arrestati. Il ruolo dell’uomo ucciso al Cep

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Tra gli indagati anche Placido Barrile, assassinato lo scorso maggio al Cep

PALERMO – Sei arresti per gli assalti ai bancomat e un indagato a piede libero. C’era un’ottava persona sotto inchiesta ed era Placido Barrile, assassinato al Cep lo scorso 9 maggio. Questa inchiesta potrebbe offrire anche una chiave di lettura sul delitto.

Banda dei bancomat, gli arrestati

In carcere sono finiti Camillo Carta, 27 anni, Daniele Carta, 25 anni, Giuseppe Carta, 55 anni (sono padre e figli), Vincenzo Castrofilippo, 54 anni, Andrea Grimaudo, 41 anni. Arresti domiciliari per Arturo Spataro, 22 anni.

Daniele Carta è considerato il presunto capo della banda. Un gradino più in basso ci sarebbe stato Giuseppe, via via tutti gli altri. Fra questi c’era Barrile.

Il modus operandi era ripetitivo. Inserivano un ordigno esplosivo chiamato in codice “marmotta” o “paletta” in un buco dell’intelaiatura dello sportello bancomat e lo facevano esplodere. Quindi razziavano il bottino. Gli assalti sono tutti del 2023.

Programmavano ogni dettaglio, dall’utilizzo di ricetrasmittenti alle staffette con le macchine. Indossavano guanti e passamontagna.

È accaduto all’ufficio postale di via Pergusa, alla filiale Banca Sella di via Castellana, in quella del Credito cooperativo in viale Regione Siciliana, alle poste di via Nazionale a Carini, alla Bper di via San Giovanni di Dio e via Papa Sergio, all’ufficio postale di Corso Calatafimi.

Tra i reati contestati ci sono anche il furto in un’abitazione di via Centuripe dove si impossessarono di un Rolex del valore di 14.000 euro e oggetti preziosi, e in due ville in via Galletto e in via Enrico Berlinguer a Carini.

Insolito invece il furto in una villa a Torretta dove si portarono via 5 chili di marijuana che qualcun altro aveva coltivato.

Il ruolo dell’uomo ucciso al Cep

Barrile come tutti gli altri indagati era sotto intercettazione.
Èstato ascoltato mentre dava indicazioni ai complici sulla presenza di auto sospette nella zona dei colpi oppure quando parlava di “dare la parte” agli altri complici. Ha partecipato alle fasi programmatiche e a quelle operative.

Nel novembre 2023 Barrile si sfogava con Vincenzo Castrofilippo, non gli piaceva più il “clima” della banda e diceva: “… ci prendiamo tutti i giraviti, i guanti, le scarpe, iwalkie-talkie e ci mettiamo per i conti nostri perché mi sono rotto la minchia parola d’onore”.

Lo scorso maggio Barrile, che aveva 34 anni, è stato assassinato mentre si trovava all’interno di una Smart parcheggiata in via Filippo Paladini. Gli hanno sparato al volto e alla testa. Alle spalle aveva anche dei precedenti per stupefacenti. Qualche anno fa lo sorpreso era spacciare mentre era agli arresti domiciliari per una rapina punto nel 2014 aveva picchiato un uomo per strappargli il borsello e la collana d’oro. Per individuare gli autori del delitto si scava nel mondo della droga ma anche in quello dei furti e degli assalti ai bancomat.


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