PALERMO – “A 24 anni dalla esecuzione mafiosa di Libero Grassi e dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcuni cosiddetti “paladini dell’antimafia”, a partire da Helg , è necessario interrogarsi su come l’impegno antimafia debba essere portato avanti dalle associazioni di categoria, senza che questo produca ‘figuranti’ che, sfruttando il lavoro altrui e grazie ad un apparente impegno, costruiscano immeritate carriere e riconoscimenti.
Il nuovo gruppo dirigente di Confcommercio Palermo, quasi completamente rinnovato con in testa la Presidente Patrizia Di Dio, che ringrazio per la rinnovata fiducia, riprende l’impegno, peraltro mai interrotto, sui temi della legalità e, più complessivamente, nelle attività in difesa delle libertà di impresa, nella consapevolezza che quanto fatto fino ad oggi è stato fatto in perfetta onestà intellettuale, a prescindere dal tradimento operato dal suo ex presidente.
Se in questi anni le cose sono mutate, e sono mutate, è frutto certamente del lavoro incalzante di magistratura e forze dell’ordine che, anno dopo anno, giorno dopo giorno, ha dato colpi significativi a Cosa nostra, con centinaia di arresti eccellenti e meno eccellenti, ma anche del costante lavoro che insieme a tanti altri abbiamo svolto, con impegno volontaristico, senza clamori, senza voler necessariamente conquistare le prime pagine dei giornali. Abbiamo operato per promuovere, in particolare tra gli imprenditori, consapevolezza civica, cultura delle regole, fiducia nelle istituzioni e soprattutto spronare alla denuncia e alla collaborazione, nella convinzione che la denuncia di massa, può mettere in crisi il sistema mafioso costruito sulla paura, corruzione e collusione.
Quindi, esecriamo un ‘impegno’ antimafia autoreferenziale e narcisistico, che ha messo in discussione l’impegno antimafia per la legalità e la libertà di impresa vero e sincero, fatto di tante azioni e aiuto a decine di imprenditori sulla difficile strada della denuncia e ancor di più, sulla difficile strada del “dopo” denuncia, carica di incertezze e paure.
Questo è stato il modus operandi di Confcommercio Palermo e continuerà ad esserlo, aiutando gli imprenditori vittime di racket e di usura, ma anche vittime della mala burocrazia e di una politica assente e litigiosa lontana dai problemi veri del nostro territorio.
Non consentiremo, almeno in casa nostra, un’antimafia pubblicitaria, che ragiona per spot e slogan a chi la spara più grossa e che partorisce paladini e icone. Auspichiamo, e per questo ci impegneremo, una antimafia fatta di collaborazione fra tutti, istituzioni e società civile, senza primogeniture e protagonismi. Non possiamo permetterci altra perdita di tempo. Si impone un cambio di approccio che noi vogliamo portare avanti e impedire che la sfiducia abbia il sopravvento facendoci fare passi indietro sugli importanti risultati fino ad oggi raggiunti”.

