Anziani rapinati a Partinico| Subito liberi i due indagati - Live Sicilia

Anziani rapinati a Partinico| Subito liberi i due indagati

Antonino Vitale e Giuseppe Baglione

Scricchiola il riconoscimento delle vittime. Antonino Vitale, 19 anni, e Giuseppe Baglione, di 25, restano indagati a piede libero.

IL GIP DI PALERMO
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PALERMO – Non ci sono i gravi indizi di colpevolezza. Scarcerati a pochi giorni dal fermo Antonino Vitale, 19 anni, e Giuseppe Baglione, di 25, accusati di avere sequestrato e rapinato una coppia di anziani di Partinico. Il giudice per le indagini preliminari ha dato ragione agli avvocati Michele Palazzolo e Massimiliano Russo.

Il riconoscimento fotografico da parte di una delle vittime non è stato ritenuto “certo”. O meglio, ad una prima ricognizione l’anziana aveva parlato di “rassomiglianza”, divenuta assoluta certezza alla seconda convocazione dei carabinieri. Ed ancora, generico è stato considerato il riferimento alla macchina rossa con cui i due rapinatori erano entrati in azione. Ce n’era una simile parcheggiata nel cortile a casa di Vitale. “Simile” appunto, ma senza una ruota e gli interni danneggiati. Secondo il Gip, Maria Pino, la vettura più che pronta per l’uso era in stato di abbandono.

Baglione e Vitale restano indagati, ma a piede libero. Si dovranno fare ulteriori accertamenti per scoprire se siano stati loro, il 30 novembre scorso, a piombare in casa di due ottantenni. “Mi hanno legato mani e piedi – ha raccontato il marito -. Mi davano calci e pugni in faccia e nello stomaco. Io gli dicevo non ho soldi, non ho soldi”. L’anziano si trovava nella sua casa di campagna, in contrada Parrini, a Partinico. Poco dopo, i due malviventi si sono spostati in una palazzina di via Marconi, nel centro abitato del paese, dove hanno sorpreso la moglie: “Stavo preparando il pranzo, ho sentito il rumore del portone. Pensavo che fosse mio marito ed invece era un ragazzo… mi ha colpito con dei pugni alla spalla Mi diceva: ‘dammi i soldi o ti ammazzo’.

Nel caso di Baglione, difeso dall’avvocato Palazzolo, non è stato neppure convalidato il fermo perché, come ha sostenuto il legale, quando scattarono le manette non c’era più l’ipotetica flagranza di reato.

 


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