Arianna Meloni e Donzelli a Enna: i temi caldi del vertice di FdI

Arianna Meloni a Enna. Vertice di FdI con 400 amministratori: i temi caldi

Enna meloni donzelli
Non sarà - lo escludono categoricamente alcuni big del partito - un processo agli indagati

ENNA – Arianna Meloni e Giovanni Donzelli incontrano circa 400 tra assessori, consiglieri comunali sindaci, deputati regionali e parlamentari al Federico II Palace Hotel. Non sarà – lo escludono categoricamente alcuni big del partito – un processo agli indagati o agli imputati nel governo regionale, né un regolamento di conti interno.

Sullo sfondo restano, però, i temi caldi, che potrebbero essere al centro di un meeting riservato: le indagini a carico di alcuni esponenti e la designazione degli assessori nel governo regionale. Ma anche la guida del partito in Sicilia.

Il vertice di Fratelli d’Italia a Enna

“Sarà un’iniziativa per dare voce agli amministratori locali e capire come prepararci all’ultimo anno di legislatura, non è mai stata immaginata come un momento per affrontare temi di rimpasto o di indagini”. Bocche cucite, ma linea ferma: Fratelli d’Italia riunisce gli eletti in Sicilia e lo fa in un momento caldo del governo regionale, mentre si affilano strategie e intese in vista delle prossime politiche. Lontane, ma non troppo.

Sul tavolo ennese la parola d’ordine è confronto, ascoltare la base, che rappresenta i territori, com’è accaduto anche in altre regioni.

Previsti numerosi interventi, i vertici ascolteranno gli esponenti locali di FdI, poi interveranno.

Il caso Sicilia

Il dopo-referendum ha reso più fragili le posizioni degli indagati nel partito guidato da Giorgia Meloni. Per giorni si è atteso che l’onda lunga delle scelte romane arrivasse in Sicilia, soprattutto nel governo regionale. L’assessora Elvira Amata, dopo il rinvio a giudizio, ha consegnato la delega nelle mani di FdI, ma il suo è un caso particolare agli occhi di alcuni big siciliani: il nipote beneficiario dei presunti favori era rimasto orfano. Per questo la questione viene bollata come “familiare”, ma gli imbarazzi in via della Scrofa restano.

Con una contropartita: se Schifani revocasse Amata, si aprirebbe il caso Sammartino, il recordman di preferenze leghista, anche lui imputato (ma ha respinto ogni addebito).

E poi c’è il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno che ha chiesto il giudizio immediato: è stato eletto – ribadiscono in Sicilia i meloniani – alla guida dell’Assemblea siciliana. Un suo passo indietro, in un momento in cui l’Ars non riesce ad approvare alcunché, potrebbe aprire le porte a chiunque, a un anno dal voto.

Il rimpasto nella giunta siciliana

I vertici di FdI confermano a LiveSicilia di aver chiesto, qualche settimana fa, ad Alessandro Aricò, assessore alle Infrastrutture e Giusi Savarino, assessore all’Ambiente, la disponibilità a ricoprire la casella della Sanità. Disponibilità confermata, con una questione di non poco conto: i loro assessorati funzionano – ribadiscono in Fratelli d’Italia – e un cambio di deleghe a un anno dal voto non sarebbe strategicamente opportuno.

Ecco perché la questione del rimpasto si allontana dai temi caldi che lambiscono Enna, nonostante sia imminente la scelta del presidente della Regione dei nuovi assessori.

La spinta dei giustizialisti e l’imbarazzo di Giorgia Meloni

Resta, anche dopo i casi Delmastro e Santanchè, la spina siciliana nel fianco di Giorgia Meloni, che è ben consapevole quanto sia importante mantenere produttivo il granaio di voti dell’isola.

Anche perché nel centrodestra Forza Italia si riorganizza e viene ripetuto come un mantra il peccato originale della candidatura di Schifani: non ha consentito a Nello Musumeci di concludere il secondo mandato. Ecco perché le partite aperte sono più di una e l’estate calda in FdI è iniziata già da qualche mese. (foto di repertorio)


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