Sicilia, per il rimpasto di Giunta tempo fino al 28 aprile: ecco perché

Corsa contro il tempo per il rimpasto, la deadline è anticipata

rimpasto di Giunta
Schifani attende risposte da Fratelli d'Italia, altrimenti via al primo atto

PALERMO – Il rimpasto di Giunta in Sicilia è una corsa contro il tempo più urgente di quanto si pensi. La sabbia dentro la clessidra non si esaurirà il 30 aprile, data oltre la quale scatterà il blocco delle assunzioni in attesa del Rendiconto 2025, ma due giorni prima.

Rimpasto di Giunta, c’è tempo fino al 28 aprile: ecco perché

Tutto è legato ai tempi tecnici di insediamento dei nuovi assessori. La norma prevede infatti che un assessore entri nel pieno delle sue funzioni soltanto dopo il giuramento all’Ars davanti, al presidente della Regione. A quel punto, e non prima, potranno partire gli iter per la formazione degli staff. Gli assessori uscenti, intanto, dovranno avere il tempo di chiudere le pratiche urgenti e definire il passaggio di testimone.

Serviranno almeno due giorni per portare a termine il tutto, per questo la data del 30 aprile sarebbe di fatto fuori tempo massimo. Dal giorno successivo, 1 maggio, infatti, sarà impossibile per i neo assessori comporre gli uffici di gabinetto per via del blocco delle assunzioni di personale esterno dovuto alla mancata approvazione del Rendiconto.

Calendario alla mano, il governatore Renato Schifani ha due giorni di tempo, a partire da oggi, domenica 26 aprile, per definire il tutto con i partiti interessati ai cambi in Giunta. Palazzo d’Orleans ha ben presente il timing dell’operazione rimpasto ed è per questo che attende una risposta definitiva soprattutto da Fratelli d’Italia. La deadline è fissata quindi al 28 di aprile.

Renato Schifani
Renato Schifani

Riflettori puntati su Fratelli d’Italia

I riflettori sono puntati tutti su sui meloniani: resta da capire se il partito chiederà ad Elvira Amata di fare un passo indietro dopo il rinvio a giudizio dell’assessora al Turismo con l’accusa di corruzione, o se le confermerà la fiducia. Un interrogativo che non troverà risposta prima di domani, lunedì 27 aprile, quando in Sicilia arriveranno Arianna Meloni e Giovanni Donzelli per una riunione blindatissima in quel di Enna che dovrà portare ad una schiarita sulle richieste per il rimpasto di Giunta.

Elvira Amata
L’assessora al Turismo Elvira Amata (Fratelli d’Italia)

Rimpasto, primo atto

Seduti al tavolo anche il commissario di FdI in Sicilia, Luca Sbardella, e gli altri big del partito. Non è detto, tuttavia, che la riunione di Enna sia decisiva in chiave Giunta ed è per questo che Schifani nelle ultime ore ragiona sui cambi da effettuare a prescindere dall’affaire Amata. Il governatore potrebbe decidere di procedere con il primo atto di un rimpasto che sarebbe eventualmente in due tempi.

Autonomie locali e Famiglia, si cambia

Delle due caselle un tempo appartenute alla Dc, Famiglia ed Autonomie locali, una ritornerà ai centristi e l’altra dovrebbe finire nelle mani del Mpa. In rampa nell’operazione rimpasto di Giunta, per gli autonomisti, l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Gela Valeria Caci, mentre la Dc appare sempre ferma sul nome del deputato ed ex sindaco di Modica Ignazio Abbate.

Quest’ultimo nome, tuttavia, salterebbe se nei ragionamenti sulla nuova Giunta irrompesse la logica del ‘fuori tutti gli indagati’. Abbate, infatti, è alle prese con una indagine per una presunta truffa legata agli indennizzi per la tromba d’aria del novembre 2021 e per un’altra storia legata all’erogazione dei buoni libro da parte del Comune di Modica.

Rimpasto, la partita interna a Forza Italia siciliana

Schifani dovrà poi affrontare assieme al neo commissario di Forza Italia Nino Minardo, la partita interna agli azzurri. L’intenzione è quella di dare un riconoscimento al partito, come concordato anche con il segretario nazionale Antonio Tajani. Per farlo sarà necessario sacrificare almeno uno dei due assessori tecnici al momento in Giunta: Daniela Faraoni (Salute) e Alessandro Dagnino (Economia). A fare spazio alla politica sarà quasi sicuramente la titolare della delega alla sanità.

La poltrona di piazza Ottavio Ziino è ambitissima anche da Fratelli d’Italia. I tentennamenti dei meloniani, però, mal si conciliano con la necessità di chiudere al più presto almeno la prima parte del rimpasto di Giunta. Nel caso in cui la casella dovesse andare a Forza Italia, FdI potrà comunque dire la sua sul dipartimento Pianificazione strategica che al momento, come anticipato da LiveSicilia, ha 17 candidati alla guida.

Se, invece, dai colloqui di Meloni e Donzelli dovesse arrivare già lunedì il responso sulla situazione di Amata (conferma o sostituzione), di conseguenza, a stretto giro, il governatore potrebbe compiere tutte le proprie scelte in un colpo solo, facendo ripartire la macchina verso il finale di legislatura.

Se Amata lascerà la squadra di governo (l’assessora ha rimesso il mandato nelle mani del partito), a quel punto anche Luca Sammartino, pure lui a processo per corruzione per un’altra indagine, sarà sostituito dalla Lega. In caso di conferma di Amata, e con Sammartino al suo posto, Schifani si limiterà ad assegnare le due deleghe ex Dc che detiene ad interim da cinque mesi. A quel punto la Democrazia cristiana chiederebbe pari trattamento ottenendo la nomina di Abbate.


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