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Le Donne e gli Uomini dello Stato NON si sfiorano e NON si insultano. Onore a tutti Loro. Mi fermo qui....
La solitudine di chi non vota: quando l’astensione dà più voce agli altri «La solitudine di chi non vota», come scrive Emiliano Abramo, è un titolo eccellente, perché descrive non soltanto la sfiducia verso la politica, ma anche una solitudine che si autoalimenta: meno si partecipa, meno si conta nelle decisioni, e meno ci si sente rappresentati. L’articolo 48 della Costituzione definisce il voto un dovere civico. Le decisioni di chi governa incidono sulla nostra vita: sulle liste d’attesa, sulla sanità, sulla scuola, sui servizi pubblici, sul lavoro, sulla fuga dei giovani, sulle infrastrutture. Su tutto! Non votare non significa restare fuori da queste decisioni: significa lasciare che siano altri a prenderle anche per noi. Secondo i dati nazionali Ipsos, la partecipazione elettorale è molto diversa tra le fasce economiche. In una simulazione basata su quei dati, ipotizzando cinque gruppi economici di uguale dimensione, su 100 cittadini delle fasce basse e medie soltanto 38 esprimono un voto valido, contro 64 delle fasce più benestanti. Gli interessi e le necessità di questi gruppi non sono necessariamente gli stessi. Ogni voto ha lo stesso valore, ma i bisogni di chi non partecipa rischiano di pesare meno nelle scelte pubbliche. Votare può contribuire a migliorare le cose e permette a ciascuno di scegliere chi dovrà rispondere degli impegni assunti nel proprio programma elettorale. È uno degli strumenti fondamentali che abbiamo per far sentire la nostra voce. Rinunciarvi significa lasciare che altri decidano anche per noi, affidando la tutela dei nostri bisogni a persone che potrebbero non condividerli. È come dire agli altri: «Prego, si accomodi, decida pure anche per me». Ma questo lusso non possiamo più permettercelo. Giorgio Gaber cantava: «Libertà è partecipazione». Forse è proprio questa la risposta alla solitudine di chi non vota: partecipare, per interrompere una solitudine che, altrimenti, rischia di diventare sempre più profonda.
Dimettiti
Lagalla il solito sindaco mattacchione
Se non potevo pagare i bolli uno alla volta, come faccio a pagarli tutti insieme? Chiamarla “rottamazione” è fuorviante: in Sicilia non ci sono rate, è solo uno sconto su sanzioni e interessi a patto di pagare tutto subito. Per chi i soldi non li ha, è un’agevolazione o una presa in giro? Io lavoro, ma con il mio stipendio non riesco a pagare 6 bolli arretrati in un colpo solo senza restare senza soldi per mangiare e per il gasolio per andare a lavorare. Mi chiedo se chi scrive e approva queste norme conosca davvero il tenore di vita della gente comune. Quanto guadagna al mese un deputato dell’ARS? Io a votare ci vado sempre, e me lo ricorderò. VERGOGNA. Non conosco personalmente il deputato Abbate, ma invece di vantarsi della proroga avrebbe fatto miglior figura a restare in silenzio, visto che il problema vero, cioè l’assenza di rate, resta tutto.


“L’unica cosa che cambia è il debito, passato da 49 milioni a 61 milioni di euro in un anno. Gli altri problemi, le attrezzature comprate e mai messe in funzione, le denunce sull’organizzazione del lavoro e sulle prestazioni in calo, sono rimasti uguali, e inascoltati,”
Al Civico si predilige l’attività intramoenia che in taluni specialità supera quella del SSN, ma nessuno lo dice, ed inoltre in altre, le visite con la ricetta non si effettuano, solo a pagamento. Gli ambulatori non funzionano H24, parecchi infermieri e tecnici sanitari non vengono utilizzati per la loro qualifica di appartenenza (l’ufficio infermieristico è consapevole, ma penso che abbia le mani legate). Durante la passate gestione abbiamo assistito a contini spostamenti di UU.OO., anche più volte come la chirurgia toracica. Insomma cose da aggiustare ce ne sono.
l’Azienda Civico pur avendo nel proprio organico n. 4 tecnici di perfusione extracorporea affida all’esterno, con esborso economico non idifferente, tale prestazione, d’altronde alcuni di questo personale vengo utilizzati in lavori di uffico presso il 2° piano del padiglione amministrativo.
https://www.arnascivico.it/index.php/pubblicazioni-delibere/17158-delibera-n-2019-0156-servizio-di-perfusione-extracorporea-in-corso-di-intervento-di-chirurgia-vascolare-per-paziente-affetto-da-aneurisma-toraco-vascolare-e-i-prop-31
ASSESSORE RAZZA, LEI CHE NE PENSA????????
“””una perdita per l’azienda che l’anno scorso era stata quantificata in 38 milioni di euro. Stesse condizioni di lavoro per gli infermieri, due per più di trentatré pazienti.”””
e intanto che gli infermieri dei reparti dell’Ospedale CIVICO scoppiano, al CUP ci sono infermieri IMBOSCATI che non espletano le mansioni per cui sono stati assunti, sono idonei al 100% tanto che alcuni di loro prestano servizio al 118, dove 1 ora è pagata € 25,00. Il responsabile dell’ufficio Infermieristico è perfettamente a conoscenza della cosa poiché mensilmente certifica le ore effettuate e conosce gli infermieri, una per giunta lavora all’ufficio Infermieristico e fa servizio alla postazione di Termini Imerese.
Il direttore Generale del Civico dovrebbe intervenire e mettere un po di ordine. Ma lo farà???????
Sono stati perfino pagati i premi di produttività a direttori generali, sanitari e amministrativi per il raggiungimento degli obiettivi.
Queste persone dovrebbero ritornare subito questi premi che non sono meritati.