PALERMO – “C’è una sparuta truppa della maggioranza, per approvare un atto che consente la liberazione di un avanzo da 1,8 miliardi di euro, su una delibera così importante avrebbe dovuto svilupparsi un dibattito serrato”. Le parole di Dario Safina, deputato regionale del Pd, precedono il voto della delibera per la “cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle regioni”.
Un provvedimento importante, come spiega l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Ma tra i banchi dell’Aula scarseggiano gli esponenti della maggioranza. E l’opposizione attacca.
Ars, sbloccati 1,8 miliardi.
L‘Assemblea regionale siciliana ha approvato la delibera che, in attuazione delle disposizioni della legge di bilancio nazionale, permette la cancellazione della restituzione allo Stato delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni. Sbloccando queste somme la Sicilia potrà applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione di oltre 1,8 miliardi.
“Quando queste risorse saranno pienamente a disposizione del bilancio della Regione – ha detto l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino intervenendo a Sala d’Ercole – sarà necessario un ampio conforto per decidere l’utilizzo”.
Ma il provvedimento è stato approvato grazie al voto dell’opposizione, che lo ha rivendicato.
“È incredibile – ha detto in Aula Luigi Sunseri, deputato del M5s – come su un argomento così delicato abbiamo un assessore al bilancio senza la sua maggioranza, oggi stiamo liberando milioni e milioni di euro grazie alle forze di opposizione che mettono il tesserino e intervengono e il governo regionale con la sua maggioranza è completamente assente”.
Polemiche e rinvii
Le polemiche sono continuate con l’intervento degli altri esponenti di opposizione. Problemi anche in commissione Affari Istituzionali, dove è venuto meno il numero legale per la designazione del manager Salvatore Iacolino e ieri è emersa la difficoltà della maggioranza a far prevalere i numeri. Il pallottoliere, chiamato in causa con il voto segreto tre volte, è stato inesorabile. Sono saltati il terzo mandato per i sindaci dei Comuni fino a 15mila abitanti e la figura del consigliere supplente per gli eletti chiamati a vestire i panni di assessore comunale.
Durante la seduta di oggi, durata qualche ora, è stato incardinato il disegno di legge “Comiso città della pace”. Dopo la discussione generale è stato disposto il rinvio a martedì prossimo 24 febbraio alle 15, quando è prevista la discussione del ddl sull’attesa riforma della dirigenza regionale.

