Assestamento, niente soldi per la Ztl| Il Pd sfiducia l'assessore - Live Sicilia

Assestamento, niente soldi per la Ztl| Il Pd sfiducia l’assessore

Azzerati i fondi contro i topi nelle scuole e per le navette in centro. Orlando contro i revisori

CONSIGLIO COMUNALE DI PALERMO
di
11 min di lettura

PALERMO – Niente soldi per le navette in Ztl, in centro storico e al cimitero dei Rotoli, neanche un euro per le derattizzazioni nelle scuole, lievi tagli a sport, Capodanno e teatri e ben nove milioni di euro per coprire gli extra-costi della Rap dovuti alla chiusura di Bellolampo. Il consiglio comunale di Palermo approva l’assestamento al bilancio: un via libera giunto poco prima delle sette di questa mattina al termine di una seduta parecchio nervosa in cui è andato in scena un durissimo braccio di ferro non tanto tra maggioranza e opposizione, quanto tra l’Aula e i Revisori dei conti.

Già, perché i revisori hanno chiesto a gran voce (e alla fine ottenuto) che l’Aula coprisse integralmente i costi che la Rap si è sobbarcata per inviare altrove l’immondizia di Palermo, anche per la parte (in teoria di sette milioni) che la giunta Musumeci con una delibera ha promesso di coprire. Soldi che però non sono ancora materialmente nelle casse di Palazzo delle Aquile e che i revisori hanno preteso venissero intanto approntati da Sala delle Lapidi, pena il blocco della spesa. Una posizione che ha fatto infuriare il sindaco che, in una nota, parla di “atteggiamenti e atti dei Revisori dei Conti che meritano certamente un approfondimento in ogni sede competente”.

Ma il dato politico è anche un altro: il Partito Democratico ha votato contro la delibera, annunciando la sfiducia nei confronti del proprio assessore, ossia Roberto D’Agostino, che ha la delega proprio al bilancio. D’Agostino, considerato vicino a Davide Faraone, è stato nominato in quota dem ben prima della scissione renziana e nonostante la nascita di Italia Viva è comunque rimasto al suo posto, sempre sotto le insegne del Pd. Il sindaco Orlando non sembra intenzionato a cambiarlo e da qui è scattato l’attacco del cracoliciano Rosario Arcoleo: “Un voto contrario come segno di sfiducia nei confronti dell’assessore”. Una scelta che segna, nei fatti, un’uscita dalla maggioranza del Professore ma che viene smentita dall’area Lupo.

Ma torniamo ai conti. Per racimolare i quasi 9,8 milioni necessari, il consiglio comunale ha dovuto faticare non poco: cinque sono stati presi dal Fondo per crediti di dubbia esigibilità, un milione è stato tolto a Rap per le derattizzazioni, 1,8 milioni ad Amat per le navette (Ztl notturna, centro storico e Rotoli), 1,8 milioni da altri capitoli a pioggia e 50 mila euro l’uno dagli stanziamenti per teatro Massimo, Biondo, associazioni sportive e il Capodanno. Una lieve scrematura che intacca di pochissimi i tre milioni del Massimo e il milione e mezzo del Biondo, così come le associazioni sportive a cui comunque andranno 200 mila euro. Bocciato l’emendamento per mezzo milione in più a Reset.

L’altro dato politico è l’azzeramento dei fondi per l’Amat che, in molti, interpretano come uno schiaffo all’assessore alla Mobilità Giusto Catania, promotore della Ztl notturna che tanti malumori sta creando sia nella maggioranza che nelle opposizioni. Tanto che Sinistra Comune ora chiede una verifica di maggioranza.

Alla fine l’assestamento passa con 16 voti favorevoli, cinque contrari e un astenuto. “Ancora una volta , pur nella corretta dinamica della rappresentanza dialettica della maggioranza e della opposizione, il consiglio comunale ha approvato un atto che da molti anni non era possibile esaminare da parte del consiglio comunale , cioè la manovra di assestamento del bilancio di previsione – commenta l’assessore D’Agostino – Ricordo che fino all’anno scorso in questo periodo si parlava ancora di approvazione del bilancio di previsione annuale. Continua il percorso di normalizzazione della vita finanziaria del comune di Palermo e delle sue aziende e dell’esercizio da parte dell’organo consiliare della suaa propria funzione di programmazione”.

LE REAZIONI

“Abbiamo votato una manovra quasi ingessata e arrivata in estremo ritardo – dicono i consiglieri comunali Toni Sala, Paolo Caracausi, Valentina Chinnici e Massimiliano Giaconia – condizionata dai paletti imposti da una normativa contabile che sta soffocando gli enti locali. A malincuore l’Aula ha tolto i fondi previsti per le derattizzazioni e quelli per le navette Amat, ma è stata una misura necessaria per poter coprire le spese dovute agli extra costi di Rap. Un percorso d’Aula reso meno agevole dai ritardi con cui la delibera è arrivata al consiglio e che meritano un chiarimento con l’amministrazione attiva”.

“Un emendamento, quello approvato, che taglia totalmente Amat e Rap e salva con una lieve diminuzione il teatro Massimo, il Biondo e le società sportive – dice il capogruppo di Fi Giulio Tantillo – 150 mila euro in meno per il capodanno, altri 1.800.000 sono stati trovati dagli uffici in vari capitoli. Insomma 4 milioni in meno ma è poca cosa rispetto ai tagli che occorrevano, circa 9,7. Bocciati tre emendamenti delle minoranze che prevedano 500.000 per Reset, 9 milioni per il fondo crediti dubbia esigibilità e 4,5 dai tagli per teatri, Capodanno, sport, Rap, Amat e fondi liberi. Approvati infine tre ordini del giorno sul no alla Ztl notturna, sul regolamento unico per contributi a associazioni sportive e culturali entro 60 giorni e sul bilancio 2020 da portare entro febbraio. Questa manovra fa emergere le difficoltà in cui vive giorno per giorno la città. Niente soldi per i servizi e le scuole e una previsione finanziaria molto delicata per le partecipate e per la città. Una notte da dimenticare perché mortifica il ruolo del consigliere comunale e fa emergere la fragilità dell’amministrazione. L’unica via d’uscita è il ritorno alle urne”.

“Per il primo anno questa Amministrazione ha approvato una variazione di bilancio, sintomo di una corretta gestione dell’aspetto finanziario, conseguenza del fatto che entro luglio abbiamo approvato il bilancio previsionale 2019/2021”, affermano gli otto consiglieri di Italia Viva Sandro Terrani, Dario Chinnici, Francesco Bertolino, Carlo Di Pisa, Gianluca Inzerillo, Ottavio Zacco, Caterina Meli e Giuseppina Russa. “Si tratta comunque di un ritardo patologico dell’Amministrazione comunale che ancora una volta ci ha costretti a fare un tour de force per approvare questa manovra, indispensabile per la stabilizzazione di 110 lavoratori ex 331 e i 34 Lsu comunali, grazie anche all’intervento del vicesindaco con delega al personale, Fabio Giambrone. Ma non è questo il metodo di approvare dei documenti indispensabili per il buon funzionamento dell’Amministrazione. Dal prossimo bilancio di previsione 2020/2022 l’Amministrazione comunale attiva faccia avere entro il mese di gennaio la proposta, proprio per evitare queste maratone notturne. Apprezzamento per il lavoro svolto dai revisori dei conti che ci hanno messo in guardia rispetto ad alcune criticità che comunque purtroppo ci hanno costretti a fare dei tagli su alcuni servizi“.

“Dopo una lunghissima maratona durata circa 20 ore, è stata approvata in aula una delibera con un assestamento di bilancio che la Lega non ha condiviso affatto – dicono i consiglieri Igor Gelarda e Alessandro Anello che hanno votato contro – L’amministrazione attiva non può più immaginare di andare avanti così, arrivando con gli atti in aula a meno di 24 ore dalla scadenza e pensare di averli approvati senza che i consiglieri tutti possano realmente prenderne visione. Abbiamo firmato insieme agli altri gruppi della minoranza un ordine del giorno che è stato approvato dove impegnami l’amministrazione a rispettare i tempi (28 febbraio 2020) per l’approvazione del prossimo bilancio di previsione proprio per evitare questo metodo assolutamente sbagliato di portare avanti l’attività amministrativa della città”.

“La manovra che abbiamo approvato non è convincente perché si muove in una direzione non del tutto chiara – attaccano i consiglieri comunali di Sinistra Comune Barbara Evola, Fausto Melluso, Katia Orlando, Marcello Susinno – Infatti, sull’altare dell’ennesimo accantonamento, richiesto con forza dall’organo di revisione, abbiamo sacrificato servizi fondamentali per i cittadini e le cittadine, come le navette per i cimiteri e le derattizzazioni nelle scuole e ridotto, seppur di poco, gli investimenti per I teatri. Per senso di responsabilità nei confronti della città abbiamo dovuto ancora una volta supportare un atto arrivato con grave ritardo e senza la necessaria condivisione nella sua costruzione. Sarebbe stato necessario avere più tempo per operare scelte più ponderate . Queste lunghe ore hanno disegnato l’immagine di una maggioranza fragile, in balìa di facili ricatti e di atteggiamenti ambigui se non apertamente irresponsabili. Siamo molto preoccupati per il prosieguo di questa esperienza politica che continuiamo a sostenere, ma crediamo debba riaprirsi subito una fase vera di confronto politico”.

“I commercianti sono sempre stati contrari alla Ztl notturna e lo sono a maggior ragione adesso che il consiglio comunale di Palermo ha deciso di azzerare i fondi destinati a incrementare le corse della linea 101 e le navette per il centro storico”. Lo dice il presidente di Assoimpresa, Mario Attinasi, commentando l’approvazione dell’assestamento al bilancio 2019 votato questa mattina dal consiglio comunale di Palermo. “La scelta dei consiglieri di spostare altrove gli 1,8 milioni di euro inizialmente destinati all’Amat – continua Attinasi – è la dimostrazione che la città non condivide la scelta della Ztl notturna. Ma siamo scontenti anche di come, per l’ennesima volta, l’amministrazione comunale abbia deciso di usare i provenienti della tassa di soggiorno per finalità che niente hanno a che fare con la promozione turistica del territorio e senza alcun confronto con gli operatori del settore: in questo modo, la tassa di soggiorno è solo un inutile balzello”.

“L’approvazione dell’assestamento è un’ottima notizia, ma non basta – commenta Giuseppe Badagliacca, segretario generale Fiadel Cisal – I sette milioni promessi dalla Regione devono ancora essere approvati dall’Ars, quindi la vicenda non è definitivamente risolta. Rimaniamo perplessi per il taglio alle derattizzazioni, servizio invece fondamentale anche alla luce di quanto succede nelle scuole. La Rap va invece rilanciata con la collaborazione di tutti, implementando la differenziata, avviando la mobilità per 200 lavoratori, riorganizzando la società. Per questo chiederemo subito un incontro ad hoc”.

“La Rap non ha alcuna responsabilità sulla mancata costruzione della settima vasca e l’auspicio è che la Regione mantenga gli impegni economici assunti, i 7 milioni promessi e si adoperi per la costruzione dell’impianto senza ulteriori rinvii”, dice Dionisio Giordano, segretario Fit Cisl. “La Rap ha l’obbligo di cambiare il passo, a partire dal tema della raccolta differenziata: al riguardo positivo lo sforzo registrato concretamente proprio negli ultimi mesi, con i Centri Comunali di Raccolta fortemente voluti dal Presidente Norata, dalla governance societaria rafforzata e finalmente dal Direttore Generale, per rivitalizzare dirigenti e l’organizzazione del lavoro”. La Fit Cisl conclude: “Alla riconfermata fiducia dell’amministrazione Orlando verso l’azienda, all’impegno profuso dall’assessore al Bilancio D’agostino, al senso di responsabilità mostrato dai consiglieri comunali che hanno consentito che il provvedimento fosse votato risponderemo come sempre sul campo, con i lavoratori sempre più consapevoli che massimizzare la produttività è fondamentale per rispondere al meglio alle esigenze della città. E questo anche se restiamo ancora in attesa di 200 nuovi operatori fondamentali per una dotazione di personale adeguata ai servizi richiesti dai cittadini”.

“Ieri sera ho espresso il mio parere contrario in settima commissione, che ha bocciato l’atto nella sua complessità”. A dichiararlo Sabrina Figuccia, consigliere comunale Udc, che prosegue: “Per quanto riguarda i lavori d’aula ho deciso di non partecipare perché non condivido l’atto né nel merito, né tanto meno nel metodo. Con il solito atteggiamento arrogante infatti il sindaco e la sua giunta cercano di trasformare il consiglio comunale in un mero strumento di ratifica delle loro decisioni e, come ormai accade per consuetudine, portano gli atti a conoscenza dei consiglieri poche ore prima delle scadenze per votare. Entrando nel merito dell’atto non posso accettare inoltre la scelta di distrarre somme provenienti dal capitolo sul personale in avanzo a causa dei pensionamenti anticipati per via di quota 100 ad altri capitoli, né tanto meno quella di far passare per emergenza ciò che è ormai consolidato da anni, come nel caso della discarica di Bellolampo. Inoltre mi chiedo adesso che sono state tagliate le somme relative ai bus notturni, se il buon Catania continuerà ad accanirsi sulla realizzazione della Ztl h24 o se finalmente si rassegnerà”.

*Aggiornamento 2/1/2019
“L’eclatante schiaffo morale che la sua stessa maggioranza ha rivolto ieri al sindaco e all’assessore Giusto Catania su provvedimenti da loro promossi e difesi, come la Ztl e le navette notturne azzerate dovrebbe far riflettere i colleghi a sala delle Lapidi. Un capitolo a parte il papocchio Reset, per via delle modifiche statutarie richieste dall’Anac e ancora non approdata in aula. A ciò va sommata l’incapacità di usare le risorse stanziate dallo Stato, con il rischio di perdere così 300 milioni di euro e in conseguenza il probabile addio al faraonico progetto del tram. In ultimo, la scelta irresponsabile di utilizzare il poco denaro della casse comunali per gli spettacoli di Capodanno e per finanziare due squadre sportive, piuttosto che per fronteggiare l’emergenza topi in molte scuole”. Così in una nota i consiglieri del M5s a Palemro, Concetta Amella, Antonino Randazzo e Viviana Lo Monaco. “Sembra quasi di essere tornati nell’antica Roma del ‘panem et circenses’ – sostengono – La città è alle prese anche con il caos delle discariche e la raccolta differenziata mai completata in tutti i quartieri; l’emergenza nei cimiteri con il forno crematorio obsoleto e le carenza di sepolture; il verde pubblico negato, come il parco Cassarà chiuso da 5 anni, nonostante le vane promesse. I palermitani sono esasperati e desiderano che Orlando e la sua corte abbandonino subito le stanze del potere. Per questo, come atto di responsabilità verso Palermo e suoi cittadini, torniamo a chiedere ai colleghi consiglieri di firmare la mozione di sfiducia proposta dal nostro gruppo lo scorso 26 novembre, già sottoscritta da 7 Consiglieri comunali su 40”. 


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI