Assistenza domiciliare, Sisifo passa alle vie legali

Assistenza domiciliare, Sisifo passa alle vie legali

Il Consorzio, gestore dell'Assistenza Domiciliare a Catania, ha inviato ieri una nota al Prefetto di Catania.
LA NOTA
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CATANIA – Ancora battaglia sull’assistenza domiciliare, come ricostruito su LiveSicilia. Con un’istanza di precettazione degli operatori responsabili del servizio di fisioterapia, il Consorzio Sisifo, gestore dell’Assistenza Domiciliare a Catania, ha inviato ieri una nota al Prefetto di Catania, all’Assessorato regionale alla Sanità, all’Asp e alla Procura della Repubblica”. Perché, sostengono, se sono legittime le rivendicazioni economiche e lo stato di agitazione annunciato, altra è l’astenersi per diverse settimane dal servizio – si legge nella nota- dimenticando che fruitori delle prestazioni riabilitative sono soprattutto, anche se non sempre, pazienti fragili e bisognosi di assistenza”.

“Non essendo più tollerabile questo stillicidio di disinformazioni e di continua diffamazione di quanti con quotidiano sacrificio, professionisti e operatori, si adoperano per dare risposte ai bisogni sanitari degli assistiti – continuano – abbiamo già coinvolto i nostri avvocati per segnalare alla Procura della Repubblica i fatti di cui sopra, corredati dalle prove concrete della strumentalità e degli oscuri fini che alcuni, non certo in buona fede, stanno perseguendo. Non è affatto vero, inoltre, che l’Asp di Catania stia per rescindere il contratto con Sisifo e l’on.le Angela Foti, intervenuta recentemente, farebbe meglio a informarsi prima di rilasciare dichiarazioni allarmistiche e infondate”.

“Anche l’Asp, tra l’altro, ci fa sapere che le presunte inadempienze attribuiteci non sono state riscontrate. Tali “inadempienze”, che sono state contestate alla Cure domiciliari Catania, costituita dalle cooperative cui Sisifo ha assegnato il servizio aggiudicato, sono quasi esclusivamente dovute alla tanto improvvisa quanto improvvida scelta di un gruppo di fisioterapisti che hanno scoperto di essere “mal retribuiti” soltanto il 1 novembre, quando cioè il Consorzio e per esso la Cure domiciliari Catania è subentrato a Medicasa, garantendo le medesime condizioni contrattuali a tutti i professionisti” – proseguono.

“Nonostante il protrarsi dell’agitazione dei terapisti della riabilitazione, di cui Cure domiciliari Catania e il consorzio Sisifo non portano alcuna responsabilità, avendo sempre dichiarato la propria disponibilità al dialogo perché è comune interesse anche la soddisfazione economica dei professionisti, a tutti i pazienti è stato garantito l’invio di almeno un professionista. Invero ci risulta che diversi pazienti, con prove alla mano, sono stati strumentalmente sollecitati a protestare ‘gravi’ disservizi e addirittura che adesso alcuni operatori sono già al corrente di quanto l’ASP di Catania, a loro dire, dovrebbe fare nei prossimi giorni, cioè rescindere il contratto con Sisifo, come se tra loro e i dirigenti dell’Asp ci fosse un filo diretto per estromettere Sisifo e Cure domiciliari Catania dal servizio ADI. Così non è. Cure domiciliari Catania – concludono – continuerà ad assicurare i servizi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sino all’accreditamento, che tutti auspichiamo avvenga il più presto possibile, o alla conclusione della durata dell’appalto, nella peggiore delle ipotesi”.

La replica di Foti

In merito alle dichiarazioni rilasciate dai responsabili di Sisifo, sulla assistenza domiciliare integrata, è arrivata la replica dell’onorevole Angela Foti di Attiva Sicilia. Quest’ultima era intervenuta sulla vicenda chiedendo tutele per pazienti e i professionisti attraverso una accelerazione definitiva sul sistema dell’accreditamento.

“Sisifo – dice Foti – mi addebita dichiarazioni su una imminente rescissione del suo contratto con l’Asp di Catania etichettandole come “allarmistiche” e “infondate”. Semplicemente non esistono perché non le ho mai pronunciate, come si evince dai comunicati e dalle interviste rilasciate. Mi sono pronunciata invece su un tema importante come l’assistenza domiciliare integrata manifestando contrarietà sul sistema delle gare al massimo ribasso nei settori dei servizi sanitari auspicando, invece, il sistema dell’accreditamento. Un sistema che viene utilizzato con ottimi risultati da Regioni virtuose del Paese. La priorità è tutelare il diritto alla salute dei pazienti destinatari di cure domiciliari e il diritto dei professionisti della sanità di ricevere compensi adeguati (e non mortificanti se non irrisori). Spiace che Sisifo abbia travisato queste dichiarazioni che non hanno nulla di “allarmistico” ma che cercano soluzioni a tutela dei cittadini e dei lavoratori”


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