PALERMO – Slitta al 31 marzo la procedura di licenziamento dei 35 lavoratori interinali Temporary Spa (oggi Attal group), avviata da Ast. Oggi la protesta degli autisti all’Ars: i manifestanti hanno esposto una bara con il logo dell’Azienda siciliana trasporti, chiedendo l’intervento della Regione. Ad organizzare la protesta di oggi, i sindacati Felsa Cisl e Uil Temp, che, al termine del sit in hanno incontrato il presidente di Ast Luigi Genovese.
Rinviati i licenziamenti Ast
“Genovese ha espresso la sua disponibilità per trovare altre soluzioni perché non è volontà dell’azienda, ci ha riferito, lasciare senza lavoro e futuro questi lavoratori e le loro famiglie – spiegano Giuseppe Cusimano, coordinatore Felsa Cisl, e Danilo Borrelli, segretario generale UILTemp Sicilia -. Cosi ha accolto la nostra richiesta di far slittare al 31 marzo il termine del licenziamento dei 35 somministrati previsto per venerdì 27. Qualche giorno in più che, ci auguriamo, possa consentire alle parti di trovare una soluzione diversa sia per gli autisti che rischiano di perdere il posto, sia per tutti quelli che verranno trasferiti in altre sedi”.
“Per questo abbiamo chiesto al presidente di Ast l’attivazione di un tavolo tecnico per scongiurare il peggio, anche perché non si tratta di veri esuberi, ma della mancanza di mezzi che potrebbero invece essere acquistati – concludono -. L’obiettivo è la salvaguardia dei posti di lavoro ma anche la garanzia dei servizi di collegamento per i cittadini”.
La polemica politica
E con i lavoratori in piazza, intanto, scoppia la polemica politica. Il Pd va all’attacco: “In queste ore assistiamo al disastro Ast con la minaccia di 35 licenziamenti – dice il deputato ragusano Nello Dipasquale -. Dopo i fallimenti nella sanità, questo è un altro colpo da parte del centrodestra ad un pezzo importante di servizio pubblico in Sicilia. L’Ast è un’azienda che fa parte della storia della Sicilia e negli ultimi dieci anni il centrodestra, con le sue nomine, l’ha distrutta indebitandola e spogliandola di mezzi e risorse”.
Ast, Pd all’attacco
Sulla stessa lunghezza d’onda il collega di partito Mario Giambona: “Nessun posto di lavoro deve essere perso – afferma -. La tutela dell’occupazione è una priorità non negoziabile”. Le preoccupazioni sono per la crisi occupazionale legata al piano di risanamento della società, che prevede esuberi. “Una prospettiva che come Pd respingiamo senza mezzi termini – sottolinea Giambona – perché esistono alternative concrete, a partire dall’internalizzazione dei servizi”.
Sud chiama nord: “L’Ars si occupi dell’Ast”
Sulla vertenza interviene anche Pippo Lombardo, deputato di Sud chiama nord. “La proroga al 31 marzo del termine relativo alla procedura di licenziamento che coinvolge 35 lavoratori interinali di Ast, richiesta dalle organizzazioni sindacali e accolta dall’azienda, conferma ancora una volta quanto fosse necessaria e non più rinviabile la seduta della quarta Commissione che avevamo chiesto”, sottolinea.
“Quello che sta accadendo dimostra in modo evidente che l’annullamento della seduta da parte del presidente Carta è stato un atto grave e incomprensibile – ancora Lombardo -. Proprio mentre la situazione si aggrava e mentre si concede solo un margine temporale di pochi giorni prima di una scadenza così delicata, si sceglie di sottrarre alla Commissione il compito di approfondire, ascoltare e verificare. È una decisione che non aiuta né i lavoratori né il futuro dell’azienda”.
Lombardo poi conclude: “Lo diciamo da tempo: Ast va salvata. E va salvata adesso. Perché il rischio concreto è che qualcuno voglia farla saltare per spalancare definitivamente la porta ai privati. Per questo servono chiarezza, assunzione di responsabilità e un confronto immediato nelle sedi istituzionali competenti”.

