PALERMO – Esiste un luogo, tra i palazzi della periferia nord di Palermo, dove le “differenze” non vengono semplicemente accettate ma diventano il motore immobile di una rivoluzione gentile. È l’Istituto comprensivo ‘Leonardo Sciascia’, allo Zen, un quartiere dove la scuola non è solo un edificio ma un avamposto di speranza e bellezza.
La Giornata della consapevolezza dell’autismo
L’istituto ha celebrato la sesta edizione della Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo, dimostrando che i confini della periferia possono trasformarsi in orizzonti di inclusione senza limiti. Non una semplice ricorrenza sul calendario, ma il culmine di un percorso che dura 365 giorni l’anno.
La mostra ‘Tutti i colori dell’inclusione’
A rendere questa edizione ancora più suggestiva è stata l’inaugurazione di una mostra fotografica dal titolo evocativo: ‘Tutti i colori dell’Inclusione: un abbraccio azzurro per l’autismo’. I corridoi della scuola si sono trasformati in una galleria emozionale dove gli scatti hanno raccontato, meglio di mille parole, la quotidianità di una scuola che abbatte i muri.
Le immagini hanno immortalato sguardi, gesti di solidarietà tra compagni e momenti di vita scolastica in cui la neurodivergenza non è un limite, ma una sfumatura diversa della stessa bellezza. La mostra ha rappresentato un potente strumento di sensibilizzazione, permettendo ai visitatori di “stringere” quell’abbraccio azzurro che simboleggia la protezione e la valorizzazione di ogni alunno.

L’impegno dell’istituto Sciascia
Decisivo l’impegno umano e professionale dei docenti e del personale non docente. Tutti hanno messo in campo una dedizione che non è mero adempimento professionale con il coordinamento della dirigente scolastica Stefania Cocuzza. Dietro ogni traguardo raggiunto da un bambino, c’è un docente che ha investito tempo nella ricerca, che ha scelto la via dell’autoaggiornamento costante e che ha saputo costruire strategie su misura.
Si tratta di insegnanti che partecipano con determinazione a percorsi formativi, trasformando la classe in un ecosistema dove ogni singola risorsa individuale viene valorizzata. È questa ‘pedagogia della cura’ che permette di rispondere con competenza alle sfide delle neurodivergenze.

