Balestrate, morire per uno uno sguardo di troppo in discoteca

Morire a 19 anni per uno uno sguardo di troppo e una spinta in discoteca

La rissa davanti alla discoteca
La ricostruzione dell'omicidio di Francesco Bacchi

PALERMO – Nel caos generale, nelle bugie dette agli investigatori per difendersi, nella accuse mosse ad altri per scrollarsi di dosso le colpe emerge una triste realtà: un giovane di 19 anni, Francesco Bacchi, è morto durante una rissa scoppiata per motivi banali.

Uno spintone, uno sguardo e qualche parola di troppo. Volano schiaffi, calci e pugni fra una decina di ragazzi. Il corpo di Bacchi resta senza vita sull’asfalto della strada che conduce all’ingresso della discoteca Medusa di Balestrate. Erano lì per divertirsi e l’hanno trasformata in un ring.

Lo scorso 13 gennaio la lite iniziò nel privé per una spinta. Poi le frasi “ma tu che fai?… dove stai andando? Ci vediamo fuori? Ti ammazzo”. Il gruppo di cui facevano parte Andrea Cangemi, colui che colpì mortalmente a calci Bacchi, e i quattro amici arrestati oggi, fra cui un minorenne, era più numeroso di quello di Bacchi. E stando al racconto di altri testimoni sarebbero stati a loro ad accendere la miccia.

Un amico di Bacchi fu inseguito e picchiato nelle scale del parcheggio, poi la rissa si è spostata in via Palermo. Bacchi intervenne per aiutare un amico aggredito, colpì Cangemi che gli sferrò i due calci mortali. A pesare sulla posizione dei tre maggiorenni finiti ai domiciliari – Alessio Greco, Bernardo Ferro e Gaetano Lo Giudice – sono i riscontri alle loro dichiarazioni.

Lo Giudice ha spiegato che “la serata stava finendo ma all’interno non succedeva nulla. Ho visto Cangemi che era circondato da due, tre persone e mi sono avvicinato per separarli”. Ed invece è stato ripreso da una telecamera mentre schiaffeggia e colpisce con un pugno alla spalla un ragazzo.

“Non mi sono interessato più di tanto”, ha detto Greco che, come hanno immortalato le immagini, ha sferrato cinque pugni contro un amico del gruppo di Bacchi. Sul conto di Ferro alcuni testimoni gli hanno sentito dire “ora prendiamo la pistola”. Da qui la condotta di concorrente esterno alla rissa a cui avrebbe contribuito surriscaldando gli animi. Erano lì per divertirsi, ma un ragazzo di 19 anni è morto per uno sguardo di troppo.


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