Bene Irfis, male Ast, caos Terme | Armao e le pagelle delle partecipate - Live Sicilia

Bene Irfis, male Ast, caos Terme | Armao e le pagelle delle partecipate

Il vicepresidente della Regione: “Paradosso Italkali: il vecchio governo ha ‘perso’ le quote. Birgi è un problema”.

L’ASSESSORE ALL’ECONOMIA
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PALERMO – “L’Irfis funziona bene, disastrosa la situazione dell’Ast e dell’aeroporto Trapani-Birgi”. Così Gaetano Armao, assessore all’Economia e vicepresidente della Regione, che nell’intervento al convegno “Le società a controllo pubblico” che si è svolto oggi a villa Malfitano, descrive lo stato di salute delle partecipate pubbliche.

“Il tema delle partecipazioni – esordisce Armao – è cruciale perché negli ultimi anni la gestione delle società controllate è stata superficiale e ha causato danni alle casse pubbliche. La Regione si sta muovendo nel senso del rafforzamento della sua attività di controllo per garantire la qualità dei servizi e l’efficienza della gestione”.

Tra i casi che stanno più a cuore all’assessore, quello di Italkali. “Nel 2011 – spiega infatti -, all’interno dei piano di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche distinguemmo fra partecipazioni strategiche e non strategiche. L’Italkali, una società che si occupa di estrazione del sale non poteva essere ritenuta strategica e quindi decidemmo di vendere la quota del 51%. Già nel 2012 era stato individuato l’advisor che doveva valutare la partecipazione pubblica. Passano 5 anni, torno assessore, e uno dei primi problemi che si presenta è appunto quello relativo a questa società. Ho scoperto così nel 2014 la partecipazione era decaduta e così il socio privato ha acquisito gratuitamente il controllo pieno di una società. Ma il paradosso non finisce qui. La Regione – aggiunge- ha dovuto intraprendere una causa per conoscere il valore della partecipazione che è pari a 24 milioni. Soldi questi ultimi che però la Italkali non vuole erogare perché a sua volta pretende 500 milioni”.

L’occasione del convegno è anche utile per tracciare le pagelle delle società partecipate della Regione. “Alcune – dice l’assessore – sono in una gravissima situazione finanziaria altre, come l’Irfis, lavorano bene ma potranno lavorare meglio dopo un riassetto complessivo che abbiamo immaginato. Vanno bene, anche le società che svolgono attività diretta per la Pubblica Amministrazione penso ad esempio a Seus e Resais. Ho riscontrato  uno scempio per ciò che è accaduto nella gestione delle società per le Terme di Sciacca e Acireale. A Sciacca ho fatto visita alle strutture. Le ho trovate abbandonate e ho dovuto presentare un esposto alla Procura delle Repubblica per accertare le responsabilità. D’accordo con i sindaci delle due città – prosegue Arma – vogliamo lavorare a un rilancio e nelle prossime giornate la Regione interverrà con un bando. Un’altra situazione delicata e quella dell’Ast che stiamo esaminando e che ha delle conseguenze finanziarie notevoli. Tutto ciò ha un peso non indifferente sul bilancio regionale”.

E proprio sulla gravosità delle partecipazioni sul bilancio pubblico Armao parla dell’Aeroporto di Trapani, gestito dalla società Airgest: “Costa 12-15 milioni l’anno alla Regione. Non è possibile continuare così. Questo anche perché l’Unione Europea non consente le continue ricapitalizzazioni. Il presidente Musumeci lo ha anticipato. Occorre fare fronte a questa gestione creando un sistema aeroportuale regionale che possa essere privatizzato ove diventi un peso per il bilancio pubblico.  – e conclude – Occorre una gestione oculata. Le società devono essere una opportunità per la Regione e non un peso. Tutto ciò che aggrava sarà eliminato”.

L’assessore parla pure delle politiche  da mettere in campo per rendere più attenta la gestione delle società. “È necessario – spiega – rafforzare lo strumento del controllo analogo cioè i meccanismi che accorciano la catena di trasmissione tra la Regione e le società a totale capitale pubblico. Agiremo in tal senso con un decreto nel quale inseriremo pure tutte le regole che nel tempo sono state diramate per la riduzione dei costi delle società pubbliche ma che non sono servite a nulla per la mancanza di controllo”.

Infine Armao commenta delle resistenze alle ipotesi d’accorpamento delle aziende regionali: “Se parliamo di Ircac e Crias, mi sento di dire che le resistenze sono uno degli elementi che contraddistingue le amministrazioni pubbliche. Noi abbiamo deciso di operare per gradi partendo da queste due società. Dopo discuteremo con le forze politiche e sociali per lavorare alle altre società. Senza dubbio dobbiamo andare avanti”.


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Commenti

    E dello scempio di Sviluppo Italia Sicilia in cui amministratori improbabili e incapaci hanno depauperato un patrimonio di 10 Ml e professionalità che ora la Regione paga alle società di consulenza.
    Magari qualche azione di responsabilità verso qualche ragioniere si potrebbe promuovere caro Armao

    L’Italkali, una società che si occupa di estrazione del sale non poteva essere ritenuta strategica e quindi decidemmo di vendere la quota del 51%. Già nel 2012 era stato individuato l’advisor che doveva valutare la partecipazione pubblica.
    Passano 5 anni, torno assessore, e uno dei primi problemi che si presenta è appunto quello relativo a questa società. Ho scoperto così nel 2014 la partecipazione era decaduta e così il socio privato ha acquisito gratuitamente il controllo pieno di una società. Ma il paradosso non finisce qui. La Regione – aggiunge- ha dovuto intraprendere una causa per conoscere il valore della partecipazione che è pari a 24 milioni. Soldi questi ultimi che però la Italkali non vuole erogare perché a sua volta pretende 500 milioni”.

    follemente o mente folle?

    In Grecia ed in Bulgaria hanno privatizzato gli aeroporti e questi sono cresciuti in maniera impressionante: non più perdite di gestione ma turisti su turisti che, paradossalmente, arrivano perfino da Punta Raisi e da Catania.

    Da noi ci raccontano invece la favoletta che, per aiutare Birgi bisogna fare sistema con l’aeroporto di Palermo: Birgi è cresciuto solo quando operava in pieno la concorrenza di RYANAIR mentre oggi Punta Raisi cresce (per me poco) anche grazie al traffico che un tempo volava a Birgi.

    Birgi necessariamente deve competere con Punta Raisi perchè, piaccia o non piaccia, la legge del mercato è questa: il resto sono solo giri di parole, in politichese, che servono solo a supporto dell’interesse, certamente legittimo, del monopolista naturalmente allergico alla concorrenza.

    Se chi vive nel trapanese ha già fatto l’esperienza ed ha constatato:
    1) che, da quando si è fermato l’aeroporto, si è fermato anche il turismo
    2) che i voli Ryanair su Palermo non sono stati sostitutivi dei voli su Trapani.
    3) e che l’Aeroporto di Punta Raisi ha acquisito, senza eccessiva sofferenza, alcune rotte che prima operavano su Birgi.

    per quale motivo dovrebbe credere ai vantaggi di diventare aeroporto complementare di un aeroporto che è ben lungi dall’essere saturo.

    Si faccia un bando di evidenza pubblica e, con i numeri che Birgi ha già dimostrato di poter fare, per l’aeroporto di Trapani ci sarà una corsa tra giganti per conquistarne la gestione.

    Ne beneficeranno in due: Punta Raisi che potrà dimostrare il suo valore e, soprattutto, ne beneficerà la Sicilia che, grazie ad una sana concorrenza, vedrà arrivare più aerei e più turisti e più lavoro per tutti.

    Egregio assessore, le Terme di Sciacca sono in liquidazione da oltre 7 anni . Ma il liquidatore e la struttura presso il suo assessorato perché non hanno vigilato circa la chiusura della liquidazione? Le Terme sono distrutte e secondo il c.c. se il liquidatore non preserva il patrimonio si assume delle responsabilità.

    e delle altre società partecipate, che in meno di un anno sono state liquidate dall’e governatore Crocetta, e i loro dipendenti buttati in mezzo ad una strada, cosa vogliamo farne ? inseriti nel famigerato ALBO UNICO DEI DIPENDENTI DELLE EX SOCIETÀ PARTECIPATE IN LIQUIDAZIONE, da due anni una normativa ben precisa, approvata all’ARS ne decreta il recupero ed inserimento in SAS; nel frattempo nei due anni trascorsi è terminata l’unica fonte (minima) di sostentamento, CIG, NASPI, ecc ecc, e il balletto continua imperterrito con una soluzione di continuità da far rabbrividire anche i più scettici. Tra questi dipendenti vi sono famiglie MONOREDDITO che non hanno più i soldi per poter comprare il pane e la pasta; le auto e/o le moto le hanno abbandonate da tempo e si muovono SOLO con i mezzi pubblici; ma continuate pure a prendere e perdere tempo, VOI, con lo stipendio (più o meno cospicuo) elargito puntualmente ogni fine mese…

    il sistema aeroportuale è un settore molto complesso, pensare di fare sviluppare un aeroporto pompandolo, comprando il traffico passeggeri è una pura follia.
    avere 2 aeroporti a 70 Km di distanza l’uno dall’altro, che si fanno concorrenza a vicenda, non è follia, è da criminali e per fortuna le norme comunitarie vietano tale sistema.
    considerare gli aeroporti un bancomat a disposizione dei politici e dei sindacalisti fa parte della preistoria, non porta bene a nessuno, perchè alla fine gli aeroporti falliscono (Reggio, Crotone, Forlì, Rimini) solo per fare qualche esempio di aeroporto tecnicamente fallito e tutti i lavoratori e il territorio di riferimento, è costretto a subire le conseguenze.
    io credo che noi dovremmo essere più umili e verificare cosa hanno fatto nei territori simili ai nostri con il sistema aeroportuale.
    per fare un esempio, basta vedere la puglia che ha copiato il modello francese e tedesco è cresce dal punto di vista tecnico e di redditività a livelli mai visti in Italia.
    se si vuole risolvere veramente il problema del trasporto aereo, la politica deve uscire dalle Società di Gestione e per uscire deve essere tutto privatizzato.
    il privato farà sistema, non si farà concorrenza è utilizzerà gli scali per sviluppare il massimo dei profitti, a beneficio della struttura aeroportuale e del territorio.

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