Non può più tirarsi indietro: Silvio Berlusconi dovrà presentarsi a Palermo, tra il 20 agosto e il 5 settembre, come testimone nel processo Dell’Utri. Il cavaliere ha infatti ricevuto l’aut aut dei magistrati siciliani, che minacciano di convocazione coatta. Lo scrive oggi il Corriere della Sera.
Il fondatore del Pdl avrebbe quindi accettato suo malgrado di presentarsi a Palermo, ma forte di due memorie difensive e come “testimone assistito”, ovvero in grado di non rispondere ad alcune domande sui soldi dati a Dell’Utri per l’acquisto di una villa e in operazioni finanziarie poco chiare. Berlusconi sa, infatti, che a differenza del passato che le sue inchieste giudiziarie non appassionano più gli italiani, alle prese con la crisi economica, e che portare il caso in Parlamento sarebbe controproducente. Specie in vista delle prossime elezioni e del ritorno nell’agone politico alla guida di un Pdl cambiato nel nome ma non nella sostanza.

