PALERMO – “Se fosse ancora vivo Borsellino soffrirebbe certamente a vedere le distorsioni di certa antimafia, di alcuni esponenti di movimenti nati sul sangue di magistrati e cittadini e finiti a seguire il fine della carriera e del denaro. Certamente ci aiuterebbe a capire come restituire limpidezza all’antimafia”. Lo ha detto la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi intervenendo al convegno organizzato dall’Anm per il 24esimo anniversario dell’uccisione del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta. “Probabilmente Borsellino – ha aggiunto la Bindi – sarebbe anche preoccupato di come è maturata questa Italia negli ultimi 24 anni, ma sono certa che saprebbe comunque intravedere i segnali di speranza che pure ci sono nel nostro Paese”. “Borsellino e Falcone – ha concluso – sono tra i personaggi che uniscono, attorno ai quali le persone si stringono e nei quali si riconoscono”.
“Dopo 24 anni la sede giudiziaria non può essere l’unica sede nella quale porsi interrogativi fondamentali che aiutano a dare risposta al sacrificio di queste vite – ancora Bindi – e a una certa fase storica di questo Paese, 24 anni sono tanti e sono abbastanza per potere fare una ricostruzione storica. La commissione farà la sua parte per contribuire alla ricerca della verità”.
L’emergenza rifiuti
“Sulla gestione dei rifiuti in Sicilia la commissione rifiuti della Camera ha già fatto un grande lavoro, ma ci sono degli aspetti che interessano anche la nostra commissione, se faremo in tempo apriremo un fascicolo”, ha Rosy Bindi a margine delle commemorazioni in via D’Amelio..

