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Bisogna saper perdere….

Tanti i protagonisti sconfitti dalla tornata elettorale di Palermo. Eppure, nessuno riesce a compiere una serena autocritica.
Palermo 2012
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Quando si perde con numeri così evidenti e persino imbarazzanti, come prima cosa si ammette subito la sconfitta. Poi si discute del resto. Non l’ha fatto il competitor di Orlando, parlando addirittura di referendum/ballottaggio tra monarchia e democrazia (a tal proposito, basta compulsare qualche libro di storia per sapere che a Palermo vinse la monarchia). Si sono guardati bene dal farlo quelli del Partito Democratico. O quello che ne rimane. Sia in termini numerici che politici. Sino alla vigilia erano convintissimi, i maggiorenti del PD, di avere il vento in poppa. Bastava solo attendere la messe di voti che si sarebbero raccolte nelle urne. Quando tutti i sondaggi, più o meno di parte, e l’umore della città, che conta molto più dei sondaggi, davano Orlando in forte ascesa. Ma dove vivono, verrebbe da chiedersi. Può un partito, o quel che ne rimane, farsi travolgere da una mera operazione elettoralistica, temeraria quanto improbabile, e perdere, a tal punto, il bandolo del ragionamento?

Certo, adesso la resa dei conti si farà più dura. Se all’indomani delle primarie al segretario Lupo, che pure aveva ottenuto un risultato più che dignitoso, era stata indicata la porta, da oggi dietro l’ufficio dimissioni del PD dovrebbe esserci la coda. Ma ancora nessuno si è presentato. A proposito di primarie. Di cosa erano rappresentative? Non certo del PD, visto che una buona metà dei suoi elettori ha votato Orlando. Né, ancor meno, dell’intero centrosinistra. Sono state soltanto un assalto alla Bastiglia. Una battaglia, vinta sul filo di lana, e spacciata per chissà cosa. Il voto di domenica e lunedì ha spazzato via tutto come un foglio di carta stropicciato e ingiallito. Quanto tempo è passato dai gazebo? Poco più di due mesi e oggi sembrano un’eternità. Un’altra era politica. Sia chiaro. La Sicilia, o Palermo, non sono mai state laboratorio di nulla. Ogni accadimento elettorale e politico regionale presenta risvolti che sono molto più locali di quanto si è portati a credere. Però, se c’è un dato di novità, in questi ultimi anni, non è affatto il cambio di maggioranza all’ARS, che è stato venduto come la quintessenza dell’abilità strategica, e invece è l’eterno levati tu che mi ci metto io, ma proprio questo voto di Palermo. Che non è il risultato del lavorio del ceto politico, che impasta la farina della politica come meglio crede, ma la volontà del popolo che va al voto. Quello di cui il PD ha avuto evidentemente paura a livello regionale, e probabilmente a ragione, visti i risultati del capoluogo, rimandando sine die l’appuntamento con i seggi, che ora gli viene imposto dal maturarsi di altri eventi.

Nel capoluogo si scioglie il centrodestra. Non è una sorpresa. Che le tre candidature su cui si è spalmato il quadro politico che aveva vinto a Palermo nel 2007 erano una più debole dell’altra, era risaputo sin dalla vigilia. Ora se le danno di santa ragione. Ma nessuno che rimetta il mandato. Tuttavia, il vero risultato inatteso, se proprio vogliamo essere obiettivi, è il responso che il corpo elettorale, a fronte della gioiosa e baldanzosa macchina da guerra che si era mossa, ha tributato a Fabrizio Ferrandelli. Neanche il 18 per cento e più di dodicimila voti in meno rispetto alle liste che lo sostenevano. Non solo questa candidatura non ha sfondato nell’elettorato meno interessato alla politica, ma non è riuscita neanche a convincere una bella fetta di votanti delle stesse liste che la sostenevano. E c’è dell’altro in questo risultato. I vendoliani di Sinistra e Liberà, praticando un incomprensibile suicidio politico, non presentandosi con il proprio simbolo, anche in questo caso ancora niente dimissioni, sono sostanzialmente scomparsi da Palermo. Adesso c’è l’autocritica di Vendola, ma giunge quando i buoi sono scappati. Subito dopo il voto si è detto che Orlando avrebbe inciuciato prendendo i voti del centrodestra.

Ma in una città che per dieci anni è stata la roccaforte del berlusconismo, e che in parte ancora lo è se andiamo a vedere bene le percentuali complessive delle liste, il consenso per vincere non poteva che venire dai palermitani che non vedono più nel centrodestra un punto di riferimento. Mica i voti si potevano importare da Bologna o da Perugia. Si dovrebbe anche dire dell’indecenza di uno spoglio che ha tempi, non diciamo europei, ma neanche mediorientali. Ma sparare sulla croce rossa non è elegante. Poi pare che adesso bisogna abbassare i toni.


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Commenti

    bellissimo articolo,mi piace.Analisi precisa dei fatti.

    viene da ridere a crepapelle quando si legge o si sente dire che Orlando abbia inciuciato prendendo i voti del centro destra.
    Infatti lo immaginiamo chiaramente tutti Orlando che inciucia con quasi centomila palermitani in contemporanea in 2 giorni.
    L’inciucio lo fa il vertice di un partito politico con un altro partito o con un singolo, ma un inciucio non si può fare con quei centomila elettori padri, madri, figli nipoti cugini, suoceri, generi, cognati che sono i palermitani e che un candidato non potrebbe raggiungere mai.
    Basta usare quella parola a sproposito, si deve usare solo quando si sta parlando di un partito o leader politico, non quando si sta parlando di 100.000 persone.
    T’ummagini, Orlando che in 2 giorni chiama 100.000 palermitani al cellulare e gli dice: dobbiamo inciuciare, votate per me che poi c’è questa ricompensa per voi.
    Dobbiamo essere credibili nelle analisi chi facciamo!!!!!!!!!!!!
    Orlando, con tutti i suoi lati negativi, ha vinto perchè dalla maggior parte dei palermitani sia di destra che sinistra è ricordato come il migliore sindaco degli ultimi decenni. E la gente ha preso questo come punto di riferimento al posto dell’incognita nuova e giovane. E’ così difficile accettarlo? 3000 discursi per non andare mai al sodo.

    tutte le dinamiche di partito a destra e sinistra prima e dopo le amministrative sono espressione di mancanza di aderenza alla realtà dei tempi, mancanza di una visione per Palermo futura. Lor signori prima erano occupati solamente a difendere i loro personali fortini di sabbia, a conservare le personali posizioni di vantaggio, a tentare di sgambettare le corrente o il partito avverso. E noi ce ne siamo accorti. Sia a destra che a sinistra avrebbero dovuto puntare uniti su una nuova pagina per Palermo e candidare una persona autorevole, competente. Dopo il voto segue lo scarico di responsabilità e lo smarrimento. Era prevedibile anche che nessuno proponesse le proprie dimissioni. Sono ominicchi, ma noi lo sappiamo. Volente o nolente non avranno futuro se pensano ancora oggi di applicare le logiche degli ultimi 20 anni. Grillo ed Orlando insegnano. Tante cose dovranno cambiare e tante teste cadere.

    MAssimo
    mi viene da ridere a crepapelle leggendo il tuo commento. Ci vuol proprio malafede a non vedere i fatti. Cioe’ dalla tabella dei voti di lista e del sindaco come dallo spoglio delle schede E’ UN FATTO COME LE PIETRE CHE GLI ELETTORI DEL CENTRO DESTRA ABBIANO VOTATO ORLANDO.
    A meno che non ammetti che degli angeli abbiano votato per Orlando.

    Viene da piangere invece leggendo le opinioni non supportate da argomenti dell’articolista che e’ capace soltanto di far sfilare sotto gli occhi di improvvidi e creduloni lettori una s erie di luoghi comuni antiferrandelliani ormai imparati a memoria da scolaretti invidiosi.

    Possiamo ben dire che come Orlando Cascio Afferma le elezioni primarie siano state DOPATE, allo stesso modo la prima tornat a per il sindaco e’ stata DOPATA

    dopata dopata…
    picciotti un palermitano senza legami stretti con la politica di partito, cioè tantissimi o la maggior parte, scende da casa va alla scuola e vota Ollando perchè lo ricorda come uno simpatico e chi sapi parrari bonu e picchì sa fira a fari u sinnaco, certo rispetto al panorama dei sindaci degli ultimi 30 anni che non è il fior fiore dei sindaci. Ancora con queste analisi di dopamento del voto. Faciti arridiri. Orlando è Orlando con i suoi pregi e difetti e non è nè imitabile nè replicabile. E lui e tutti lo sappiamo chi è, forse non lo sanno tanti analisti e giornalisti che fanno analisi inturciuniate. Palermo ha deciso in massa che non vuole l’incerto giovane e nuovo, preferisce u vecchiu accanusciutu che tutto sommato nel passato ha portato una ventata di novità, vedremo per i prossimi 5 anni……

    Già, come mai nessuno si dimette tra PD, SEL e PDL?

    Condivido pienamente l’analisi. Il dato più importante e positivo di questo voto è che i palermitani hanno avuto il coraggio di dare una botta (forse non una batosta a rifletterci, ma sicuramente un segnale forte) al sistema di potere del centrodestra che, nell’ultimo decennio, ha rappresentato il fondo di 60 anni quasi ininterrotti di potere (unico intervallo la primavera guarda caso orlandiana)… sinceramente credevo e temevo che i palermitani ormai non fossero più capaci di dare questi segnali, preda ormai rassegnata di quel sistema di potere, invece l’hanno fatto e bisogna darne atto…Orlando non rappresenta una soluzione ideale, in una città “normale” del centro-nord italia non lo avrebbero votato, ma a Palermo oltre a lui c’era veramente il vuoto pneumatico, purtroppo anche a sinistra, ed apprezzo, se è vera, l’autocritica di Vendola, che non avrebbe mai dovuto appoggiare un candidato torbido come Ferrandelli (chi se ne frega se è giovane, non lo è sicuramente nei metodi e nel dna politico)..

    @genio:
    ma scusami se ferrandelli non vuole i voti degli elettori del centrodestra ( non dei partiti del centro destra ) perche non ammaina bandiera bianca e si ritira? perche senza questi voti non potrà mai vincere. Credo che il tuo sia un ragionamento molto fazioso.
    In riferimento al dopamento ti faccio solamente notare che la supporter di ferrandelli , La sig.ra Trapani , è stata trovata con le mani dentro la marmellata, con la magistratura che indaga e con il consiglio dei saggi che ha annullato il voto dello zen, quindi è chiaro a tutti che le primarie sono state dopate.
    Aggiungo inoltre che in questi giorni ho sentito di tutto contro Orlando in merito alle votazioni – Orlando ed i voti del centro destra, orlando e i voti della mafia etc. Faccio solamente notare, chiarito sopra la questione voti del centro destra, che i voti mafiosi forse se li è ciucciati il ferrandelli in quanto la Sig.ra trapani non mi sembra molto pulita in quanto è in attesa di processo per avere favorito la latitanza di un latitante appartenente alla famiglia Lo Piccolo. Inoltre aggiungo che si è ciucciato molti voti dell’MPA ( basta confrontare i voti di lista dell’MPA-FLI con quelli di Arico ed i voti di lista del pd e liste associate con i voti di ferrandelli )

    Quando i detrattori del nuovo che avanza (anche se a fatica ) si appellano ad impossibili inciuci e comunque a strategie verticistiche dei partiti,viene fuori la incultura e la distanza da una coscienza democratica matura .
    La popolazione,anche se abituata alla sottomissione ai potenti di turno,una volta Lima,poi Berlusconi,poi Cuffaro o Lombardo,quando respira il vento della liberazione dai soprusi,del riscatto sociale,della possibilità di costruire un futuro ridente ,dimostra di sapere scegliere, sposa la scommessa del nuovo che potrà cambiare le condizioni di vita,e quindi si libera dalla sottomissione e sostiene chi incarna le sue speranze.
    Ha ragione l’estensore dell’articolo: nessuno capisce che dovrebbe farsi da parte quando arrivano sentenze democratiche così chiare da parte della popolazione. Inevitabilmente scompariranno sotto il peso del loro nullismo.
    Ad Orlando la cittadinanza affida un grande sogno ed una conseguente responsabilità. Nulla dovrà disattendere le aspettative in campo.

    sun s arrenni facitici fari u sinnacu poeissiri ca cancia paliemmu a prima vota ci pruvo ma firu a scriviri sulu accussi ne italianu ne sicilianu insumma comu parru

    i grandi sconfitti sono crocetta-lumia-cracolici-cardinale-papania e genovese che sono bravi a portare ai gazebi elettori”strani “come la trapaniecc…ecc…ma non riescono a convincere molti elettori..e soprattutto hanno fatto scappare i nostri elettori verso altri partiti e movimenti….mi chiedo non saltano e ballano più?fuori dal pd

    xxx
    le tue sono emerite balle , sconfessate dalle belle X X Xx e dai nomi di esponenti di centro destra accomunati nelle schede alla prefernza ORlando.
    Tantillo ORlando Tantillo Orlando Tantillo Orlando

    Che musica per le nostre orecchie!!!
    Non tornare a fatti pretestuosi sui quali fara’ chiarezza la magistratura, non certo uno scriteriato commentatore di blog ,ne’io ne’ tu.

    Ripeto : A Palermo ben 300 mila elettori non hanno espresso alcun voto per il sindaco, centro destra o no

    Ruzzo : popolazione abituata alal sottomissione ..
    hai perfettamente centrato la questione.
    Abbiamo bisogno di un sogno, di un super man .
    Noi palermitani siamo politicamente castrati ?

    E se a quello ( facendo scongiuri ) venisse un accidenti , come facciamo ? ci ammazziamo? o richiamiamo Cammarata. Anzi no , Sgarbi

    Vangelo puro caro Palazzo

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