Boffo e il dialetto di monsignore

Boffo e il dialetto di monsignore

Boffo e il dialetto di monsignore
"Boffo non si deve dimettere ma in assoluta libertà deve valutare se il polverone che si è scatenato in questi giorni può nuocere al bene della Chiesa e del giornale. E decidere di conseguenza se lasciare la direzione". Così il prudente monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazzara del Vallo e presidente del Consiglio Cei sul caso Avvenire-Feltri. Ci è venuta la curiosità di applicare la regola leghista dei sottotitoli in dialetto e di tradurre dal curiale di monsignore (nativo di Castelbuono) al siciliano, con l'apposita macchinetta inventata dal dott. Calderoli. Ecco il confronto. Curiale: non ti devi dimettere. Siciliano: tinnagghiri! R.P.
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“Boffo non si deve dimettere ma in assoluta libertà deve valutare se il polverone che si è scatenato in questi giorni può nuocere al bene della Chiesa e del giornale. E decidere di conseguenza se lasciare la direzione”. Così il prudente monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e presidente del Consiglio Cei sul caso Avvenire-Feltri. Ci è venuta la curiosità di applicare la regola leghista dei sottotitoli in dialetto e di tradurre dal curiale monsignore (nativo di Castelbuono) al siciliano, con l’apposita macchinetta inventata dal dott. Calderoli. Ecco il confronto. Curiale: non ti devi dimettere. Siciliano: tinnagghiri! R.P.

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