PALERMO – Domani, sabato 13 febbraio, alle 14.30 il Palermo ospiterà il Bisceglie, una sfida che servirà per rimettere in carreggiata la squadra rosanero reduce dalla sconfitta contro l’Avellino.
Per questa sfida Boscaglia farà a meno di Doda, infortunatosi negli ultimi giorni, ma anche di Almici: “Di Doda sapete già, Almici – dichiara Boscaglia – preferiamo farlo lavorare a parte e la settimana prossima sarà in gruppo. Odjer non è al meglio. Gli altri sono tutti recuperati. Marconi è fuori da tanto, domani porteremo con noi ma non ha i 90′. Sta bene clinicamente e fisicamente”.
“Abbiamo fatto giocare tutti quanti i giocatori presenti in rosa. Tutti hanno minutaggio sulle gambe, ma è normale che qualcuno giochi di più e altri di meno. Vogliamo migliorare la nostra situazione di classifica. La squadra nelle ultime partite ha cercato di fare il massimo e ha prodotto, ma siamo usciti dal campo con qualche sconfitta”.
Il tecnico è tornato sull’errore di Pelagotti di domenica scorsa: “Purtroppo capita, ma quando capita al portiere prendi gol. Alberto è un professionista e sa che queste cose possono succedere. Ci abbiamo scherzato su, ma lui ha l’intelligenza di capire. Una cosa del genere non lo può scalfire”.
“Dopo la sconfitta di Avellino – spiega Boscaglia – eravamo tutti abbattuti, anche per quello visto in campo. Non meritavamo di perderla. Sappiamo che possono succedere queste cose e i grandi si rialzano da queste cose. Dobbiamo fare ancora meglio, è quello che ci siamo detti. Quella di domani è una gara importante e da vincere. Dobbiamo cercare di far capire chi siamo, noi non siamo quelli che hanno raccolto così poco nelle ultime partite”.
“Lucca è una ragazzo di vent’anni, ma non dobbiamo caricarlo di troppe responsabilità, i giocatori della sua età si devono assumere queste responsabilità, ma con una certa leggerezza. I trentenni hanno più esperienza”.
“Non posso pensare al Bisceglie che ci troveremo di fronte domani, noi dobbiamo andare in campo per vincere e macinare l’avversario i numeri mi interessano poco. Abbiamo la potenzialità per uscire da questo momento e vincere. Non voglio sentire parlare di situazioni negative. Il Palermo domani avrà la faccia arrabbiata e incazzata questo perché non stiamo raccogliendo quanto meritiamo”.
Boscaglia parla anche di giocatori che trovano poco spazio in questa stagione: “Si parla di giocatori che giocano meno perché le cose non vanno così bene, ma hanno giocato tutti e quando li mando in campo devono dare delle risposte. Lo scorso anno non c’ero e mi interessa poco perché devo guardare a quelli di questa stagione. Se qualcuno gioca meno è perché il compagno ha dimostrato di poter dare di più. A me interessano meno di poco questi discorsi”.
Il tecnico rosanero non si sente l’unico responsabile dei risultati del club: “Questa è una domanda trabocchetto. Ti rispondo dicendo che quando le cose vanno bene il merito è di tutti non di uno, lo stesso quando vanno male”.
“Le critiche – continua Boscaglia – servono. Questa è una squadra che può esprimere di più e può farlo. La squadra deve capire che è in una situazione particolare e in una piazza che si aspetta tanto. Dobbiamo limare le situazioni negative e le problematiche che si possono incontrare nelle partite. Dobbiamo continuare nel nostro percorso guardando tutto e lavorando su quelli che sono gli errori che abbiamo commesso”.
Nelle ultime giornate è arrivata la contestazione da parte dei tifosi: “La mancanza del pubblico può essere positivo o negativo. Io dico che noi stiamo mettendo tutto noi stessi e diamo l’anima. Cerchiamo di fare bene con la nostra professionalità. Non stiamo lasciando nulla al caso, ma ci sono periodo dove le cose non vanno bene e il palazzo sembra troppo alto da scalare a mani nude, ma se ci attrezziamo bene possiamo scalarlo. Dobbiamo fare di tutto per ritirare le critiche e riusciremo dimostrare chi siamo”.
Nell’ultima settimana si è parlato della cessione societaria: “Non sono voci he possono scalfire la squadra. Abbiamo avuto ampie garanzie dalla dirigenza. Non pensiamo a queste voci”.
“Siamo una squadra costruita per creare gioco e difendere bene. Se difendi alto provi a recuperare subito il pallone. Dobbiamo capire che in avanti abbiamo due ragazzi del 2000 e Saraniti che lotta come un leone e spesso arriva stanco davanti la porta, gli esterni difendono e lì davanti perdiamo qualcosa. Spesso c’è anche una situazione personale con il gol e avere il fiuto del gol non lo puoi insegnare, ma puoi spiegargli che davanti la porta deve piazzare la palla. Gli attaccanti – conclude il tecnico – sono istintivi e lo acquisisci giocando tanto. Stiamo cercando di lavorare su certe situazioni”.

