PALERMO – La scelta del ministro Alfonso Bonafede è caduta su un magistrato di esperienza, che si è occupato anche di lotta alla mafia. Sarà Dino Petralia, a guidare il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al posto di Francesco Basentini che ha “pagato” per le polemiche sulle scarcerazioni di alcuni boss e per la gestione delle rivolte nella carceri. Basentini si è dimesso.
Petralia, già procuratore generale a Reggio Calabria e prima ancora procuratore aggiunto a Palermo, avrà come vice Roberto Tartaglia che a Palermo ha lavoraro come pubblico ministero. Nel capoluogo siciliano Petralia ha guidato il pool di magistrati che indagavano sui reati contro la pubblica amministrazione. Fu lui a coordinare, ad esempio, l’inchiesta sulle cosiddette firme false raccolte dai candidati del Movimetno 5 Stelle alle elezioni comunali di Palermo di qualche anno fa.
Petralia, 67 anni, ha lavorato a Trapani, sua città di origine, è stato procuratore di Sciacca e consigliere del Csm. Tre anni fa la nomina a procuratore generale a Reggio Calabria. Petralia è sposato con Alessandra Camassa, presidente del Tribunale di Trapani ed è il padre di Paolo, iscritto al Pd, e di recente entrato a fare parte della giunta del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, con la delega allo Sport e ai rapporti internazionali.

