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Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Ho trovato questo articolo interessante e ben articolato in molti punti molto delicati e centrali per l'argomento trattato. Nessuna invettiva, nessuna rabbia, .a soltanto in invito a riflettere sull'amore,, che non deve essere codificato dalle leggi se esso è amore che significa prendersi cura di un altro essere e di essere solo un genitore che non deve rinunciare ad esserelo per ideologie politiche cieche, e come ha scritto l'autore, in un mondo dove oramai regnano guerre e odio. E odioso e mistificazione aver introdotto il resto di gestazione come se fosse un aberrazione. La vera abnegazione è mettere un lucchetto ai cuori che chiedono soltanto di essere famiglia e di amare e di amarsi.

Egregio Direttore, la Sua analisi è assai triste, dolorosa e rigorosa, ma senz’altro veritiera. Senza entrare nel merito degli “obiettivi” dei partiti e delle coalizioni che dovranno governare la Regione siciliana, credo che ciò che si verifica lo si potrebbe graficamente rappresentare, in termini riconducibili ad un principio basilare dell’economia politica, nel c. d. “punto di equilibrio”, ovvero il punto in cui “domanda” ed “offerta” si incontrano, il punto in cui gli interessi degli uni, convergono perfettamente con quelli degli altri. Sfugge, in particolare, sia agli uni sia agli altri, che lo scopo principale, se non unico, della politica, in particolare della politica di governo, della politica che si occupa della gestione della res publica, è quello di rendere servizi alla collettività, in ogni settore, a garanzia ed a tutela di ogni singolo cittadino. In realtà (ed è così da tempo immemore), i cittadini che vanno al voto (sempre meno, purtroppo) esercitano il diritto nella “speranza” di lucrare un profitto di tipo personale, ignorando che la priorità è il benessere di tutti, dell’intero consorzio civile; dall’altro lato, la politica fornisce risposte sempre meno di natura collettiva e sempre più indirizzate al benessere della persona, sovente, nei casi più tristi, concedendo “cortesie” a chi, invece, ha maturato un diritto. Questo singolare modo di fare politica ha, nel tempo, annullato ogni valore etico ed ha azzerato ogni aspetto di natura ideologica. Da un lato c’è il cittadino che chiede la qualunque cosa, costi quel che costi; dall’altro lato c’è il “politico” mestierante, che cambia anche più casacche, pur di mantenere inalterato il proprio consenso, con tutti i consequenziali vantaggi che ne scaturiscono. Non mi sorprende più di tanto che movimenti civici nascono dall’oggi al domani, con fee d’ingresso di tutto rispetto e con tendenza alla crescita del consenso: non vi è dubbio che, sovente, l’ideatore del movimento, a-politico e a-partitico, sia un soggetto che furbo che realizza quel movimento nella consapevolezza che le rivendicazioni con i consueti luoghi comuni, sortiscono consenso. Il vero punto di incontro per una sana politica e per una inversione di tendenza seria e proficua per la collettività, è rappresentata da dignitose richieste, effettuate con dignità da ogni singolo cittadino, nel pieno rispetto ideologico; dall’altra parte, da chi gestisce il potere, o ambisce a farlo, non potrà esserci che una risposta adeguata, enna quale il consenso sarà, eventualmente, la logica conseguenza di un agire sano e corretto, e non “corrotto”. Senza volere infierire, poi, sulla stampa, almeno su certa stampa, per fare uno degli ultimi esempi in ordine cronologico, un giornalista (se così lo si può definire) si accaniva su un soggetto che con il suo nuovo partito, probabilmente perché i sondaggi lo vedono molto forte, si è preoccupato di criticarlo perché vi sarebbe troppa pretattica politica e perché il soggetto farebbe tutto per fini personali: ripeto, a tal proposito ciò che ho detto. Nel nostro sistema elettorale, dove grazie a Dio non siamo in dittatura, è ovvio, è inevitabile ed è scontato che i governi si costruiscono su alleanze ed è inevitabile che ognuno provi ad ottenere il migliore risultato: la pretattica politica è inevitabile! Che un politico agisca per fini personali, se inteso nel senso di un certo modo do fare politica, basando il consenso scambiando il voto con cortesie, è certamente una condotta deprecabile; ma se il consenso viene raggiunto per essere stati apprezzati nell’esercizio della propria funzione, svolta nell’esclusivo interesse della collettività, mi sembra del tutto legittimo e normale.

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