Dati sbagliati, il buono scuola slitta | L'assessorato: "I soldi a breve" - Live Sicilia

Dati sbagliati, il buono scuola slitta | L’assessorato: “I soldi a breve”

La seconda tranche dei mandati di pagamento è rimbalzata dalla Ragioneria alla banca in pochi giorni, ma sono cinque anni che gli aventi diritto aspettano il contributo regionale. Dietro i mancati bonifici alle famiglie, quindici numeri sbagliati, che hanno mandato tutto all'aria.

PALERMO – A bloccare tutto sarebbero stati soltanto una quindicina di codici Iban errati. Quindici conti correnti bancari, su un totale di 8.400 appartenenti alle famiglie che attendono da cinque anni i soldi del buono scuola 2008/2009. Quei piccoli errori (“in alcuni casi numeri sbagliati – dicono dall’assessorato all’Istruzione – oppure codici risalenti al 2008 e adesso inesistenti”) avrebbero creato un vero e proprio caos, stoppando circa 6.000 mandati di pagamento.

Alla fine dell’anno scorso era successo lo stesso: dopo cinque anni, finalmente, l’assessorato guidato da Nelli Scilabra trovò il modo di far partire una prima parte dei pagamenti che i beneficiari del contributo regionale attendevano dal 2008. La prima tranche – 5.600 famiglie – alla fine ha ricevuto i soldi poco prima della fine di dicembre. Ma anche allora, a dire il vero, il ritardo era stato clamoroso, visto che la lista con i destinatari del buono era stata completata nei primi giorni di ottobre. In tre mesi, l’assessorato aveva giustificato i mancati bonifici con la stessa spiegazione che avanza adesso: “Il ritardo è stato in parte dovuto al fatto che molte famiglie, nel corso dei cinque anni, hanno cambiato il codice Iban e dopo aver appreso dell’avvio dei pagamenti si sono recate in massa in assessorato per comunicare il cambiamento delle coordinate bancarie – spiegava a dicembre il capo di gabinetto della Scilabra, Olimpia Campo – , rallentando la procedura”. E aggiungeva: “Il secondo gruppo degli aventi diritto? Li abbiamo già inseriti in bilancio. I tempi, stavolta, non saranno così lunghi”.

E invece, dopo sei mesi, ancora niente. Era fine febbraio quando dall’assessorato avvertirono le famiglie che a breve sarebbe stata pubblicata la graduatoria del secondo gruppo di beneficiari avvisando che, da quel momento, in quindici giorni avrebbero controllato che i codici fossero esatti. “Poi emetteremo i mandati di pagamento e li invieremo alla Ragioneria – avevano spiegato dal dipartimento – , che trasmetterà tutto al dipartimento del Tesoro. Da lì, infine, le somme verranno inviate in banca”. A metà maggio, poi, l’intoppo. “Fino ad oggi sono arrivate in assessorato istanze per codici Iban e coordinate bancarie da sostituire – spiegava lo staff della Scilabra – e questo ha rallentato la procedura. Basta un piccolo errore, un numero sbagliato per stravolgere tutto. Diamo ancora pochi giorni per inoltrare le ultime istanze ed entro fine mese, tassativamente, trasmetteremo i mandati di pagamento”.

Arrivati finalmente in banca, però, i mandati sono tornati indietro alla Tesoreria della Regione. Non era bastato il controllo preventivo e infatti, ancora una volta, per l’assessorato era colpa degli Iban errati. A quanto pare, appunto, solo di quindici. Ma quei 15 codici bancari errati, secondo la spiegazione data dagli uffici, dovevano essere sparsi in circa dieci mandati di pagamento, ognuno dei quali contenente l’elenco di 600 famiglie risultate aventi diritto del contributo della Regione. Dei restanti 2.400 circa, invece, il dipartimento dell’Istruzione pare non avere notizie. “C’è chi dice di aver ricevuto il bonifico? E’ possibile – spiega Campo – ma i tempi sui pagamenti non dipendono dal nostro assessorato”. E infatti dipendono dall’assessorato all’Economia. Per la precisione, dalla Ragioneria generale.

E’ proprio lì che adesso, assicura lo staff della Scilabra, sono stati inviati tutti i mandati di pagamento restanti, che dopo gli accertamenti da parte di banche e famiglie, sarebbero finalmente corretti e pronti per partire. “Questione di giorni”, secondo il capo di gabinetto dell’Istruzione, e tutte e 13.000 le famiglie che da cinque anni aspettano il buono scuola, forse, potranno tirare un sospiro di sollievo: in arrivo ci sono più di sette milioni di euro.


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