Bussetti e la professoressa sospesa | "Non ci sono stati diktat da Roma"

Bussetti e la professoressa sospesa | “Non ci sono stati diktat da Roma”

Il ministro Bussetti

Commenti

    Ma la vogliamo finire di parlare di questa Professoressa. Basta la cosa sta diventando noisa.

    Tipica storia da manuale di questa italietta ossequiosa con i potenti ( di turno)

    Ma ancora con questa storia . Nominatela Cavaliere del Lavoro

    insomma non si è capito nnt il ministro scarica la responsabilità su palermo….a questo punto sarà meglio lasciar decidere ad un giudice e se qualcuno ha sbagliato, da un lato o dall’altro, paga!!

    Purtroppo stiamo parlando di un ministro inadeguato al delicato compito che, teoricamente, dovrebbe svolgere.

    Eh già….ormai non c’è più manco bisogno di fare pressioni…si è capito benissimo come tira il vento del potere…

    C’è qualcuno che è stanco di questa storia e forse ha ragione perché in Italia non si riesce a risolvere mai un bel niente. La prof. è stata severamente punita per non avere commesso nulla ma la destra, quella miserabile di adesso, cerca di scovare quanti tra cattolici e democratici abbiano rispetto per la vita di tutti gli uomini, di tutti nessuno escluso. La prof. non ha colpe se la burocrazia è allo sfascio in un Paese tristemente legato all’esaltazione dei mediocri. Evidentemente questo governo, questo ministro e tutti gli altri della compagine governativa non sono all’altezza del compito che è loro stato affidato.

    forse TU SEI NOIOSO. Non leggere allora!

    Ma chi? Il ministro???Nooooo, poverino, lui non c’entra niente!!Lui si inginocchia soltanto davanti a salvino

    Giuseppe con la tua risposta che mi inviti a non leggere e quindi vivere nell’ignoranza mi fa capire che oltre a te, che ti qualifichi con la tua risposta presuntuosa sperate nell’ignoranza degli altri per sopravvivere

    Ignorante e presuntuoso sei tu! Quello che è successo alla professoressa è gravissimo. E bisogna parlarne sino alla nausea, specie di fronte ad un ministro che fa finta di niente! Se ti da fastidio, non leggere

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Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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