Camere di commercio, il Cga sospende le nomine decise dal Mise - Live Sicilia

Camere di commercio, il Cga sospende le nomine decise dal Mise

Il provvedimento riguarda Catania, Siracusa, Ragusa, Agrigento, Caltanissetta e Trapani.
IL DECRETO
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PALERMO – Sospese le nomine dei commissari per le Camere di commercio di Catania e quella unica per Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani: il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) ha accolto un ricorso che come effetto produce la sospensione del decreto con con cui il ministero per lo Sviluppo economico aveva indicato i commissari.

Il ricorso era stato presentato da Riccardo Galimberti, Giosuè Catania e Sebastiano Molino, difesi dall’avvocato Agatino Cariola. I tre erano componenti del Consiglio della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, da settembre 2017 e fino alla nomina dei commissari, avvenuta il 18 gennaio 2022. Al centro delle osservazioni dei tre consiglieri, che dopo il Tar sono passati al Cga, ci sono i tempi di istituzione delle due nuove CamCom, in luogo di quella del Sud Est.

“Può ritenersi provato in fatto, perché non contestato e anzi ammesso dal Mise, che il decreto di nomina dei commissari non è stato preceduto da un provvedimento amministrativo di istituzione delle due nuove Camere di Commercio“, si legge nel decreto del Cga. I giudici amministrativi spiegano che il Ministero ha allegato alle sue memorie sette documenti. Tra questi, però, “non si rinviene alcun provvedimento istitutivo” delle due nuove Camere. Secondo i legali ministeriali, le due CamCom di Catania e Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani sarebbero istituite di fatto dall’entrata in vigore della legge che riorganizza le Camere, la 73 del 2021.

Il Cga, però, non è d’accordo: “Le Camere di commercio – prosegue il decreto – necessitavano di istituzione mediante provvedimento amministrativo” e “costituisce una inusuale inversione logica e giuridica la nomina di commissari di Camere di commercio non ancora istituite”. Tanto più che se non sono istituite non si sa neanche di preciso che confini abbiano. Tra due commissari nominati, quindi, “possono determinarsi conflitti di competenza positivi o negativi fino a quando non vengano esattamente definite le circoscrizioni territoriali“. Tradotto: se i commissari non possono lavorare bene e il Consiglio della Camera del Sud Est è decaduto, chi si occuperà di amministrare l’enorme porzione di territorio di cui si discute? Per questi motivi il ricorso di Galimberti, Catania e Molino è stato accolto.

“Si ritorna alla situazione precedente ed è momentaneamente bloccato questo obbrobrio della Camera di commercio unica per cinque province”, commenta il deputato regionale del Partito democratico Nello Dipasquale. “Questa novità – aggiunge – mette ora i territori e la politica nelle condizioni di poter ragionare meglio e più intelligentemente sul da farsi, avendo tra gli obiettivi l’istituzione della quinta Camera di commercio e mettendo da parte, almeno per ora, questa ipotesi aberrante della Camera unica per cinque province. Si riparta, dunque, dal quadro precedente – conclude – e rimettendo al centro il confronto tra territori e istituzioni ad ogni livello, e mettendo in primo piano le necessità delle aziende e il tessuto produttivo di ogni provincia”.


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