Camilleri, i commenti e la politica | Tutto il veleno al tempo dei social - Live Sicilia

Camilleri, i commenti e la politica | Tutto il veleno al tempo dei social

Da dove nasce questa rabbia virtuale che non rispetta niente e nessuno? Tutto, forse, ha avuto inizio quando...

La grande rabbia
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Ma perché, mentre un uomo – Camilleri o un altro – lotta contro la sua morte, c’è chi si preoccupa di sbeffeggiarlo sui social e di chiosare la vicenda con commenti malevoli? E se capitasse a noi e se ne fossimo pienamente coscienti? Cosa penseremmo di un coro di maldicenti al capezzale della nostra sofferenza?

E ci tocca pure leggere pagine infeltrite che in una riga lodano e nella successiva vagheggiano sulla ‘dipartita’ e sul commissario Montalbano che (finalmente!) la smetterebbe di rompere i coglioni. Tutta l’acredine servita con un condimento scherzoso, come per dire: suvvia, a 93 anni la fine, attesa e non ancora pervenuta, è una circostanza leggera. E se ne può ridere. E si può babbiare appena un po’, con più di un pizzico di acidità.

E a nessuno viene in mente che Andrea Camilleri avrebbe diritto – sì, pure se fosse un altro – a un silenzio commosso o a parole preziose. Lui e il commissario Salvo Montalbano che darà l’addio alla scena, quando il suo creatore chiuderà la pagina dell’ultimo sospiro.

Ma la tristezza, la pena, la solidarietà o il semplice abbraccio a colui che non ha più braccia levate per accoglierlo somigliano a fossili scolpiti sulla sabbia nella granitica era dell’odio. Non si sostiene che tutti gli infeltrimenti, tutti i commenti, tutti i sussulti siano opera di ‘odiatori professionali’. Bisogna sapere distinguere per non incorrere nella reprimenda generica. Tuttavia è vero che l’odio è il monumento profano del tempo, la sua cattedrale, l’arsenico di cui ovunque si scopre una minima traccia.

Tanto da provocare forse un tardivo esame di coscienza. Magari la politica potrebbe maturare la consapevolezza di un contribuito fornito – involontariamente, manco a dirlo – allo scavo del crepaccio con le sue parole d’ordine.

La ‘rottamazione’ renziana era lo slogan incruento di un cambiamento nelle intenzioni di chi lo ideò. Però, si rottamano le cose, non le persone. Dunque, in quei sentieri della comprensione che modificano i significati, i rottamati diventano materiale di risulta, gli sconfitti di un conflitto, coloro che possono essere messi di lato senza riguardi per storia, biografia e sentimenti. Non c’è una goccia di arsenico nella bevanda conclusiva, passata di mano in mano?

Il ‘vaffanculo’ grillino era già di più: una carica di rabbia destinata a detonare e a portare con sé i detriti del risentimento, per calcolo politico e di marketing. Per approdare, infine, alla ‘pacchia’ salviniana che, a prescindere dalla sostanza e dagli effetti previsti, quali che fossero all’origine, si è trasformata, per l’eterogenesi dei fini, in un manifesto di deumanizzazione e di irrisione. Non sono uomini e donne coloro che arrivano sulla rotta di una speranza complicata. Sono ‘migranti’ per cui ‘la pacchia’ deve finire. Così, il linguaggio, nel traffico delle sue interpretazioni, corrompe la stessa sostanza delle cose e la avvelena. Arsenico. Arsenico. Arsenico.

Ed eccoci qui, adesso, a osservare – con quel decrescente orrore che è dato dall’abitudine – aggettivi e sostantivi inappropriati al capezzale di un grande scrittore morente. E a domandarci se non sia stata proprio la politica, con le sue propagande a corto raggio, a provocare, insieme con il resto, uno smottamento generale. Per cui l’umanità, la vecchia categoria degli uomini, non esiste più ed è stata soppiantata da una stirpe di orchi virtuali che si sbranano a vicenda, nelle caverne dei social. In nome dell’odio.

Sarebbe necessario rifletterci a fondo, tentando di salvare il salvabile. Sciascia – di cui ricorre il trentennale della morte – infatti, saggiamente, ammoniva: prima o poi i nodi vengono al pettine. E aggiungeva con la sua sconsolata ironia: “Quando c’è il pettine”.


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Commenti

    Dr. Puglisi leggo sempre con piacere i suoi articoli che meritano profonda riflessione. mi auguro che Lei possa avere un palcoscenico più ampio magari al posto di certi “filtrini”.

    Gentile Puglisi, le sue riflessioni – forse – postulano altre osservazioni e conclusioni: che cioè le magnifiche sorti cui ci porterebbe il web (invece della fatica dei libri, della misura, del buonsenso, di un po’ di civismo in più) non sono poi così magnifiche. Che nel blog – in cui tutti ci illudiamo di essere uguali, benché ignoti gli uni agli altri – c’è un inganno, una mistificazione, e non solo, com’è ormai ovvio, la nostra frustrazione.
    Negli insulti a Camilleri possiamo tranquillamente trovarci una resa (vigliacca) di chi non trova altro che il proprio rancore (mica contro Camilleri, splendido novantenne ma in quello che egli rappresenta).
    Il blog alimenta – purtroppo – accanto alla parola libera, il nemico e il sacco dell’immondizia in cui non c’è posto per la differenziata: tutto insieme, per non faticare.
    Nulla di cui scandalizzarsi però: i profili di Facebook per alterare le propagande, i governanti attaccati al tweet più che allo studio dei dossier, movimenti politici che fanatizzano sulla verità del web invece che sulla cura concreta della cittadinanza (fatta di diritti e doveri).
    Non c’è speranza, gentile Puglisi, difronte gli insulti a Montalbano: ma – come diceva Sciascia, che lei cita giustamente – bisogna continuare a pensare e ad agire come se una speranza ci sia ancora.

    Purtroppo la colpa di tutto questo imbarbarimento risiede in una sola cosa e cioè i social e tutto il corredo di maleducazione ed inciviltà che si portano dietro. Aggiungiamo pure la vigliaccheria che nel compiere questi gesti non ci si mette nemmeno la faccia perché è comodo nascondersi con un nick dietro uno schermo e con una tastiera, ed il gioco è fatto. Dispiace che non ci si ferma neanche di fronte alla morte o a chi sta lottando contro di essa ma il valore di certa gente, lo si giudica anche da questo! Cosa avrà fatto mai di male uno come il maestro Camilleri, ancora non si riesce a capire. Forse non piaceranno le idee che trapelano dai suoi scritti come un non tanto velato anticlericalismo o simpatie verso il comunismo ma la grandezza della persona, basterebbe a fare si che ogni ideologia andrebbe ignorata. Tra le altre cose, lui è stato il primo a metterle da parte quando nel dibattito pro/contro Ponte sullo stretto si è dichiarato a favore dell’opera quando era di moda schierarsi contro, per i benefici che arrecherebbe alla sua amata Sicilia! Ha creato un linguaggio innovativo, un personaggio che può rivaleggiare con monumenti letterari come Maigret o simili, ha quasi fatto cambiare il nome ad un paese tanta è stata la sua popolarità e non capisco perché ancora non gli è stato dato quel Nobel che tanto meriterebbe! Qui forse una spiegazione, me la so dare: il Nobel viene assegnato con criteri politici oppure ad illustri sconosciuti perlomeno alle masse o ad artisti che sarebbero pure meritevoli ma poi si dimostrano piccole persone al punto di fare gli snob e non andare nemmeno a ritirarlo motivando chissà quali impegni!!! Un ulteriore nota alla grandezza di Camilleri: se andate per pura curiosità a riguardare i titoli dei più famosi sceneggiati Rai degli anni 60/70 con personaggi come Sheridan, Laura Storm, etc vedrete sempre comparire come delegato alla produzione proprio Andrea Camilleri: e quella era vera Tv, non le ridicole fiction che fanno adesso a parte poche eccezioni tra le quali rientra, guarda caso, proprio Montalbano!!!

    Scrittore morente? Ma che dice, babbarìe? S’informi: immortale. Già da un pezzo. Immortale, altro che morente!

    Il web è il bidone: troppo spesso ci buttiamo la nostra spazzatura, più raramente la nostra libertà, cultura, sensibilità. Dovrebbe essere obbligatorio un trattamento di disintossicazione e astinenza. Prima di tutto, evitando di urlare sproloqui contro immaginari nemici.

    Insomma, è incontestabile che il web è stato ed è maestro di maleducazione. Andrea Camilleri non merita questo genere di aggressioni e quando un uomo è in punto di morte le contrapposizioni dovrebbero andare in quarantena: il silenzio è d’obbligo. Altro discorso è l’eredità e su questa, sul valore dell’eredità lasciata dall’opera di Camilleri qualcuno si è affrettato a scriverne troppo presto. Le ragioni dei limiti di una narrativa che mai è divenuta letteratura ci sarà modo per esprimerle. Sempre che si sappia di che cosa si stia parlando. Ci ricorda Victor Hugo: “ciò che si chiama successo è cosa orrida per la sua somiglianza con il merito, e inganna gli uomini.” E poi conclude: “Il mondo confonde le stelle disegnate dai piedi delle anatre sul fango con le vere stelle che brillano nella profondità del cielo.”. Ma non è il momento di parlarne, né di premio Nobel (seppure dopo Dario Fo e Bob Dylan, che nulla ebbero a che fare con la Letteratura, non “impressiona” più nulla). Silenzio, dunque. La canea è propria dei cani. La critica letteraria agli esperti.

    A livello umano mi dispiace. Spero riesca a cavarsela. Ma ideologicamente non l’ho mai condiviso. Diritto all’opinione

    Anche su questo giornale poco tempo fa, dopo l’ultima storia di Montalbano andata in onda, i commenti astiosi e colmi di odio si sprecavano.Tutto perchè veniva rappresentato uno sbarco di migranti salvati da naufragio da una nave italiana. Tema che Camilleri tratta sin dai primi romanzi degli anni ’90, quando già allora nell’agrigentino avvenivano con frequenza tali sbarchi. “Il ladro di merendine” è un bimbo figlio di una tunisina arrivata a Vigata e poi uccisa, una storia commovente che segnerà per sempre la vita di Montalbano e di Livia. Storie verosimili, profondamente umane, che evidentemente chi esterna sentenze di condanna non ha mai letto. Grande Camilleri.

    Non mi piace Montalbano…ma il Maestro Camilleri non merita che elogi per quello che è e che è stato

    Sull’aspetto politico tuttavia non era neppure difficile da ipotizzare l avvento di un giorno nel quale ci sarebbe stata una sorta di rivoluzione nei confronti della politica casta e sistema. Oggi anche l anticasta si è fatta in qualche modo casta e l antimafia si è fatta mafia.
    Bastava non tirare troppo la corda ed è indubbio che in Italia le cose si siano portate avanti con grandissima spregiudicatezza.
    Oggi è piuttosto tardi per meravigliarsi facendo finta di non capire e non sapere.

    Oggi l’odio è insito nella politica. Chi fa politica, e di peso, deve rassegnarsi a subire manifestazioni di odio.

    Dott. Puglisi, apprezzabile riflessione anche se non condivido tutto, comunque la pacatezza dei toni che Lei usa è la cosa che più apprezzo perché foriera di civiltà.

    Sommessamente ricordo quanto certa stampa contribuisca ad un clima di veleno e questo anche nel caso dello scrittore empedoclino. Ricordo anche ahimè toni da crociata violenta e sgradevole nei toni proprio da questa testata contro il Presidente Crocetta ed il senatore Lumia. Il tempo mi ha fatto capire che forse era con Montante ed il suo club di amici e sodali che probabilmente ce l’avevate (mi perdoni l’averla accomunata ad alcuni suoi colleghi, è per comodità di espressione).

    Fate mai autocritica voi (ancora una semplificazione questo voi) componenti del Quarto Potere?

    Io non sto qui a fare discorsi impegnati per giudicare l operato di altri (si commenta da solo) qui non si sta rispettando l’uomo in quanto essere umano, il rispettabilissimo Signor Camilleri viene triturato così sui social ed anche altrove solo per pura invidia, che in questi casi paragono alla superbia, (peccato capitale)!!
    Spero e gli Auguro vivamente di riprendersi al Sig. Camilleri, per fortuna non è l’uomo a decidere quando una vita debba arrivare al capo linea, e comunque concludo dicendo che: NON PIACE A NESSUNO SENTIRE DELLE VERITÀ SCOMODE DETTE DA UN UOMO CON ESPERIENZA E SAPERE, VIENE LETTO STUPIDAMENTE COME UN MALE AUGURIO!!
    PS. ADORO MONTALBANO!
    BUONA VITA ANCORA SIG. CAMILLERI

    Bravo,bravo,bravo e ancora bravo!

    Mi dispiace ma non sono d’accordo né sul tono di questo articolo, né sull’impostazione del giornale, l”articolo e l’indirizzo del giornale sembrano fin troppo equilibrati e distaccati. Siamo di fronte ad un attacco continuo, inaudito, di una violenza brutale di tutto il nord che utilizza mezzi legali e illegali (come il sequestro dei fondi Fas da parte della lega che ha chiesto come riscatto l’autonomia) che non si fanno problemi a scatenarci contro televisioni, giornali e tutto il sistema dei media nazionali tutti controllati dal nord e noi dobbiamo rispondere “ragionando” con le riflessioni?! No, niente di più sbagliato, noi così li incoraggiamo. I metodi per colpire duramente i loro interessi economici ci sono e quando i nostri politici (più probabilmente nuovi politici) finiranno di essere i loro zerbini a quel punto vedremo se riusciranno andare il bello e il cattivo tempo. L’unico modo per difenderci e rispondere colpo su colpo, il tempo dei ragionamenti è finito.

    Caro Nenè,
    con affetto e stima ti auguro ogni bene.

    Sì, “Sarebbe (stato) necessario rifletterci a fondo”. A suo tempo, però. Berlusconi nel bene e nel male docet. Così nessuno adesso ama ricordare, o semplicemente ricordare, che le colate di odio, anche quelle istituzionali (fino a corrodere più dell’acido muriatico il CSM e tanto potenti da lambire financo il sancta sanctorum quirinalizio) hanno lustri fa avuto inizio proprio da quell’aria politica di appartenenza di Camilleri. Che ci ha messo anche del suo, nel non cercare di rasserenare l‘ ‘ambiente’. Anzi. Del resto, era tutto grasso che colava e che, soprattutto, serviva a tenere ben lubrificato il binario del suo successo. Interventi ad hoc, insomma.Cinicamente ad hoc. Feltri non fa altro che il suo mestiere. Con cinismo. Ma senza la vena sarcastica, la visione di gioco il più possibile limpida, e ad ogni modo scevra dal paraocchi ideologico, e tanto cinismo, non si fa giornalismo. Almeno che non ci si sfogli dell’abito deontologico. Mentre nessuno gli ha mai rimproverato di essere un ipocrita. Perché non lo è. A differenza di altri. Di molti altri.

    Gentile sig. Puglisi, ho apprezzato moltissimo le sue parole. Purtroppo stiamo vivendo un tempo dove più nulla ha valore, se non le grida che riempiono le orecchie e svuotano i cervelli. Quello che sconcerta (almeno me) è che tutta questa violenza verbale è esercitata da chi si ritiene “paladino” della morale cristiana e dei valori del nostro – sempre grande – Paese.
    Con sincera stima

    Grazie Puglisi! Gli odiatori dilettanti o professionali sono solo essere i deboli, terrorizzati dall’idea di provare empatia per il prossimo. Esseri piccoli, sfigati, impotenti! Camilleri è un uomo che merita solo dolcezza e gratitudine per averci regalato bellezza, intelligenza, ironia. E Montalbano sopravviverà per generazioni a lui e anche a Feltri — che se lo troverà tra le palle fino alle fine dei sui molesti giorni! Buona giornata.

    Non bisogna perseguitare la gente per le proprie idee mai. E’ un diritto avere idee.

    Feltri non lo considero un giornalista. La categoria è fomata da gente intelligente che ha studiato per arrivare a fare questa professione.
    Le persone che parlano in questo modo è.solo per frasi notare visto che.non hanno argomenti o altro da dire o scrivere sui giornali. Ignoranza pura.

    Molti di coloro che commentano identificano lo scrittore Camilleri con gli sceneggiati televisivi, ma uno scrittore si giudica per ciò che scrive, e Camilleri ha scritto tanto. I romanzi storici di cui va tanto orgoglioso sono davvero ben scritti, spesso ambientati nell’800, sono una miscela di situazioni geniali, umorismo intelligente, campionari di umanità varia. È l’opera scritta che conta. Gli sceneggiati sono lavori di adattamento e riscrittura fatti dal regista Sironi, possono piacere o non piacere, ma è molto meglio leggersi i libri.

    Camilleri con parole e scritti ha aperto mondi diversi, ancorati al vivere quotidiano dell’uomo. L’ostilità verso la sua persona è tutta nel ‘fastidio’ che provocano le sue parole e nel rifiuto o incapacità di commentarle. È anche la misura del protagonismo mediatico, di questa nuova peste moderna.

    Finalmente una persona che non si lascia trascinare dal linguaggio violento che caratterizza i suoi colleghi (mi riferisco ai giornalisti) ma non solo loro. Complimenti: il richiamo alla pietas nei confronti di una persona morente è un richiamo ai fondamenti dei rapporti interpersonali, in mancanza dei quali prevalgono gli istinti cavetnicoli.

    Però il cretino cretino resta, è una certezza, non un’idea.

    Andrea Camilleri sa trasmettere – a chi non è invasato da questa politica disumana – una dimensione culturale di grande interesse teatrale, storico e letterario che ci rende orgogliosi di essere suoi conterranei.

    7 pollici versi ad un commento che voleva solo sottolineare la grandezza di Camilleri, la sua poliedricità ed il suo saper andare anche oltre le ideologie! A quanto pare, gli “odiatori di professione” ci solo pure qua, senza bisogno di scomodare Feltri!!!!

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