PALERMO – Università, innovazione e strategie ecosostenibili. Un intervento atteso e applaudito quello di Maurizio Cellura, direttore del centro di sostenibilità e transizione ecologica di Palermo e presidente del coordinamento della rete delle università sostenibili, al meeting del progetto Campus S3.
Campus S3, l’intervento di Maurizio Cellura
Professore molto noto non solo in Sicilia, ordinario di ingegneria nell’università di Palermo, Cellura adesso guida la rete delle università sostenibili, istituita in Italia nel 2015, per “definire strategie di sostenibilità – esordisce il Prof. – in scala nazionale, trasferibili dal contesto universitario al territorio e favorire stili di vita più consoni e sostenibili”.
Cellura sottolinea il ruolo delle università “nella loro valenza di formazione, per educare a stili di vita più sostenibili con la missione di colloquiare con il territorio, coniugando ricerca e innovazione: in questo gli atenei sono vere proprie officine”.
Il professore di ingegneria sottolinea l’importanza delle innovazioni e, riferendosi al progetto Campus S3 sottolinea che “ha una valenza enorme per disseminare queste pratiche anche e soprattutto attraverso approcci reticolari”. Subito dopo saluta il professor Inturri, la professoressa Roberta Salomone e parla dell’operato dei tre rettori delle Università di Catania, Messina e Palermo.
La strategia di sviluppo sostenibile
Numerose, nelle università, le iniziative in corso, con lo scopo di “rafforzare le esperienze – spiega Maurizio Cellura – disseminarle e trasformare gli studenti in ambasciatori di sostenibilità”.
Al meeting su S3 Campus, il presidente del coordinamento della rete delle università sostenibili parla dei cambiamenti climatici e del ruolo del Mediterraneo come “un luogo di sperimentazione, uno degli hotspot del cambiamento climatico”.
La parte Nord del Mediterraneo vive condizioni migliori, ma in quella a Sud “bisogna perseguire le strategie di sviluppo sostenibile con il principio di non lasciare indietro comunità, culture e persone”.
Cellura crede che si possa lottare “per sconfiggere la fame, arrestare i cambiamenti climatici, adottare strategie di produzione e consumo responsabile”. Per riuscirci bisogna lavorare “in modo sinergico e reticolare. Progetti di questo tipo diventano un elemento di valenza dal quale poi attingere esperienze e disseminare i cosiddetti i casi di successo”.
Le certificazioni ambientali
Il professore sottolinea l’importanza dell’uso di modelli di certificazione ambientale nel contesto delle piccole medie imprese, che in Sicilia costituisce circa il 90% dell’intero tessuto produttivo: “È evidente che senza una massiccia adozione di protocolli di certificazione ambientale da parte di queste piccole imprese noi difficilmente conseguiremo forme di sviluppo sostenibile realmente tangibili. Noi lavoriamo su questo e quindi in genere le università fanno rete con le imprese sia con esperienze dirette, sia con elementi di formazione”.

