Caso Cannes, archiviata l'inchiesta all'origine di tutti gli scandali

Caso Cannes, archiviata l’inchiesta all’origine di tutti gli scandali

Come sosteneva la Regione, sulla base di un parere dell'avvocatura, la procedura era illegittima

PALERMO – È stato l’origine di tutti gli scandali, ma per i dirigenti regionali, almeno per il momento, il caso Cannes si chiude con l’archiviazione. Il giudice per le indagini preliminari Patrizia Ferro ha escluso responsabilità penali per Lucia Di Fatta, allora dirigente generale del Dipartimento turismo della Regione siciliana, Nicola Tarantino, responsabile di Sicilia film Commission, e Calogero Franco Fazio, dirigente del Turismo ad interim.

Archiviazione e omissis

È stata la stessa Procura, dopo la concessione di alcune proroghe di indagini, a chiedere l’archiviazione decisa lo scorso 13 giugno. Sia nella richiesta dei pubblici ministeri Felice De Benedittis e Andrea Fusco che nel decreto del Gip sono presenti degli omissis. Una questione tecnica: la vicenda potrebbe non essere chiusa del tutto. I magistrati sono in attesa, infatti, di documenti richiesti con rogatoria alla Francia e dai quali potrebbero emergere altre responsabilità.

Evento bloccato nel 2023

Fu Fazio a firmare il decreto che assegnava 3,7 milioni per la mostra dal titolo “Sicily, Women and Cinema” da allestire in un hotel nei giorni del Festival internazionale del cinema nella città francese. Ad aprile 2023 erano pronti i soldi che si aggiungevano ai 2,2 milioni spesi nel 2022.

Il progetto era dell’assessorato regionale al Turismo, guidato prima da Manlio Messina e poi da Francesco Paolo Scarpinato, indicati da Fratelli d’Italia nella giunte di Nello Musumeci e Renato Schifani, che bloccò tutto. Ci fu uno scambio di deleghe in giunta fra Scarpinato ed Elvira Amata.

L’organizzazione dell’evento fu affidata con procedura negoziata, e dunque senza bando pubblico, alla Absolute Blue, società del Lussemburgo, amministrata da Patrick Nassogne. La Absolute Blue sosteneva di essere titolare in esclusiva del format “Woman and Cinema”.

Il Tar bocciò la procedura

All’inizio Absolute fece ricorso al Tar contro lo stop imposto in autotutela dal governo Schifani, ma i giudici amministrativi gli diedero torto: come sosteneva la Regione, sulla base di un parere dell’avvocatura, la procedura era illegittima.

Per i giudici, infatti, la Absolute Blue non aveva “dimostrato di essere titolare di diritti di esclusiva” e quindi la Regione “avrebbe dovuto vagliare l’esistenza di soluzioni alternative ragionevoli al fine di dimostrare che nel caso di specie, sarebbe stato necessario realizzare l’evento ‘Casa Sicilia’ proprio in quell’hotel”. Absolute Blue non presentò ricorso in appello e la sentenza amministrativa è passata in giudicato.

Cannes, l’inchiesta e gli omissis

Nel corso delle indagini saltò fuori il nome di Sabrina De Capitani, portavoce del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Allora era “key account (ovvero ‘addetta ai clienti più importanti’) della Absolute Blue con riferimento al Festival del cinema di Cannes”. L’ex assessore Manio Messina l’aveva presentata a Galvagno. Si accesero i fari ed è nata la nuova inchiesta per corruzione che ha finito per coinvolgere oltre a Galvagno e De Capitani, anche l’assessora Elvira Amata, l’imprenditrice Marcella Cannariato ed altri ancora.

Tutto parte da Cannes, dall’ipotesi della “falsa attestazione del profilo di ‘esclusivista’ quale presupposto per adoperare una procedura di affidamento derogatoria rispetto a quelle ordinariamente previste (a tutela di una maggiore concorrenza), al fine ipotizzato di favorire un determinato operatore economico (Absolute Blue)”. Da qui le ipotesi di falso in atto pubblico e turbata libertà degli incanti.

“Allo stato – scrive il Gip – non si ravvisano circostanze meritevoli di approfondimento, né ulteriori spunti investigativi da sviluppare”. Però ci sono gli omissis a coprire argomenti su cui sono ancora in corso degli approfondimenti.

Ipotesi danno erariale

Resta aperta invece l’inchiesta della Procura della Corte dei Conti – i magistrati contabili furono i primi a muoversi – che sta valutando eventuali profili di danno erariale. Ci sono delle spese che più di altre non convincono e che vengono riportate informative della finanza. Tra queste i 25 mila euro chiesti da Nassogne nella veste di “freelance”, 9.660 euro per due pernottamenti in due “deluxe villas” di soggetti “non conosciuti”, 28 mila euro per il noleggio di una Mercedes Classe S580 per due settimane, 10 mila euro per alloggi “tarantino Team” e 12 mila per “Messina team”, 45 mila euro per la collaborazione di De Capitani.

L’ipotesi complessiva di danno erariale ammonta a 250 mila euro. Nel frattempo dal punto di vista penale il caso è chiuso per Di Fatta (oggi capo di gabinetto dell’assessorato al Turismo), Tarantino e Fazio, assistiti dagli avvocati Giuseppe Gerbino e Massimo Motisi. Lo scandalo Cannes, che ebbe anche degli strascichi politici, al momento per i tre dirigenti è stato archiviato.

Messina: “Gioia per i miei dirigenti”

“Potrei dire mille cose – dice l’ex assessore al Turismo a LiveSicilia – ma oggi l’unico sentimento vero e sincero che provo e che mi sento di raccontare è quello della gioia per i miei dirigenti, su cui mai ho avuto un solo dubbio, per essere usciti a testa alta da una vicenda che ha del paradossale e che forse un giorno racconterò. Adesso – conclude – torno alle mie cose e al silenzio che qualcuno mi ha insegnato vale più di mille parole!”.


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