PALERMO- “Non ho mai ingannato gli elettori”. Salvino Caputo si difende rispondendo alle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese.
L’ex deputato regionale ed ex sindaco di Monreale, approdato in ‘Noi con Salvini’, si trova ai domiciliari per il reato di attentato contro i diritti politici del cittadino nell’ambito dell’inchiesta per voto di scambio che ha portato ai domiciliari anche il fratello Mario Caputo e Benito Vercio.
Alle ultime elezioni regionali Mario Caputo, pure lui avvocato, si candidò al posto del fratello “bloccato” dalla legge Severino per via di una condanna per un tentato abuso di ufficio quando era sindaco. Per non disperdere i voti scelsero la formula “Mario Caputo, detto Salvino” d’intesa con i vertici siciliani della Lega di Matteo Salvini. Fu Alessandro Pagano a suggerirgli di candidare un parente, circostanza che emerge dalle intercettazioni e che l’ex parlamentare ha confermato al giudice.
Niente di illecito, però, ha spiegato Salvino Caputo, difeso dagli avvocati Raffaele Bonsignore e Francesca Fucaloro. Ha ricordato di avere vissuto un iniziale smarrimento per l’incandidabilità – la domanda di riabilitazione ottenne il via libera solo dopo le elezioni- ma ha sempre detto con chiarezza che in corsa c’era il fratello e non lui. E per avvalorare questa tesi i legali hanno presentato al giudice materiale fotografico e video, in cui si vede Salvino che invita a votare per il fratello Mario.
Anche quest’ultimo si è difeso davanti al gip, respingendo ogni accusa. Fece aggiungere ‘detto Salvino’ nella lista perché alle elezioni amministrative di Monreale non fu eletto per pochissimi voti e diverse persone avevano scritto il nome Salvino. Nessun inganno dunque. Mario Caputo raccolse un ottimo consenso, ma non gli bastò per essere eletto. I legali stanno presentando ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione.

