Carceri "al collasso": tra sovraffollamento e indifferenza

Carceri “al collasso”: tra sovraffollamento e indifferenza

Presentanto a Catania il libro di Alemanno e Falbo sulle condizioni dei detenuti a Rebibbia

CATANIA – “Carceri al collasso – una questione di civiltà” è il titolo dell’incontro di stamane a Catania, dedicato al sovraffollamento e alle condizioni del sistema penitenziario italiano.

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il libro L’emergenza negata, scritto da Gianni Alemanno e Fabio Falbo, un volume che, attraverso dati e testimonianze dirette, denuncia la crisi strutturale delle carceri italiane e le sue gravi ricadute umane e giuridiche.

L’incontro è stato organizzato dal movimento Indipendenza, fondato dallo stesso Gianni Alemanno, insieme a Nessuno Tocchi Caino e all’associazione Donne Giuriste Italia, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico una delle più gravi emergenze sociali e istituzionali del Paese.

A moderare è stata Laura Distefano, giornalista. L’introduzione è stata affidata all’avvocato Salvo Pace. Sono intervenuti Massimo Arlechino, presidente di Indipendenza; Francesco Antille, avvocato e presidente della Camera Penale di Catania; Maria Lucia D’Anna, vicepresidente dell’Associazione Donne Giuriste Italia; Sergio D’Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino; e Salvo Fleres, già parlamentare e garante dei detenuti in Sicilia.

Gli autori del libro, attualmente detenuti nel carcere di Rebibbia, raccontano dall’interno una realtà segnata dal sovraffollamento e dall’indifferenza. Come si legge nella quarta di copertina, “solo chi sperimenta in prima persona il carcere conosce realmente la situazione drammatica in cui vivono le persone detenute, l’emergenza sociale e civile generata innanzitutto dal sovraffollamento”.

Il volume è definito inoltre “una drammatica denuncia contro i pregiudizi che circondano l’istituzione penitenziaria, ma anche un atto di speranza per invocare interventi urgenti e immaginare una profonda riforma ispirata ai principi della Costituzione”.


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