Cari grillini di Palermo,
Anche per voi è arrivato quel tragico momento che pugnala alle spalle i sogni di ieri. Quel momento, cioè, in cui la carne della speranza si stacca e resta la nudità dell’osso del potere. E non è una questione di inchieste, di giudici o di malevolenze mediatiche più o meno verosimili. Chi indossa i paramenti del potente perde, prima o poi, l’innocenza. Si fa casta, pece bollente contro l’assedio, lontananza, perfino contro le sue migliori intenzioni.
Abbiamo intravisto, cari grillini, le vostre fisionomie accigliate, le mutrie della processione al tribunale di Palermo, per la nota inchiesta. Così diversi da come vi ricordavamo: impagliati in un soprabito scuro – niente più maglioni nel codice della vostra giovinezza sfiorita – sospettosi, ombrosi, scostanti. Eppure, Riccardo, all’inizio della storia, era un ragazzo che rideva sempre e comunicava allegria e spontaneità: non somigliava affatto al cupo ologramma delle sortite recenti. E Samantha, Claudia, Giulia: erano la luce e il sorriso di un passato solare oggi nascosto dal buio della luna calante. Eravate figli del popolo. Siete invecchiati in fretta.
No, non c’entrano le firme e quel pasticcio brutto. Chiunque – ricordiamolo e vale per tutti – è innocente fino a prova contraria. La vostra colpa è un’altra, non sta nel codice, e l’avete confessata con gli sguardi e con gli atteggiamenti. Siete colpevoli di inimiciziafra di voi e di conseguente devastazione di qualcosa che era comunque bello.
Tutto quello che avevate costruito insieme è stato cancellato dalle accuse reciproche, dai rancori , dalla lama del sospetto che riluce come una dannazione in questi giorni difficili, sguainata dal fodero delle convenienze.
E vi perdoniamo, perché vi abbiamo conosciuto da ragazzi prigionieri di un sogno, perché chiunque cerca la strada della sopravvivenza, anche in sfavore del compagno di viaggio, quando si sente accerchiato. Normale. Tremendamente normale. Ma voi che eravate davvero ‘diversi’, per armonia, per identità, per ingenuità, voi che eravate una cosa sola, potrete mai perdonarvi?
Peccato. La carne si è staccata dall’osso. I saloni illuminati della speranza sono stati cancellati dai sottoscala del potere che vuole mantenersi saldo, costi quel che costi. Perché? “The answer – direbbe Angelino Alfano – is blowin the uaind”. Nel vento che ha già spazzato via i sogni di ieri.

