Case popolari, graduatorie in ritardo per gli alloggi di Librino

Case popolari, graduatorie in ritardo per gli alloggi di Librino

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Negli elenchi dello IACP di Catania ci sono circa 3800 nuclei familiari. La denuncia dei sindacati degli inquilini.

CATANIA – Con un sit-in al viale Moncada di Librino, dove si trovano i 24 alloggi pronti per essere abitati ma in ritardo con la pubblicazione delle graduatorie definitive e dunque della consegna, stamattina i sindacati catanesi degli inquilini, Sunia, Sicet e Uniat di Catania, hanno sollecitato la soluzione del caso.

Con la pubblicazione delle graduatorie “sfrattati e disagio socio economico”, la riqualificazione delle due Torri a Librino, e le risposte in merito alle reiterate richieste di intervento al Comune di Catania, molte famiglie sarebbero finalmente sollevate dal penoso status di “senza casa” e dal pericolo sfratti. All’iniziativa erano presenti i segretari delle tre sigle provinciali, Agata Palazzolo (Sunia), Francesco Nicolosi (Sicet), Giuseppe Camarda (Uniat) e la segretaria di Sunia Sicilia, Giusi Milazzo.

“Attendiamo da settimane la pubblicazione delle graduatorie definitive “sfrattati e disagio socio- economico” nei cui elenchi risultano inseriti oltre 1.700 concorrenti che hanno presentato al Comune di Catania la richiesta per l’assegnazione di un alloggio di edilizia pubblica in quanto trovasi in una situazione di grave disagio abitativo o sfrattati dalla propria abitazione. – si legge nel volantino distribuito stamattina – Oltre a queste graduatorie, nel mese di Giugno di quest’anno è stata pubblicata la graduatoria definitiva, aggiornamento 2015, per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica di proprietà dell’I.A.C.P. di Catania, nei cui elenchi risultano inseriti circa 3.800 famiglie“.

“Il crescente disagio abitativo a Catania – prosegue il volantino – è anche legato al numero elevato di sfratti per morosità emessi nei confronti di centinaia famiglie che, anche a causa della crisi economica determinatasi con il COVID-19 e al caro bollette, non hanno più potuto provvedere al pagamento del canone di locazione o alle rate del mutuo. I dati pubblicati dal Ministero degli Interni hanno evidenziato per la città di Catania un incremento del 45,16%. Di fronte a questa crescente emergenza non trova spiegazione l’immobilismo da parte delle Istituzioni ed in particolare del Comune di Catania”.

“Eppure il Comune potrebbe dare risposte anche ad un altro gruppo di famiglie in emergenza con i circa 150 alloggi da riqualificare nelle Due Torri a Librino (Viale San Teodoro e Viale Biagio Pecorino) per i quali sono stati stanziati 12 milioni di euro con i fondi comunitari 2014-2021, di cui si rischia di perdere la disponibilità, e con i 64 alloggi da realizzare a Librino per i quali sono stati assegnati al Comune di Catania 15 milioni di euro con i fondi del PNRR”.

E conclude il documento: “Altre soluzioni potrebbero arrivare dallo stanziamento di un milione e seicento mila euro previsti per la riqualificazione degli immobili requisiti alla mafia e dalla nuova programmazione comunitaria che potrebbe prevedere la riqualificazione ai fini abitativi dei tanti immobili pubblici dismessi. Ovviamente non vanno cercate solo soluzioni a breve termine ma occorre anche programmare la realizzazione di nuovi alloggi con finanziamenti pluriennali”.

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