CATANIA – La Clinica Gibiino è stata citata come responsabile civile dal Gup Alessandro Ricciardolo nell’udienza preliminare che vede imputati i responsabili – secondo la Procura – della morte della piccola Nicole Di Pietro. Il Giudice ha inoltre ammesso la costituzione di parte civile della casa di cura. Un doppio ruolo dunque per la struttura sanitaria – assistita dall’avvocato Tommaso Tamburino – in questa fase delicata del procedimento penale.Formalmente la questione giuridica e tecnica sul risarcimento del danno sarà affrontata nel corso della prossima udienza fissata per il 9 luglio.
Il Gup, oggi, inoltre ha letto l’ordinanza con cui ha ammesso le parti civili. Ci sono una ventina di familiari della piccola, il Gup ha accolto l’istanza anche dei parenti più lontani nonostante l’opposizione dei pm Alessandra Tasciotti e Angelo Brugaletta nella scorsa udienza. Oltre all’assessorato regionale alla Salute, sono state ammesse anche le associazioni Codacons, ConsItalia, Prolegis e Confconsumatori. “La decisione del Tribunale di Catania si pone in continuità con quanto già affermato dalla Suprema Corte di Cassazione in particolare con la sentenza del 2013 relativa al caso della Clinica Santa Rita. In quel caso la Suprema Corte, nel legittimare Confconsumatori, aveva sancito che tra le finalità statutarie dell’associazione vi é la tutela della salute delle persone e rispetto dei diritti del malato e della sua famiglia, anche nei rapporti con le strutture sanitarie pubbliche e private” – hanno dichiarato l’avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia, e l’avvocato Maria Rita Giardina, che assiste in giudizio l’associazione.
Rischiano il processo la ginecologa Maria Ausilia Palermo, il neonatologo Antonio Di Pasquale, e l’anestesista Giovanni Gibiino, accusati di omicidio colposo; l’ostetrica Valentina Spano’ imputata per false attestazioni; e il direttore sanitario Danilo Audibert per il reato di favoreggiamento personale.

