Fuga, affari, vendette: i segreti di Messina Denaro e della maestra

Fuga, affari, vendette: i segreti di Messina Denaro e della maestra

Il ruolo della donna, figlia di un capomafia e moglie di un ergastolano

PALERMO – “Il fatto che sapevo dov’eri non potevi evitarlo comunque”, scriveva Laura Bonafede. Cosa conosce la maestra della vita mafiosa di Matteo Messina Denaro, con cui ha avuto una lunga relazione sentimentale? Tanto, secondo gli investigatori e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Potrebbe avere giocato un ruolo molto più complesso del favoreggiatore.

“Sapevo dov’eri” e “Solimano”

I segnali ci sono tutti. “Sapevo dov’eri”, diceva la amestra a Messina Denaro. Conosce gli altri rifugi dell’ex latitante, dove con molta probabilità ci sono documenti sulla vita mafiosa e gli affari.

Bonafede conosce vicende prettamente mafiose e le scelte operative del padrino di Castelvetrano. Il passaggio di uno scritto recentissimo a lei attribuito contiene frasi inquietanti: “Che Solimano tenesse tanto al denaro l’ho sempre capito, gli piace spendere e fare soldi facili ma mai avrei potuto pensare che arrivasse a tanto, Secondo me oltre al denaro è legato alla paura di quell’avvertimento che lui pensa di Uomo ma che, in realtà, era di Depry. lo penso così e una volta me lo hai confermato pure tu”.

Un personaggio chiamato in codice “Solimano”, particolarmente attaccato al denaro, era stato minacciato. Erroneamente la vittima aveva creduto che fosse opera di “Uomo” (così la figlia chiamava il padre Leonardo Bonafede, storico boss deceduto da alcuni anni), ma in realtà era stato “Depry” (uno dei tanti nomignoli attribuiti a Messina Denaro).

Proposito omicidiario per “Pancione”

Ed ecco il passaggio inquietante: “Quando dici che gliela farai pagare, che non ti fermi, ti posso dire che ne sono certo, ti conosco anche sotto questo aspetto. Non ti nego che mi sarebbe piaciuto che avessi
fatto ‘due piccioni con una fava’; Solimano e Pancione”.

Spunta un altro personaggio, “Pancione”, che meriterebbe una punizione. Probabilmente pensavano ad un rimedio estremo. Un omicidio? Visto che, si legge ancora, “Pancione ci sta pensando da solo, mangia come un porco, nemmeno può camminare più”. Lo stile di vita di “Pancione” metteva a rischio la sua stessa vita.

Maestra-Messina Denaro: affari in corso

Dal brano di una lettera del 3 dicembre 2022, inoltre, si è compreso che Laura Bonafede ed il latitante condividevano anche interessi economici. La donna informava Matteo Messina Denaro di prezzi e “obiettivi”, probabilmente margini di profitto in attività che avrebbe gestito per conto del capomafia. “Przzo O,75 euro, praticamente la metà. lnvece l’integro 1,50 euro. Se non ci fosse stato questo imprevisto sarebbe stato raggiunto un buon obiettivo ma va bene lo stesso. Mia nonna dice: ‘stenni peri quantu linzolu teni'”. Di quali affari in corso parlavano?

Quoziente intellettivo zero”

Più chiaro il passaggio in cui la donna si rammaricava per l’arresto, avvenuto a settembre 2022, di “Perlana”, e cioè Franco Luppino, boss di Campobello di Mazara e fedelissimo di Messina Denaro a cui è legato un episodio molto misterioso. “Ci serviva”, diceva la donna che dava la colpa a qualcuno che ha un “un Q.l. pari a zero”. Il giudizio di certo non lusinghiero sul quoziente intellettivo sarebbe stato rivolto a Piero Di Natale, factotum di Luppino.

La donna parlava con orgoglio del suo lignaggio mafioso: “E vedi che porlo anche per esperienza, la storia porla, purtroppo”. Il ruolo di Laura Bonafade potrebbe essere stato molto più strutturato e delicato nella vita, anche mafiosa, di Messina Denaro.


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