CATANIA – L’aggressione era avvenuta il 3 luglio dello scorso anno. Stando a quelle che erano state le ricostruzioni di quei giorni, un gruppo di persone avevano assaltato l’ospedale Garibaldi centro di Catania. Avevano appena saputo della morte di un ventiduenne che era ricoverato da circa una settimana nella Rianimazione dell’ospedale. Avrebbero fatto irruzione nel reparto danneggiandolo e aggredendo la dottoressa che era in servizio.
Per due dei protagonisti, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. Ne dà notizia l’Arnas Garibaldi.
La nota dell’Arnas Garibaldi
Secondo quanto accertato dagli organi inquirenti, l’aggressione ha avuto luogo in un contesto di particolare tensione emotiva ed è culminata con minacce e violenze fisiche ai danni di un medico in servizio, nonché con il danneggiamento di arredi e strutture ospedaliere. L’episodio ha determinato l’interruzione temporanea dell’attività del reparto, con inevitabili ripercussioni sull’erogazione dei servizi sanitari.
L’Azienda condanna con la massima fermezza ogni forma di violenza contro il personale sanitario, che opera quotidianamente in condizioni di forte pressione e con spirito di servizio verso la collettività. Ribadisce il proprio impegno a tutela della sicurezza di tutte le lavoratrici e i lavoratori della sanità, anche attraverso il rafforzamento di misure preventive e di protezione nei luoghi di cura. Si è costituita parte civile nel procedimento penale, a difesa dell’istituzione e del diritto del personale sanitario di svolgere il proprio lavoro in un ambiente sicuro e rispettoso.
“L’ARNAS Garibaldi auspica che la giustizia possa fare il suo corso in tempi brevi, affinché vengano chiarite le responsabilità e riconosciuti i diritti di chi è stato colpito da un gesto tanto grave quanto inaccettabile”, conclude la nota.

