Dormitori in bilico e niente unità di strada: l'inverno dei clochard - Live Sicilia

Dormitori in bilico e niente unità di strada: l’inverno dei clochard

Chi non ha una casa, a Catania, si prepara ad affrontare mesi complicati. Per via dell'interruzione dell'assistenza sul territorio e della paventata chiusura di via Delpino.
IL PUNTO
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CATANIA – Niente unità di strada e col dormitorio comunale che non si sa se rimarrà aperto. Mentre di un altro dormitorio da 50 posti si sa ancora troppo poco. L’inverno dei senza fissa dimora di Catania si preannuncia piuttosto freddo. Perché i progetti, di per sé, ci sono. Ma con la programmazione che va avanti tra bandi di breve durata e fondi a intermittenza il rischio è che i mesi più difficili dell’anno arrivino cogliendo tutti impreparati.

L’unità di strada

Sabato 19 novembre è stato il giorno in cui si è chiuso ufficialmente il servizio di unità di strada finanziato con i soldi del progetto Radici del Pon Metro 2014-2020, gestito dalla cooperativa Mosaico (centro di prossimità della Fondazione Èbbene) e dal consorzio Sol.Co., rete di cui la stessa Mosaico è socia. Gli operatori della coop seguivano gli e le homeless direttamente sul territorio, fornendo pasti caldi, coperte e supporto. Al termine della durata del bando, però, l’Unità di strada ha dovuto appendere le scarpe al chiodo. Perché il nuovo bando non è ancora stato pubblicato.

Stando a quanto appreso da LiveSicilia, la direzione Politiche sociali del Comune di Catania ha ottenuto l’ammissione al nuovo finanziamento, per emettere il bando è necessaria l’approvazione del bilancio di previsione 2023. Nell’aula consiliare di Palazzo degli elefanti, il previsionale è stato approvato ieri sera.

“Noi siamo pronti”, fanno sapere dagli uffici del municipio, ma un po’ di tempo passerà. Tra pubblicazione della gara e procedure di aggiudicazione potrebbe trattarsi di qualche mese. E, nel frattempo, i senza fissa dimora che vivono sulle strade di Catania dovranno fare affidamento solo sul lavoro dei volontari.

Il dormitorio di via Delpino

Non va meglio ai 25 senzatetto ospitati nel dormitorio pubblico di via Federico Delpino 10-12, a Librino, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e diventato la struttura nota come “La Meta. Inaugurata ad aprile 2022, sarà gestita fino al 31 dicembre di quest’anno da Fondazione Èbbene, Mosaico e Croce Rossa Italiana – Comitato Catania. Finito il progetto a fine anno, finanziato con i fondi del Pon Inclusione 2014-2020, non si farà più l’accoglienza.

Per correre ai ripari, a novembre 2022 la direzione Politiche sociali del Comune di Catania ha pubblicato un avviso rivolto a tutte “le associazioni e cooperative che si occupano di marginalità grave“, affinché accettassero di collaborare, a titolo gratuito, per mantenere aperta la struttura di Librino durante la notte. Almeno “fino all’aggiudicazione della nuova gara”, in “considerazione del fatto che mantenere la struttura aperta nelle ore notturne comporta una spesa esigua” ma consente di tenere attivo “un servizio di cura importante nei confronti della salute fisica e psichica delle persone più fragili della nostra comunità”.

Le proposte potevano arrivare entro il 21 novembre 2022. All’appello, secondo quanto confermato a questa testata, non si è presentato nessuno. Dall’amministrazione sarebbe arrivata la disponibilità a un piccolo rimborso spese, da pagare grazie ai fondi del 5×1000 per le attività sociali dei Comuni, nei confronti dei volontari che si fossero occupati della vigilanza notturna, della distribuzione di pasti e vestiario e del sostegno psicologico delle persone accolte nell’immobile.

Il 31 dicembre è ormai alle porte e, con esso, la chiusura del dormitorio. Per questo sarebbero in corso delle interlocuzioni tra Palazzo degli elefanti e il raggruppamento che si è occupato, fino a ora, di gestire il dormitorio. A loro sarebbe stato chiesto di attivare micro-progetti per non abbandonare i senza fissa dimora che, in via Delpino, avevano trovato uno spazio accogliente. Se la soluzione non si dovesse trovare, e se i cancelli dovessero essere chiusi, i 25 clochard dovrebbero essere ricollocati in altre strutture cittadine. Tutte cronicamente costrette a fronteggiare le difficoltà di avere pochi posti letto e tante persone da aiutare.

Il nuovo dormitorio

Una speranza potrebbe arrivare dall’apertura di un nuovo dormitorio, con 50 posti letto, gestito dai privati e pagato con il Fondo povertà 2017. Circa 1,4 milioni di euro, stanziati dalla Regione Siciliana nel 2021 a favore del Comune di Catania. A differenza di via Delpino, questo dormitorio dovrebbe nascere in una struttura non pubblica. Rintracciare i documenti della gara, però, è piuttosto complicato. Si sa che il municipio ha fatto partire una “procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando“, per il “servizio di dormitorio h24, doccia e lavanderia, cogestito con i fruitori”.

Nell’unica pagina accessibile all’amministrazione trasparente del Comune, si legge che operatori invitati e aggiudicatari della procedura, per un importo di 449mila euro, coincidono. Sono due nomi noti: si tratta del Consorzio Sol.Co e della Fondazione Èbbene, insieme.


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