Catania, gli sfrattati di via Gallo: convocato tavolo dopo protesta - Live Sicilia

Catania, gli sfrattati di via Gallo: convocato tavolo dopo protesta

Sit-in oggi in via Santa Sofia davanti agli uffici dei vertici del Policlinico. GUARDA I VIDEO
IL CASO
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Anche stamattina, davanti al Policlinico in via Santa Sofia, la protesta delle famiglie che occupano lo stabile sito in via Gallo, di proprietà dell’azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Rodolico/San Marco” che dovrebbero essere sfrattate dall’immobile il prossimo 24 gennaio.  

“Abbiamo occupato un palazzo abbandonato – dice Giuseppe Callerani, uno degli sfrattati di via Gallo – abbiamo sistemato i pavimenti, le tubature, le pareti, ma avevamo bisogno di una casa, di un tetto. Da vent’anni siamo lì”.

Giusi Milazzo è la segretaria regionale del SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari). “Oggi c’è una novità, sulla vicenda dello stabile di via Gallo, importante – dichiara Milazzo – alle 12,30 è stato convocato un tavolo tecnico per trovare una soluzione a questa annosa vicenda”.

Il tavolo tecnico convocato in Prefettura vedrà la partecipazione del Prefetto Maria Carmela Librizzi, del direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Policlinico “G.Rodolico – San Marco” Gaetano Sirna, del Sindaco del capoluogo etneo e dei rappresentanti delle segreterie regionale e provinciale del SUNIA.

Lara Torrisi è membro del Comitato Reddito e Cittadinanza. “Un presidio, stamattina, di grande valore simbolico – dice – davanti alla sede di chi, alcuni anni fa, ha firmato una sentenza che sancisce lo sgombero di alcune famiglie da un immobile in stato di abbandono”.

Era il 1970 quando Gaetana Carbonaro, anziana signora prossima alla morte, donò l’immobile, situato in via .Gallo 4, all’attuale azienda ospedaliera universitaria Policlinico “G.Rodolico – San Marco” 

La storia degli “occupanti” inizia da lì, da un atto testamentario. Famiglie “occupanti” che da quasi 30 anni abitano lì. Con la riqualificazione questo palazzo ha permesso a diversi nuclei familiari di avere una casa. Una necessità che continua a crescere e a cui non viene data alcuna soluzione dalle istituzioni.

Lo sblocco degli sfratti dall’1 gennaio 2022 lascerà senza un tetto tantissime persone; i fondi destinati dal Pnrr alle città per la rigenerazione urbana non sono stati destinati a progetti per il contrasto all’emergenza abitativa. Un contesto debole e impoverito della nostra città come dimostrano le 10.000 famiglie in grave disagio abitativo, le 2139 richieste di esecuzione degli sfratti solo nel 2019 e la lunga lista di persone da anni in attesa di case popolari e senza alcuna risposta.

La prima richiesta di regolarizzazione dell’affitto risale agli anni ’90. Ma da anni ormai, la dirigenza si mostra inizialmente favorevole e poi ritratta. Un gioco infinito che non arriva mai ad una conclusione. 

Non è un gioco, qui si parla di vite. Le stesse vite che qualche giorno fa hanno ricevuto, dopo una lunga trattativa che per l’ennesima volta proponeva una transazione per la regolarizzazione della situazione abitativa, un rifiuto categorico da parte dell’azienda Policlinico e nonostante le lunghe trattative.

La prima sentenza che riguarda le famiglie di via Gallo è del 2011.

Il costo a nucleo familiare per poter usufruire dell’immobile occupato era di circa 40000 euro a famiglia. Nel 2022 si arriva a somme che rasentano i 60000/70000 euro a nucleo.

“Noi abbiamo chiesto una transazione – dichiara Agata Palazzolo segretaria del SUNIA etneo – come si possono  chiedere 70000 euro in transazione a famiglie in stato di emergenza?”. Il SUNIA ha proposto il pagamento delle somme risalenti agli ultimi 5 anni. Una somma che si aggira, circa, su 400 euro al mese per nucleo familiare.

Vedremo l’esito della riunione oggi in Prefettura.

In aggiornamento 


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