Catania, il centrodestra fa quadrato attorno a Trantino

Catania, il centrodestra fa quadrato attorno a Trantino

Sette liste a sostegno del candidato.
LA CONFERENZA STAMPA
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CATANIA – La quiete dopo la tempesta. L’istantanea della presentazione ufficiale della candidatura di Enrico Trantino a sindaco di Catania raffigura un centrodestra siciliano unito. E pronto a schierare in città sette liste (due riconducibili agli autonomisti, una del candidato più quelle dei partiti della coalizione) per espugnare Palazzo degli Elefanti. 

Sette liste in campo

La vera partita si aprirà il giorno dopo il voto quando le varie anime del centrodestra si conteranno e faranno qualche conto rimasto in sospeso. Stamattina al centro Zo va in scena un’altra narrazione. L’avvocato Enrico Trantino, con garbo, veste i panni del padrone di casa e si lascia andare a dichiarazioni molto prudenti (nonostante il vento in poppa). “Catania merita di avere un poco di amore che la città in sé ha dimostrato di avere per i cittadini molto più di quanto essi hanno dimostrato di avere per la città”, spiega ai cronisti a margine dell’incontro.

Trantino dice a chiare lettere di volere “stabilire un nuovo statuto comunitario con la città di Catania”. 

Trantino e la continuità con Pogliese

Trantino sottolinea la necessità di “remare tutti nella stessa direzione per ottenere i risultati che i catanesi si attendono” e annuncia “un’operazione di verità relativamente al fatto che l’amministrazione Pogliese è stata intesa come un’amministrazione che ha realizzato pochi risultati. In realtà peccammo nella comunicazione. Bisogna piuttosto spingere il cuore oltre l’ostacolo per cercare di andare verso un’altra direzione prefiggendosi ulteriori obiettivi”. Presto per parlare di programmi. “Se dovessimo vincere come coalizione questa diventa la prima città d’Italia in termini di grandezza in mano a Fratelli d’Italia in un momento in cui il premier è dì FdI e pertanto è chiaro che ci si aspetta un forte contributo da parte del governo nazionale sulla scia di quanto già fece l’attuale ministro Salvini nel momento in cui Catania ebbe bisogno di liquidità”, dice. 

“Oggi è prematuro parlare di programmi, ma non sarebbe neanche riguardoso nei confronti degli amici che stanno sostenendo questo progetto ma certamente un obiettivo è che non basta amare questa città solo quando il Catania Calcio vince i campionati o il 5 febbraio per Sant’Agata. L’amore per questa città ci dev’essere sempre e deve essere incondizionato”, dice ai cronisti ponderando le parole. 

Presenti e assenti

Nel frattempo arrivano alla spicciolata gli alleati pronti a sfoggiare un sorriso smagliante. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Marcello Caruso, fa capolino in compagnia dei dioscuri azzurri Marco Falcone e Nicola Dagostino. “Questo è un esempio virtuoso di come il centrodestra trova la quadra quando i momenti sono importanti, penso sia a Catania sia alle altre siciliane che vanno al voto. Affidiamo alla città di Catania un amministratore di grande profilo che con il sostegno di tutti i partiti del centrodestra avrà la possibilità di dare ancora a Catania la crescita. Il benessere che i cittadini si aspettano”, dice Caruso.

Tanti i volti noti della coalizione presenti in sala: i meloniani Manlio Messina e Gaetano Galvagno, gli autonomisti Giuseppe Lombardo e Giuseppe Castiglione, l’assessore cuffariano Andrea Messina e il vicepresidente della Regione Luca Sammartino, il leghista Fabio Cantarella e il segretario regionale di Noi con l’Italia Massimo Dell’Utri in compagnia di Marco Forzese. 

Tutti insieme appassionatamente, o quasi. All’appello mancano infatti i tre papabili candidati di Fratelli d’Italia, Ruggero Razza, Pippo Arcidiacono e Sergio Parisi. 

Il fattore Valeria Sudano

Diverso il caso della deputata leghista Valeria Sudano che viene pubblicamente ringraziata durante la kermesse “per i due passi in avanti” che hanno consentito di tenere unita la coalizione. Nel corso degli interventi è l’ex sindaco Salvo Pogliese a ringraziala per primo (dopo avere sottolineato il lavoro di Salvini per la città di Catania, il valore del candidato Enrico Trantino e la continuità del progetto della coalizione con la sua sindacatura).

A questo punto Trantino (che aveva aperto la kermesse) riprende la parola scusandosi per la “gaffe” e ringrazia Sudano strappando un applauso in sala per “il passo indietro per tenere unita la coalizione”. Dichiarazioni che fanno il paio con quelle rilasciate poco prima ai cronisti da Sudano a margine della conferenza.

“Sono qui per sostenere la candidatura di Enrico Trantino, come tutti sanno ‘è stata una discussione all’interno della coalizione per trovare una candidatura unitaria e fare sintesi, la proposta che serve per risollevare questa città che vive molte emergenze, Enrico ha le qualità per affrontare questa situazione con tutto il centrodestra”, dice con fair play e gettando acqua sul fuoco delle tensioni delle scorse settimane. “E’ stata una scelta di buonsenso – continua – fatta da tutte le parti in causa, se ci fossimo fermati soltanto alle dinamiche locali sarebbe stato più complicato, ma il buonsenso di qualcuno che stato in alto ci ha aiutato a fare sintesi”. 

Tutti insieme appassionatamente

A rivendicare la scelta responsabile ci penserà poco dopo pubblicamente il vice segretario leghista Anastasio Carrà rivendicando i passi in avanti fatti dal Carroccio per trovare la sintesi e ringraziano Sudano “per i due passi in avanti”. Una formula che, a sorpresa, utilizza anche l’autonomista Fabio Mancuso nel corso del suo intervento volto a minimizzare le diatribe delle scorse settimane e a sottolineare il peso del tavolo regionale. “L’obiettivo era raggiungere l’unità della coalizione, la normale dialettica politica è stata letta come un contrasto: non è così anzi ringrazio pubblicamente la generosità dell’onorevole Sudano per i due passi in avanti che ha fatto rispetto a una proposta legittima della Lega ma alla fine abbiamo ottenuto un risultato importantissimo per i catanesi”, dice Mancuso. E vissero tutti felici e contenti. In attesa dell’esito del voto. 


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