CATANIA – Un ricorso al TAR per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento dell’Assessorato Territorio e ambiente della Regione siciliana. Con cui è stata concessa a La Tortuga srl l’estensione/ampliamento della concessione demaniale sul porticciolo di Ognina.
Raccolta firme e richiesta di revoca
A pochi giorni dalla fine della raccolta firme per bloccare il progetto, torna sotto i riflettori il futuro dello specchio d’acqua narrato da Verga nei Malavoglia. E a rischio di scomparire per lasciare spazio a un approdo turistico privato.
Dopo le proteste e la richiesta di revoca in autotutela del provvedimento, avanzata alla Regione da parte del sindaco Enrico Trantino, – alla quale si è unito il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi – arriva il ricorso al Tribunale amministrativo da parte del Circolo Canottieri Jonica. A cui tra l’altro si è aggiunta l’amministrazione comunale. La notizia è stata diffusa dal Quotidiano di Sicilia.
Il ricorso
La richiesta della Jonica, rappresentata dall’avvocato Carmelo Barreca, è quella di annullare ogni atto istruttorio, compresi i verbali della conferenza dei servizi e i pareri acquisiti successivamente. Un ricorso ben dettagliato che evidenzia come lo storico circolo della città potrebbe subire danni irreparabili dalla concessione demaniale. Innanzitutto “perché i locali ove si svolge l’attività associativa si affacciano sullo specchio d’acqua del porticciolo di Ognina”, si legge.
In secondo luogo perché l’ampliamento dell’originaria concessione – già parecchio estesa, circa 5.457 metri quadrati, tra specchio e acqua e terra – comporterebbe la sospensione di 65 posti barca liberi e in questo momento a disposizione di pescatori.
“Rimanendo in pratica fruibile solo la prima linea di ormeggi”, 6 posti barca appena. Non solo, anche “l’inglobamento di tutto il molo di Ponente intermedio del porticciolo, attualmente di libero accesso al pubblico”, viene contestato poiché “viene anch’esso sottratto all’uso pubblico destinato ad uso esclusivamente privato del concessionario”.
Nel ricorso viene poi evidenziato il fatto che “la prevista realizzazione di una zona di manovra dei natanti ormeggiati presso La Tortuga è molto prossima all’affaccio del Circolo Canottieri”. E il fatto che “l’iter di approvazione di tale estensione della concessione demaniale in favore della Tortuga” mostrerebbe non pochi vizi di legittimità”.
La richiesta di accesso agli atti
E ancora, viene riportato come non vi sia stata alcuna risposta alla richiesta di accesso agli atti presentata dall’avvocato Barreca. Atti comprendenti anche la richiesta inviata dal Comune alla Regione di revoca in autotutela. Oltre alle accese proteste scatenate dalla notizia dell’ampliamento della concessione demaniale, in particolare in riferimento al “taglio” del molo.
All’ampliamento a mare e a terra degli spazi concessi alla Tortuga, alle recinzioni previste. E, di fatto, alla privatizzazione di buona parte porticciolo. Da ciò si dedurrebbe “l’illegittimità degli atti impugnati” – affermano i ricorrenti.
Nella seconda parte dell’atto, viene ricostruita l’azione del Comune che, “appreso dell’esistenza del provvedimento avrebbe revocato ogni parere, espresso parere contrario e chiesto la revoca in autotutela”.
“Interesse e legittimazione”
“L’interesse e la legittimazione è per altro duplice – prosegue il ricorso. Sia in relazione alla collocazione, sia in relazione all’interesse dei soci dell’associazione, che svolgono anch’essi al pari di altre cittadini, attività dilettantistica sia canoistica che di pesca. Usufruendo per quest’ultima anch’essi liberamente dei posti barca a ormeggio libero del porticciolo di Ognina (sacrificati dal provvedimento impugnato)”.
Febbraio 2024: il Tar
Nel documento viene poi ricordato che il Tar, nel febbraio 2024, si era già espresso in relazione alla precedente concessione. Affermando come “i ricorrenti abbiano pienamente comprovato, oltre al requisito della legittimazione, il loro interesse a contrastare le decisioni di natura squisitamente urbanistico-edilizia adottate dall’amministrazione comunale”.
Che “i luoghi risultano di particolare interesse paesaggistico e sono sottoposti a vincolo dal 1966”, che “gli immobili risultano costruzioni tradizionali di contenuta altezza”. E che “l’intervento contestato incide sulla visuale sul panorama e sulla godibilità degli immobili dei ricorrenti pregiudicando la vista sul porticciolo di Ognina sul mare”.
“I rilievi”
Viene più avanti ricordato l’intervento della Capitaneria di porto, nel 2022, a evidenziare come “l’ampliamento determinerebbe una drastica riduzione dei già limitati spazi rimasti, destinati al pubblico uso all’interno del porto di Ognina”. Posizione ribadita nel 2023 in una conferenza di servizi.
Rilievi ai quali, secondo i ricorrenti, l’assessorato regionale non avrebbe dato seguito. Bypassando richieste e spiegazioni, non solo sui posti auto ma anche sullo spazio di manovra, sulla presenza del parere favorevole del Comune. “Condizionato”, secondo quanto affermato dall’amministrazione stessa, “e dunque non favorevole tout court”. “L’Arta – si legge – ha sostanzialmente inteso trasformare un parere condizionato, dunque negativo, in un liberatorio parere favorevole, maturato con una sorta di implicito mancato dissenso”.
La sfera urbanistica
Una questione spinosa, insomma, in un momento in cui di questioni spinose legate alla sfera urbanistica e alla difesa di spazi liberi e di pubblica fruizione se ne discutono tante. Che possano compensare la fame di verde e socialità. Dal Piano regolatore del porto, agli Orti di Cibali, passando appunto per Ognina. In attesa del Piano urbanistico generale che la città attende da oltre mezzo secolo.

