Catania riscopre Jacò: una mostra per ricordare Giacomo Platania

Catania riscopre Jacò: una mostra per ricordare Giacomo Platania

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Un’esposizione omaggia l’artista catanese scomparso nel 2024

CATANIA – Il capoluogo etneo prova a fare i conti con la propria memoria artistica, troppo spesso fragile e discontinua, e lo fa attraverso una mostra intensa e necessaria. Venerdì 10 aprile, alle ore 18.30, la Galleria Carta Bianca inaugura “Jacò”, un’esposizione dedicata a Giacomo Platania, artista catanese scomparso nel 2024, figura appartata ma profondamente significativa nel panorama culturale cittadino.

Ricordando Giacomo Platania

L’iniziativa, visitabile fino al 24 aprile, nasce con un intento preciso: restituire spazio e dignità a un protagonista dell’arte contemporanea locale, evitando che il suo lavoro cada nell’oblio che troppo spesso avvolge intellettuali, artisti e operatori culturali della città etnea.

Jacò, docente all’Accademia di Belle Arti, è stato sin dagli anni giovanili un attento osservatore delle avanguardie e della sperimentazione artistica. La sua curiosità lo portava a seguire da vicino gli eventi più rilevanti del territorio, ma anche a confrontarsi con le grandi esperienze nazionali e internazionali.

Emblematico il viaggio del 1976 a Firenze, insieme al gallerista Virgilio Anastasi, per visitare una mostra di Robert Rauschenberg curata da Achille Bonito Oliva. Un episodio rimasto nella memoria di chi lo ha conosciuto: in quell’occasione Jacò mostrò il proprio catalogo al celebre artista americano, ricevendone apprezzamenti e un gesto simbolico, la firma su due manifesti.

Nonostante il suo valore, Platania ha sempre mantenuto un profilo riservato. La mostra nasce da un’idea di Francesco Rovella, che ha voluto rendere omaggio all’artista anche grazie al legame con la famiglia Platania, in particolare con il fratello Ottavio.

L’opera di Jacò

Le opere esposte provengono infatti dalla collezione familiare, custodita dalle cinque figlie dell’artista, che hanno partecipato con entusiasmo al progetto. Un contributo importante è arrivato anche da Valerio, nipote di Giacomo, che ha curato la realizzazione della brochure disponibile in occasione dell’inaugurazione.

Il percorso espositivo restituisce uno sguardo complessivo sulla ricerca artistica di Jacò, evidenziandone la varietà e la coerenza interna. Un lavoro che, come sottolinea Rovella, meriterebbe un riconoscimento più ampio e stabile nel contesto cittadino.

E proprio da qui emerge una riflessione più ampia: l’assenza di una Galleria Civica a Catania continua a rappresentare un vuoto strutturale, contribuendo alla dispersione della memoria artistica locale. La mostra “Jacò” si inserisce dunque anche come gesto simbolico, un tentativo concreto di contrastare questa tendenza.


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