CATANIA – Resta alta l’attenzione sul caso del bambino di undici anni picchiato dal padre con un cucchiaio di legno, un episodio di violenza documentato in un video circolato in rete e diventato tristemente virale. Sulla vicenda è intervenuta Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, definendo del tutto condivisibili le iniziative della Procura di Catania.
I magistrati etnei stanno infatti valutando il ricorso contro la decisione del gip, il quale ha disposto per i genitori il divieto di avvicinamento ai quattro figli minorenni, rigettando però la richiesta di arresto avanzata dagli inquirenti.
Secondo quanto emerso dalle indagini e sottolineato dalla stessa Brambilla, il contesto familiare delineato sarebbe caratterizzato da gravi e sistematici maltrattamenti, oltre che da pesanti umiliazioni rivolte non solo all’undicenne, ma anche alle sue tre sorelline. L’onorevole ha ribadito l’impossibilità di sottovalutare la brutalità delle immagini diffuse sui social e la gravità delle offese inflitte a un bambino di così piccola età.
Un ulteriore elemento di preoccupazione evidenziato dagli inquirenti riguarda il ruolo della madre. Secondo l’accusa, sarebbe stata proprio la donna a riprendere la scena della “punizione” con lo smartphone, il tutto alla presenza delle altre figlie.
Questo dettaglio aggrava la posizione dei coniugi in un quadro investigativo che punta a fare luce su una gestione familiare fondata sulla violenza e sulla sistematica prevaricazione dei minori coinvolti.

