CATANIA – Fame di alloggi da una parte e patrimonio edilizio abbandonato dall’altra e il rischio speculazione sempre in agguato. Torna stasera in Consiglio comunale la doppia proposta di programmi costruttivi per la realizzazione di centinaia di alloggi di edilizia convenzionata nel quartiere di Librino, sulle quali si sono espressi sia la Direzione Urbanistica che l’Avvocatura comunale, bocciandole, ma per le quali serve il voto dell’assemblea cittadina. La prima, presentata dalla Società FIN.CO.GE.RO S.p.A., prevede la realizzazione di 176 alloggi di edilizia convenzionata; la seconda, proposta dalla “C.E.Coop. Consorzio Edilizio Cooperative “ prevede la realizzazione di 548 alloggi di edilizia residenziale convenzionata agevolata di tipo economico e popolare per la realizzazione di alloggi sociali da sorgere nel Comune di Catania, località Librino.
L’atto, non dibattuto in un primo momento per la richiesta dei consiglieri di ottenere maggiori chiarimenti da parte della direzione Urbanistica, torna in aula questo pomeriggio per una seduta che si annuncia calda, dati gli sviluppi delle ultime settimane. Pare, infatti, che la FIN.CO.GE.RO S.p.A., il cui progetto è stato bocciato per via della mancanza di alcuni parere, ha inviato una nota a consiglieri, dirigenti e tecnici, nella quale confuterebbe gli appunti mossi dall’Urbanistica che hanno portato alla bocciatura dell’atto.
Se dunque, in un primo momento, l’aula avrebbe potuto trovare comunità di intenti con gli uffici comunali, nel non voler prevedere altro cemento in città, di fronte a quanto scritto dal privato proponente, alcuni consiglieri potrebbero cambiare idea, preoccupati che un voto negativo possa essere impugnato e che, in caso di eventuale giudizio di fronte al Tar, il Comune possa avere la peggio.
Fatto sta che, e sono in molti a pensarlo, le proposte presentate non solo avrebbero il sapore della speculazione, ma non servirebbero a una città come Catania che, paradossalmente, potrebbe dare alloggio a centinaia di migliaia di persone. Se solo si recuperasse il patrimonio dismesso e abbandonato.
Come aveva proposto l’ex assessore ai Servizi sociali in epoca Stanaceli, Carlo Pennisi, con il Social Housing, proposta portata avanti in Consiglio comunale da alcuni consiglieri, tra cui Sebastiano Arcidiacono. “Quello che propongono i privati è cemento in più – afferma. È vero che a Catania c’è fame di alloggi – continua – ma non bisogna costruirne di nuovi, piuttosto rigenerare l’esistente”. Secondo il vicepresidente vicario del Consiglio comunale, occorrerebbe il Prg proprio per programmare la rigenerazione di intere aree “alle quali – spiega – potrebbero essere applicati i parametri previsti per la variante Centro storico che, però, riguarda solo una porzione della città”.

