Cento colpi di piastra... | Mamma 1 – Capello Crespo 0 - Live Sicilia

Cento colpi di piastra… | Mamma 1 – Capello Crespo 0

La fenomenologia del capello crespo adolescenziale dal punto di vista di una mamma per caso, su un'auto alle 7.45 del mattino.

 

LE IDEE
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Mamma 1 – Capello Crespo 0

«Ma tu li vedi?»

«I fantasmi dei defunti?»

«i miei capelli!»

«….»

«sono… (disgusto)… CRESPI!»

Il dialogo si svolge davanti ad un semaforo rosso fra una mamma, una mamma per caso, e una figlia. Alle 7.48 di un qualsiasi mattino in cui la mamma accompagna i figli a scuola.

Non che sia la prima volta da quando è suonata la sveglia che l’argomento viene toccato. Infatti alle 7.31, sulla porta di casa, la mamma si è accorta dell’assenza di un figlio e una veloce ispezione ha rivelato che egli si trova davanti allo specchio, e contempla rapito la sua propria chioma crestata e incerata.

«Come sto?»

«Bene»

«(sposta un capello) e ora?»

«bene»

«Dici sempre ‘bene’ perché sei mia madre o perché mi stanno bene i capelli?»

«tutt’e due»

«cinquanta e cinquanta?»

«quaranta perché sono tua madre, quaranta perché stai bene e trenta perché è tardi»

«epperò fa centodieci….»

«SBRIGATI!»

La mamma osserva dunque perplessa la chioma spaghettiforme della figlia: forse, a ben vedere una o due ciocche alludono ad un movimento ellissoidale….. a dispetto del duro lavoro fatto dalla piastra di ultimissima generazione, viola a brillantini rosa, con doppia custodia: matelassé e di plastica rigida, anch’esse viola. Ma non c’è da scherzare! Una sottovalutazione del problema-crespo potrebbe causare nervosismo e distrazione della figlia già ben poco propensa all’ascolto di lezioni scolastiche. La mamma è reduce da durissima lotta estiva, con posta in gioco: eliminare unghie turchesi quadrate ricostruite e tornare ad un sano bianco o naturale; andare a scuola possibilmente vestita non di sola cintura (più pochi centimetri di pantaloncini e top); seguire le lezioni scolastiche senza i-phone tra le mani; ripassare qualche materia in modo da non sembrare reduce da coma profondo con devastazione di memoria a breve termine quando la prof. di inglese chiederà: “what’s your name?”. Battaglie tutte perse. Unica concessione: terrà le mani il più possibile sotto il banco (“lo so dire quanti anni ho! Che ti pare?”) .

Dunque, che fare? Minimizzare? Negare? Ignorare la questione capelli? La mamma decide per strategia russa durante invasione di Napoleone (la mamma ha studiato, quando un garage custodiva le visioni di Steve Jobs)

«Ho un’idea! Aspettiamo che aprano i negozi, compriamo una nuova piastra, molto più potente di quella che hai, fuxia direi, tempestata di diamanti, con triplice custodia dorata, poi andiamo a casa: ti spogli ti lavi i capelli, li asciughi molto bene, li dividi in ciocche da dieci capelli e su ciascuna passi la piastra dieci volte. Ci rimettiamo in macchina, torni a scuola non senza portarti dietro la piastra nella sua pesante custodia e chiedi di uscire ogni 10 minuti per controllare lo stato dei capelli!»

Mutismo. Occhi della figlia sul semaforo, sulla mamma, di nuovo sul semaforo.

Glaciale: «Sbrigati, è verde»

Le dita però corrono veloci sulla tastiera dell’i-phone, dove lampeggia perenne lo “stato” con la sua ansiosa curiosità:

«È ufficiale: mia madre è pazza!»

Immediata la reazione del mohicano, dal sedile posteriore:

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Commenti

    Articolo delizioso. Anzi, delizioso delizioso. Due volte ;-)).

    Conosco bene la problematica dato che ho anch’io una figlia adolescente e dal capello crespo.
    Siamo già alla terza piastra acquistata, avendo “rottamato” le prime due dopo pochi mesi di utilizzo.
    In compenso, non ho notato unghia turchesi nè pancia scoperta.
    Devo ritenermi fortunato?

    Davvero carino!

    live sicilia vira verso la chick-lit? ci sono già abbastanza blog dal pronto virtuosismo della lingua in rete, perchè anche qui?

    @maria perché ogni tanto abbiamo bisogno anche di questi articoli !!!

    Divertente e ben scritto!!! Gli adolescenti …se non ci fossero, si dovrebbe inventarli…rendono la vita più colorata

    Io non lo vedo il pronto virtuosismo della lingua, quì…..

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