PALERMO – Non ci stanno i Centri di dialisi e tornano a fare sentire forte il proprio dissenso rispetto all’ipotesi dell’imminente firma di un decreto, da parte dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, che metterebbe nero su bianco quanto comunicato dal dirigente Salvatore Iacolino durante l’ultima riunione con i rappresentanti dei laboratori di analisi, dei centri di diagnostica, nefrologia e fisioterapia: i 16 milioni di euro in più per il sistema, pari al 3,5% previsto dai parametri nazionali inderogabili per il piano di rientro che vincola la Regione e al cospetto dei problemi emersi per il nuovo tariffario nazionale, sono stati messi a disposizione solo dell’aggregato 315 milioni, di cui fanno parte Laboratori analisi, riabilitazione. Non un euro per i Centri di dialisi.
“Ci sentiamo traditi”
La nota di un cartello di realtà sanitarie (Ascea, Adip, ADS e Arcade) arriva dopo diversi giorni dal faccia a faccia andato in scena in assessorato. Il nodo del mancato trasferimento di risorse a questa particolare branca ‘salvavita’ è stato raccontato da LiveSicilia e ora i diretti interessati vengono allo scoperto. “Siamo esterrefatti e basiti – protestano le sigle rappresentanti dei Centri dialisi – Ci sentiamo traditi dopo tanto lavoro fatto assieme agli uffici dell’assessorato alla Salute nel corso di una quindicina di incontri, a questo punto buttati al vento”.
“Con i tecnici avevamo avviato un percorso e pensavamo fosse ormai in dirittura d’arrivo, con una previsione di tetto al 50% per le due tariffe relative alle metodiche emodiafiltrative per il biennio 2025-2026 come fase di transizione verso la chiusura del piano di rientro sanitario che impedisce alla Regione di investire nel sistema – si legge nella nota -. E invece quel pur minimo aumento del 3,5% che avevamo concordato in una logica di collaborazione con la Regione non ci viene garantito ulteriormente. Il sistema è in tilt”.
Per Ascea, Adip, ADS e Arcade il 3,5% in più, previsto dalla normativa nazionale quale aumento per tutto il comparto della convenzionata esterna, si traduce in 3,6 milioni di euro per la Dialisi, con l’aggregato che passerebbe quindi dagli attuali 102 milioni a 105,6 milioni di euro, cifra ben distante dai 110 milioni di euro del 2022 e dall’obiettivo a medio termine di 115 milioni di euro.
Le sigle chiedono di incontrare Faraoni
“Abbiamo chiesto 10 giorni fa un incontro urgente con l’assessore Faraoni e confidiamo che questo si faccia al più presto alla luce delle novità ascoltate in riunione l’ultima volta. Probabilmente c’è stato qualche difetto di comunicazione all’interno del dipartimento tra i vari livelli coinvolti nelle trattative. Chiediamo all’Assessore di interloquire con le associazioni che rappresentano i Centri di dialisi. Fermiamoci finché siamo in tempo,per evitare gravi problemi alle nostre strutture con ripercussioni dolorose nei confronti dei pazienti e della nostra missione salvavita”.

