Centro storico Palermo, cosa vedere: 10 curiosità tutte da scoprire

Centro storico Palermo, cosa vedere: 10 curiosità da scoprire

Foto: Claudio Zagara
Alla volta di una Palermo insolita tra eroi, misteri e fantasmi

PALERMO – Dal tesoro di storia, cultura e mistero che è il centro storico di Palermo, sarebbe inverosimile non aspettarsi delle gemme nascoste. Nel capoluogo della Sicilia è praticamente inevitabile rimanere incantati da luoghi storici, vicoli caratteristici ed esempi d’arte irripetibili. La città però è piena di sorprese e riesce a spingersi oltre, fra personaggi leggendari, street art, credenze e tradizioni secolari, eroi del Risorgimento, chiacchierate coi membri di famiglie che hanno fatto la storia e persino fantasmi e mummie.

Le catacombe e la “Bella addormentata”

Le catacombe dei Cappuccini custodiscono segreti antichi, tra cui la mummia perfettamente conservata della piccola Rosalia Lombardo. Nota come la “Bella addormentata”, la mummia risulta tra le meglio preservate al mondo e presenta una particolarità inquietante: a volte, chi volge lo sguardo al suo viso, ha l’impressione di trovarla con gli occhi aperti.

Eroi del Risorgimento: la Buca della Salvezza

La Buca della salvezza si trova nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta “la Gancia”, nel quartiere Kalsa, e racconta la fuga di due patrioti antiborbonici durante il Risorgimento italiano. Nel quartiere, che è sempre stato una mescolanza di culture e tradizioni popolari, erano famose le “sciarre”, plateali litigi tra donne. Una sciarra in particolare passò alla storia nell’aprile del 1860, determinando il destino dei nobili rivoluzionari Filippo Patti e Gaspare Bivona. Fallito il tentativo di far entrare Giuseppe Garibaldi a Palermo, i due vennero inseguiti dalle forze dell’ordine e si ritrovarono nella cripta della Gancia. Disperati, crearono una buca nella parte superiore del muro della cripta e riuscirono a comunicare con le donne della Kalsa. Da qui il diversivo perfetto: una finta sciarra, appunto, per distrarre gli inseguitori. Così, i due fuggiaschi riuscirono ad allargare la buca e guadagnare l’uscita.

Il Genio, protettore di Palermo

Centro storico palermo

Il Genio di Palermo è una figura mitologica venerata come protettore della città, simbolo di saggezza e tutela, raffigurato in numerose sculture disseminate nel centro storico di Palermo. Si dice che nel quartiere Cuba-Calatafimi, tradizionalmente, il Genio sia considerato quasi al pari di Santa Rosalia.

Storie nobiliari: Palazzo Conte Federico

Palazzo Conte Federico offre un viaggio nella storia con le sue sale storiche, soffitti a cassettoni lignei dipinti del XV secolo una torre arabo-normanna risalente al XII secolo, testimoniando la vita della nobiltà siciliana. L’antico palazzo nobiliare è ancora abitato dai discendenti della famiglia Federico. Il salone da ballo del palazzo è noto per aver ospitato Richard Wagner nel 1882 e contiene affreschi con simboli massonici.

Il cuore barocco del centro storico: i Quattro Canti

Quattro canti palermo

Piazza Vigliena, comunemente nota come Quattro Canti, è un capolavoro di architettura barocca che incrocia le quattro strade principali della città. Quello che non tutti sanno è il significato delle statue che adornano ognuna delle strutture: esse simboleggiano le quattro stagioni; i quattro sovrani spagnoli Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV; le quattro sante Agata, Cristina, Ninfa e Oliva, patrone di Palermo prima dell’avvento di Rosalia.

Fontana Pretoria tra arte e scandalo

Centro storico palermo

Oltre che per la sua bellezza architettonica e artistica, la Fontana Pretoria – detta anche “Fontana della Vergogna” – è celebre per il presunto scandalo causato dalla nudità delle sue statue, che avrebbero creato scompiglio tra il clero locale e furono oggetto di tentata censura. In realtà l’accezione “imbarazzante” non è legata all’aspetto delle statue, ma alla spropositata cifra di ventimila scudi che allora il Senato palermitano spese per acquistare questo pezzo d’arte e di storia della città. Si suppone dunque che “Vergogna!” fosse il grido del popolo fuori dal Senato, teatro di capricci e acquisti folli mentre all’esterno i palermitani morivano di fame e gravi malattie.

La Cappella Cagliostro e l’alchimista di Palermo

La cappella Cagliostro nel mercato di Ballarò rende omaggio all’avventuriero e alchimista Alessandro, Conte di Cagliostro, figura emblematica del mistero palermitano. Nato a Palermo nel 1743 e morto prigioniero nella Chiesa, gli è stata dedicata una cappella con un suo dipinto nel florido mercato popolare.

La “Monachella” del Teatro Massimo

Centro storico palermo

Il Teatro Massimo, primo teatro dell’Opera in Italia e terzo in Europa, conosciuto per la sua grandezza e bellezza, è intriso di mistero ed è legato a leggende come quella dello spirito di una suora, la “Monachella”, che si aggirerebbe tra le sue mura.

La tradizione urbana dello Shoefiti

Lo Shoefiti (da shoe e graffiti), il fenomeno cultirale di appendere scarpe legate per le stringhe ai fili della corrente, è un concetto curioso e di significato ambiguo diffuso nel centro storico di Palermo. Le sue interpretazioni sono tante: per esempio c’è chi la considera una pratica per commemorare giovanissimi abitanti del quartiere scomparsi, oppure uno stratagemma delle organizzazioni criminali per segnalare luoghi di attività illecite.

Leggende di donne e fantasmi

Storie di spettri come la “suora della Mercede” e la “vecchia dell’aceto” aggiungono un tocco di mistero alle narrazioni popolari che serpeggiano nel centro storico di Palermo. Quanto alla prima, la leggenda narra di una suora che si aggira nel campanile della Chiesa di Santa Maria della Mercede alla ricerca della figlia che le fu sottratta. La seconda invece è ambientata nel quartiere Zisa, dove si racconta di Giovanna Bonanno, una donna accusata di stregoneria per aver venduto un veleno a base di aceto e arsenico.


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