PALERMO – Il patrimonio della “Immobiliare Strasburgo” in via di cessione, è senza un piano industriale che tuteli i lavoratori. E i 37 dipendenti della società confiscata alla mafia proclamano lo stato di agitazione. La decisione è stata presa al termine dell’assemblea che si è svolta alla Cgil di via Bernabei. I 37 tra operai e impiegati della società confiscata al costruttore Vincenzo Piazza hanno espresso assieme alla Fillea Cgil preoccupazione per l’assenza di prospettive future all’interno della società che oggi vanta 45 milioni di euro di crediti da riscuotere da parte di enti pubblici, come Regione e Comune.
“In considerazione delle valutazioni emerse nel corso della assemblea circa il futuro industriale e occupazionale della società, esprimiamo grave preoccupazione per l’assenza di un progetto di gestione aziendale mentre di contro registriamo l’evidente processo di cessione del patrimonio immobiliare della società stessa”, dichiara il segretario della Fillea Cgil di Palermo Mario Ridulfo, che ha scritto oggi una lettera all’Immobiliare Strasburgo, Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla mafia e per conoscenza al prefetto di Palermo.
Per questi motivi e anche per l’assenza di un confronto, più volte sollecitato dalla Fillea Cgil, è stato proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori. Il sindacato si è riservato di intraprendere tutte le iniziative più opportune a difesa dei livelli occupazionali e per il rilancio dell’azienda. “I lavoratori – continua Ridulfo – sono legittimamente preoccupati per il loro futuro, anche perché non esiste nessun luogo o “tavolo” dove si discuta di queste aziende e di questi lavoratori. Dei beni si parla molto perché a quanto pare interessano più i magazzini, gli appartamenti e i capannoni. Nessun incontro invece è stato convocato per parlare dei lavoratori”.
L’Immobiliare Strasburgo in questi ultimi anni ha assegnato a Comune e Provincia, che ne avevano fatto richiesta, 20 scuole. E a breve dovrebbero andare in porto le cessioni, alla Regione, dei palazzi dove hanno sede l’assessorato alla Cooperazione di via degli Emiri e l’assessorato ai Beni Culturali di piazza Croci. Inoltre è già decisa l’assegnazione al Comune di Palermo del palazzo ex Telecom di via Ugo La Malfa, dove andrebbero uffici comunali e anche il call center Almaviva. Ma la parte principale della proprietà è in affitto a privati. “Tra la cessione dei beni agli enti pubblici e la possibile vendita del patrimonio a privati chiediamo un progetto di rilancio e un piano industriale che salvi i posti di lavoro – dichiara il segretario della Fillea Ridulfo – I lunghi anni del sequestro hanno dimostrato che è possibile coniugare legalità, lavoro e sviluppo, mantenendo l’occupazione. Questa azienda, come altre immobiliari confiscate potrebbe assumere il personale. La nostra preoccupazione è che l’inadeguatezza della Agenzia dei beni sequestrati e confiscati (Anbsc) segni la fine di queste esperienze, il depauperamento del patrimonio e la perdita dei posti di lavoro”.

