"Chiamate con il telefono aziendale" | Assolta l'ex direttrice del Pagliarelli - Live Sicilia

“Chiamate con il telefono aziendale” | Assolta l’ex direttrice del Pagliarelli

L'ex direttrice del carcere di Pagliarelli Laura Brancato

Laura Brancato (nella foto) aveva rinunciato alla prescrizione. Passa la linea che il danno di appena 20 euro non giustifica l'esistenza del dolo che serve a fare scattare l'accusa di peculato d'uso.

13 Commenti Condividi

PALERMO – Il fatto non sussiste. Laura Brancato incassa un’assoluzione piena dall’accusa di peculato d’uso. L’ex direttrice del carcere Pagliarelli di Palermo aveva rinunciato alla prescrizione certa di potere scrollarsi di dosso l’ipotesi di avere commesso un reato utilizzando il telefono aziendale per delle chiamate private.

Il processo era tornato in appello dalla Cassazione che aveva annullato con rinvio la sentenza di condanna a due mesi e dieci giorni, commutata in una sanzione da 2.340 euro. “L’assoluzione ripaga da tante amarezze, ma la ferita, personale e professionale, non si rimargina”, dice la Brancato nel corridoio del Palazzo di giustizia, tradendo la commozione. La funzionaria, proprio a causa dell’inchiesta, era stata sospesa dall’incarico e trasferita al ministero a Roma. Un trasferimento che ha segnato una brusca frenata nella sua carriera.

In primo grado la condanna era stata più pesante – un anno – perché il reato contestato era il peculato, poi derubricato nel più lieve peculato d’uso. Il procedimento era nato da un esposto del Sinappe, il sindacato di polizia penitenziaria. Le contestazioni, all’inizio, erano pure più ampie. La Brancato, secondo l’accusa, non aveva pagato il ticket facendo finta che alcuni esami clinici eseguiti all’ospedale Civico non erano suoi ma dei detenuti. Ed ancora: si era ipotizzato che l’imputata avesse ascoltato le chiamate fatte dai dipendenti dell’istituto di pena. Queste accuse, però, erano cadute già in primo grado.

Era rimasta in piedi la storia delle telefonate con il marito e il figlio risalenti al periodo ottobre 2007- maggio 2008. L’avvocato Vincenzo Lo Re aveva prodotto i tabulati e concentrato la difesa sull’irrilevanza del danno: le telefonate contestate avevano avuto un costo di poco superiore ai venti euro in virtù di una convenzione favorevole siglata dall’amministrazione penitenziaria con una compagnia telefonica. Una manciata di euro che facevano venire meno l’elemento soggettivo del reato legato al dolo. Ora è arrivata l’assoluzione in appello.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

13 Commenti Condividi

Commenti

    Certo noi cittadini ci teniamo che i nostri sudati soldi delle tasse vengano spesi per questi bei lunghissimi processi per 20 euro, paese di pagliacci!

    Una macchina giudiziaria in moto x anni x 20 euro? E una strigliata al sindacato denunciante chi gliela da?

    si può fare un processo per un danno eventuale di 20 euro? Quanti euro sarà costato ai contribuenti? Capisco che il codice prevede questo ma andrebbe corretto e per casi di lievissima entità basterebbe la norma disciplinare.

    Ulteriore dimostrazione che è facile gettare fango su una persona ma poi occorrono anni, tanti soldi e molta forza per riuscire a dimostrare la propria innocenza.

    Un processo per 20 euro ?
    Quanto costa questo processo ?
    Dovrebbe pagarlo il Sinappe, sarebbe giusto.
    E se fossi al posto della Brancato passerei al contrattacco.

    Primo grado, appello, cassazione e poi di nuovo appello.
    Ma quanto ci è costato questo processo?
    E tutto per 20 euro.
    Mentre tanti processi per corruzione, concussione, riciclaggio, etc.,dove sono stati sottratti allo Stato decine di milioni vanno quasi sempre in prescrizione.
    Siamo la repubblica delle banane.

    ma perchè, il Pubblico Ministero, quando ha istruito il processo, chiesto il rinvio a giudizio ed invocato la condanna dell’imputato, NON LO SAPEVA?
    ma perchè, qualcuno forse al primo giorno del corso di Diritto Penale a Giurisprudenza non ha sentito parlare del furto della mela?
    ma perchè alcuni Pubblici Ministeri vanno contro la logica e poi finiscono puntualmente per sbattere contro il muro?
    ma quanto ci è costato (a noi collettività) questo processo basato sul nulla?
    ma quando tiriamo fuori i numeri sull’arretrato della Giustizia in Italia e ci scandalizziamo, lo sappiamo che per larga parte è alimentato da processi come questo?

    giusto per essere informati, ai contribuenti quanto è costato questo processo?

    Un processo penale con quattro gradi di giudizio per un presunto danno di 20 euro: poi ci meravigliamo che l’Italia figura al 160° posto per efficienza del sistema giudiziario.

    chi risarcisce gli italiani del costo del processo per peculato di 20 euri?
    siamo a mare!

    Fondamentalismo e integralismo, sia nella vita quotidiana che nella religione e nella magistratura, fanno solo danni e vittime innocenti. Possono servire a qualche tribuno televisivo a raccattare qualche milione di euro per la sua vecchiaia, a qualche magistrato per farsi bello ai convegni, ma per la società sono deleteri.

    Legittimo chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali, morali ed esistenziali a chi li ha provocati

    Bene! Speriamo torni lei a dirigere il Pagliarelli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *