Chioschi a Catania, Confcommercio: “Piano inaccettabile”

Chioschi a Catania, Confcommercio: “Piano inaccettabile”

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Agen e Sorbello: "Mancano metodo e confronto"
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CATANIA – Confcommercio Catania boccia il piano dei chioschi presentato dalla Direzione Attività produttive al Consiglio comunale lo scorso dicembre. L’associazione, attraverso il presidente Pietro Agen e il vicedirettore Francesco Sorbello, contesta sia il metodo sia il merito del provvedimento.

Confcommercio contesta il piano chioschi

“Su un atto di pianificazione del territorio e commerciale così importante – hanno spiegato – l’Assessorato Attività produttive avrebbe dovuto preliminarmente attivare un momento di confronto con le organizzazioni di categoria. Invece ha preferito andare in solitaria, senza avere la sensibilità politica e amministrativa di sviluppare un ragionamento congiunto su obiettivi e criteri”.

Secondo Confcommercio, la mancanza di confronto preventivo ha già prodotto effetti negli ultimi anni. “Negli ultimi due anni ha già prodotto il ritiro da parte dell’amministrazione di alcuni regolamenti dal Consiglio comunale, ad esempio quelli sui dehors o sul contrasto all’evasione”. Una situazione definita “un’inaccettabile distrazione”, già segnalata anche al sindaco Enrico Trantino.

Motivi di metodo e merito

Nel merito, il piano viene giudicato carente. “Quello proposto non è un piano, manca tutto. Non viene indicato alcun metodo seguito per approntare la pianificazione. Nella proposta di delibera si fa cenno a formule di rito ma nel concreto non c’è nulla. Non si comprende come si sia giunti al numero di 14 nuovi chioschi”.

Le criticità evidenziate riguardano anche l’assenza di analisi sui siti individuati. “Non c’è alcuna relazione sui singoli siti individuati; non si fa cenno all’impatto che i nuovi chioschi determinano nelle singole aree, alla connessione con il territorio e alla loro specifica funzione; manca la connessione con le altre attività; non c’è cenno alla generazione di nuovi flussi veicolari. Non abbiamo scorto il parere della Direzione Urbanistica sui singoli siti”.

Da qui la dura conclusione dell’associazione di categoria: “Le pianificazioni di urbanistica commerciale non si fanno così. C’è troppa approssimazione”.


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