Chiude il Despar di Centro Sicilia | I lavoratori Aligrup non mollano - Live Sicilia

Chiude il Despar di Centro Sicilia | I lavoratori Aligrup non mollano

Per il Despar di Centro Sicilia non c'è ormai più nulla da fare: chiuderà. Intanto, i dipendenti si raccontano e spiegano perchè la "Prodi bis" è l'unica soluzione meno dolorosa.

Vertenza senza fine
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CATANIA – Partiamo, purtroppo, da una certezza: il market Despar del Centro Sicilia è destinato a chiudere. Su questo non c’è, ormai, più nulla da fare. La vicenda Aligrup rimane una matassa intricatissima che si riflette in modo impietoso sulla vita di famiglie restate, d’improvviso, senza la speranza di un lavoro. Incontri e scontri. Aperture e sconforto. Gli umori, in quella che è una storiaccia legata agli effetti della crisi, restano altalenanti. Ma i 1600 dipendenti che fanno parte, loro malgrado, della vertenza provano in tutti i modi a non mollare. Ieri la proposta di applicare la “Prodi bis” che pare, però, avere scontentato i sindacati: la norma che venne applicata al caso Parmalat, tanto per capirci, eviterebbe il fallimento dell’azienda e, quasi certamente, permetterebbe di salvare un bel pò di posti di lavoro. A scanso di equivoci: i tagli rimarrebbero ma sarebbero in misura minore rispetto a quelli apocalittici prefigurati oggi. “Credetemi se vi dico che il problema non è trovare una risposta legislativa ma risolvere questo ostracismo sindacale – spiega Carlo Lo Faro portavoce dei lavoratori -. I sindacati si sono posti di traverso perché loro sostengono che la Prodi bis non è applicabile e sarebbe peggio del fallimento poiché si perderebbero gli ammortizzatori sociali”. Fosse così, sarebbe un rebus non di poco conto. Ma i lavoratori insistono: dicono di avere trovato il modo per venirne fuori nella maniera meno dolorosa: “In realtà, il cambiamento della Legge Fornero, ovvero del decreto Sviluppo, legato alla mobilità ed alla cassa integrazione straordinaria va incontro alle nostre esigenze. Compresa la questione sugli ammortizzatori sociali”.

La vicenda è ormai arrivata anche in Parlamento grazie ad una interpellanza che vede come primo firmatario Giuseppe Berretta. E’ una corsa contro il tempo. E non si parla solo di numeri e cifre. Ma di uomini e donne che rischiano di perdere una delle cose più preziose in assoluto: il lavoro.


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Commenti

    se soltanto esistesse una strada per salvare ogni singolo posto di lavoro presumo che già si sarebbe intrapresa però ovviamente tra lo spettro del fallimento ed il lumicino di una possibilità di poter sperare credo sia preferibile sperare visto che male che vada tutti rimaniamo comunque in mezzo ad una strada

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